Ugo Tarchi (Firenze, 20 settembre 1887 – Firenze, 14 novembre 1978) è stato un architetto, storico dell'arte e dell'architettura italiano.
Ugo Tarchi, la cui famiglia vive nella zona di Porta Romana a Firenze ed è costituita dal padre Federico, impiegato del dazio, dalla madre Giuliana Ferrari, casalinga, e dalla sorella Ida, di due anni più grande, dimostra fin da bambino evidenti attitudini per il disegno che lo portano a frequentare, tra il 1899 e il 1905, l'Istituto di Belle Arti di Firenze. Nello stesso anno e per i tre anni successivi frequenta il Corso Speciale di Architettura. Nel 1909 consegue il titolo di professore di disegno architettonico e inizia la carriera didattica che lo porta a insegnare prima all'Accademia di Belle Arti di Perugia, dal 1909 al 1922, e poi in quelle di Bologna, dal 1922 al 1923, di Brera a Milano, dal 1923 al 1927, e di Roma, dal 1927 al 1957. A partire dalla sua esperienza nel capoluogo umbro sviluppa in ambito didattico un personale approccio in cui le materie del restauro e del ripristino sono affiancate da quella del rilievo architettonico, inteso come disciplina autonoma e non come mera operazione ausiliaria.
Estremamente ricca e vasta è anche l'opera pubblicistica di Tarchi che è caratterizzata sia da volumi e saggi sia da articoli su riviste di settore. La pubblicazione più nota è l'opera in sei volumi titolata L'arte nell'Umbria e nella Sabina, edita tra il 1936 e il 1954, in cui, attraverso un percorso storico, che spazia dall'epoca etrusco-romana al Rinascimento, è illustrato un regesto tematico delle più importanti opere architettoniche e artistiche del territorio umbro e sabino, a carattere sia religioso che civile. L'opera presenta una vasta documentazione fotografica ottenuta a seguito di una diffusa campagna di indagine conoscitiva affiancata da un'ampia rassegna di disegni.
Tra il 1911 e il 1962, Tarchi svolge anche una prolifica carriera di progettista architettonico, incentrata su molteplici tipologie di lavoro: restauro di monumenti storici, ripristino di castelli, progettazione per arredo d'interni, nuove realizzazione di edifici pubblici e privati (scuole, sedi istituzionali, complessi termali, chiese, ville, cappelle cimiteriali e monumenti commemorativi). In virtù delle doti di abile disegnatore Tarchi collabora alla progettazione in occasione dei grandi concorsi nazionali svolti durante il periodo del Ventennio fascista.
La maggior parte delle opere di Tarchi appartiene allo stile eclettico e i suoi interventi di ripristino si concentrano sulla ricomposizione figurativa della facciata in stile neomedievale, nelle varianti neogotica-neoromanica o neorinascimentale, attuata attraverso il riposizionamento seriale delle bucature, l'inserimento di elementi in laterizio (marcapiani o ghiere di coronamento delle aperture) e di balconi lapidei. La sua realizzazione più nota è l'intervento di ripristino della tomba di San Francesco nella cripta della Basilica di Assisi che viene ridisegnata, così come la si può ammirare oggi, secondo uno stile eclettico austero e sobrio, sostituendo il sepolcro esistente realizzato in stile neoclassico da Pasquale Belli.
Realizzazioni
Progetti e concorsi
Scritti di Ugo Tarchi
Scritti su Ugo Tarchi
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