L'Ulcer Index (in italiano indice ulcera, spesso abbreviato UI) è un indicatore tecnico di rischio utilizzato nell'analisi finanziaria per misurare la volatilità di un titolo o di un portafoglio in funzione della profondità e della durata dei drawdown rispetto ai massimi storici recenti. A differenza di indicatori di rischio basati sulla deviazione standard dei rendimenti — che penalizzano allo stesso modo i movimenti al rialzo e al ribasso — l'Ulcer Index misura esclusivamente le discese dai massimi, riflettendo più fedelmente la percezione di rischio dell'investitore.
L'Ulcer Index fu sviluppato da Peter G. Martin e Byron B. McCann e presentato per la prima volta nel libro The Investor's Guide to Fidelity Funds (1987, John Wiley & Sons). Il nome "ulcer" (ulcera) allude metaforicamente allo stress che i cali prolungati del portafoglio producono sull'investitore. Martin e McCann lo svilupparono inizialmente per valutare i fondi comuni di Fidelity Investments, dove la capacità di limitare i drawdown era considerata prioritaria rispetto alla sola massimizzazione del rendimento.
L'Ulcer Index su un periodo di N barre è calcolato in tre passi:
Passo 1 — Per ogni barra i, si calcola la discesa percentuale dal massimo degli ultimi N periodi:
dove è il prezzo di chiusura alla barra i. Il valore è sempre ≤ 0: è zero se il prezzo è al massimo del periodo, negativo se è sotto il massimo.
Passo 2 — Si calcola la media dei quadrati delle discese percentuali:
Passo 3 — L'Ulcer Index è la radice quadrata di tale media:
Il risultato è espresso come valore percentuale. Un UI pari a 5 indica che il prezzo ha oscillato in media del 5% sotto i propri massimi durante il periodo considerato.
| Valore UI | Interpretazione | Tipo di mercato tipico |
|---|---|---|
| 0–2 | Drawdown minimo, mercato in trend forte | Bull market consolidato |
| 2–5 | Drawdown contenuto, volatilità moderata | Trend regolare |
| 5–10 | Drawdown significativo, correzioni frequenti | Mercato laterale o in correzione |
| >10 | Drawdown elevato, forte incertezza | Bear market o crisi finanziaria |
I valori soglia variano in funzione dell'asset class e del timeframe analizzato. Su dati giornalieri azionari, valori superiori a 8–10 sono considerati indicatori di rischio elevato. Su dati intraday (timeframe H1–H4) nel mercato valutario, i valori assoluti sono tipicamente inferiori e devono essere calibrati sul singolo strumento.
L'Ulcer Index presenta alcune proprietà formali che lo distinguono dagli indicatori di volatilità convenzionali:
| Indicatore | Misura | Considera rialzi | Considera durata DD |
|---|---|---|---|
| Deviazione standard | Variabilità simmetrica | Sì | No |
| Maximum Drawdown | Perdita massima dal picco | No | No (solo il peggiore) |
| Indice di Sharpe | Rendimento/rischio simmetrico | Sì | No |
| Indice di Sortino | Rendimento/rischio downside | No | No |
| Ulcer Index | Drawdown pesato per durata | No | Sì |
| Ulcer Performance Index | Rendimento/UI | No | Sì |
A partire dall'Ulcer Index, Martin e McCann definirono anche l'Ulcer Performance Index (UPI), talvolta denominato Martin Ratio, in analogia con l'indice di Sharpe:
dove è il rendimento medio del portafoglio e è il tasso privo di rischio. Un UPI elevato indica che l'investimento ha prodotto un rendimento superiore al risk-free con drawdown contenuti.
Nella sua formulazione originale, l'Ulcer Index è stato utilizzato per confrontare fondi comuni con profili di drawdown diversi. Un gestore che ottiene il medesimo rendimento di un benchmark con un UI inferiore viene considerato più efficiente nella gestione del rischio.
Nella letteratura tecnica sull'analisi tecnica, l'UI viene applicato a serie storiche di indici azionari per identificare periodi di stress prolungato. Valori crescenti dell'UI su un indice come lo S&P 500 segnalano fasi di correzione o di mercato orso. Alcuni sistemi di asset allocation dinamica utilizzano soglie dell'UI per ridurre l'esposizione azionaria quando il drawdown supera un livello prefissato.
Nel mercato valutario, l'Ulcer Index trova applicazione nell'analisi di sistemi di trading algoritmico su timeframe multi-periodo (H1, H4, D1). La misura è particolarmente utile per valutare la qualità del drawdown in sistemi con basso win rate e risk/reward elevato, dove la deviazione standard dei rendimenti tende a sovrastimare il rischio percepito dall'operatore. Applicazioni all'adattamento dell'UI su coppie valutarie e sull'impiego del periodo N=14 su timeframe H4 sono discusse in Trotta (2019).