| Olmo campestre | |
|---|---|
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superrosidi |
| (clade) | Rosidi |
| (clade) | Eurosidi |
| (clade) | Eurosidi I |
| Ordine | Rosales |
| Famiglia | Ulmaceae |
| Genere | Ulmus |
| Specie | U. minor |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Sottoregno | Tracheobionta |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Hamamelidae |
| Ordine | Urticales |
| Famiglia | Ulmaceae |
| Genere | Ulmus |
| Specie | U. minor |
| Nomenclatura binomiale | |
| Ulmus minor Mill., 1768 | |
| Sinonimi | |
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Ulmus campestris | |
| Nomi comuni | |
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Olmo campestre | |
| Areale | |

L'olmo campestre (Ulmus minor Mill., 1768) è un albero deciduo appartenente alla famiglia delle Ulmaceae, diffuso in Europa, Africa nord-occidentale e Asia occidentale.
Da alcuni decenni una malattia di origine fungina diffusasi dall'Asia, la grafiosi, sta decimando gli esemplari più vecchi. La ricerca scientifica ha tuttavia permesso di sviluppare una varietà di esemplari che mostrano una resistenza a questa malattia.
L'epiteto "Minor" deriva dalle foglie che misurano 2–9 cm, più piccole rispetto a U. glabra (9–15 cm).

È un albero di media grandezza, potendo raggiungere altezze comprese tra i 20 e i 30 metri. I fusti giovani presentano una corteccia liscia e di colore grigio scuro e sono glabri. Con l'età la corteccia tende a desquamare formando dei solchi più o meno profondi in direzione verticale o orizzontale, formando delle placchette quadrangolari. L'albero può raggiungere i 600 anni, è una pianta longeva e vigorosa.
Le foglie sono alternate, di forma ellittica e delle dimensioni di circa 3 centimetri in larghezza e 5 centimetri in lunghezza, è deciduo. Hanno margine dentellato e sono dotate di un breve picciolo. Hanno colore verde, che vira al giallo durante l'autunno, prima della caduta. La pagina inferiore è di colore grigio-verde. La base della lamina fogliare, all'attaccamento col picciolo, presenta una asimmetria vistosa per cui la lamina di uno dei due lati fogliari si attacca più in basso sul picciolo di quella dell'altro lato.
I fiori sono piccoli, ermafroditi e dotati di petali verdastri. Gli stami sono 5 ed i carpelli 2, formanti un ovario supero. La fioritura avviene prima dell'emissione delle foglie, nel periodo a cavallo di inverno e primavera compreso tra i mesi di febbraio e marzo. Il frutto è una samara, le samare ellittiche, glabre, con seme portato al centro, brevemente peduncolate sono disperse in maggio.
L'apparato radicale è inizialmente fittonante, poi sviluppa molte radici laterali poco profonde.
La specie è diffusa in Europa continentale e Asia Mediterranea; è stato introdotto in America settentrionale.
Il suo habitat naturale è rappresentato da boschi e terreni incolti. Lo si ritrova anche lungo il greto di torrenti e ruscelli. Mostra una buona tolleranza al freddo ed alla siccità.
In Italia vegeta ad altitudini comprese tra 0 e 1.200 metri ed è abbastanza diffuso in boschi misti mesofili planiziali, con Quercus robur, Carpinus betulus, Alnus glutinosa. Predilige i suoli freschi, profondi, fertili ma cresce anche su quelli argillosi.
Colonizza coltivi abbandonati nelle zone di media montagna e collina.
Per via della flessibilità e sottigliezza dei suoi ributti, è una pianta spesso utilizzata nell'ambito della cesteria: queste parti dell'albero sono raccolte direttamente dalla pianta durante l'inverno, quando prive di foglie, per poi essere utilizzate per tutte le parti del cesto.
Secondo Virgilio l'olmo era sacro a Morfeo, dio dei sogni. I Romani usavano l'olmo come supporto nella coltivazione della vite.
Nel corso del Novecento gli olmi italiani subirono un drastico declino a causa della grafiosi dell’olmo, una grave malattia fungina causata da Ophiostoma ulmi e, successivamente, dalla specie più aggressiva Ophiostoma novo-ulmi. La patologia, diffusa dai coleotteri scolitidi del genere Scolytus, colpisce i vasi conduttori della pianta impedendo il trasporto della linfa e provocando rapidamente disseccamento e morte dell’albero.
La prima epidemia comparve in Europa negli anni Venti, ma fu soprattutto la seconda ondata, dagli anni Sessanta in poi, a causare la quasi scomparsa degli olmi maturi dal paesaggio italiano ed europeo. In Italia il fenomeno interessò in particolare le campagne della Pianura Padana e le alberature rurali tradizionali, dove l’olmo costituiva una specie molto diffusa.
l’olmo sopravvive soprattutto sotto forma di giovani esemplari piantati, spesso destinati a essere nuovamente infettati prima di raggiungere grandi dimensioni.
Negli ultimi decenni la ricerca forestale ha sviluppato varietà più resistenti attraverso programmi di selezione e incroci con specie asiatiche naturalmente più tolleranti alla malattia perdendo tuttavia cosi perte del patrimonio biologico nazionale.
Larga parte della mancata estinzione è dovuta alla mobilitazione civile, a protezione della pianta tipica del paesaggio italiano.
| Controllo di autorità | J9U (EN, HE) 987007577132405171 |
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