
Ulrich Molitor, noto anche come Molitoris, (c. 1442 – prima del 23 dicembre 1507) fu un giurista che scrisse un trattato in cui offriva chiarimenti e critiche metodologiche derivate dal diritto canonico a sostegno di Heinrich Kramer e del suo Malleus Maleficarum.
Pur non negando l'esistenza della stregoneria e in linea col Canon Episcopi, Molitor ribadì che le messe nere in cui Satana viene adorato e venerato sessualmente erano irreali, frutto di un'allucinazione o di un sogno di chi ne parlava. Sconsigliò l'ammissione in tribunale di confessioni estorte con la tortura, poiché questo tipo di testimonianza era spesso falsa. La sua opera intitolata De Lamiis et Pythonicis Mulieribus fu pubblicata per la prima volta nel 1489, tre anni dopo la prima edizione del Malleus Maleficarum. Entrambi i libri furono ristampati frequentemente per tutti gli anni Novanta del Quattrocento. È probabile che Molitor abbia assistito personalmente alle inquisizioni condotte da Heinrick Kramer nella Diocesi di Bressanone e in quella di Costanza.
Il trattato è scritto in forma di dialogo, in cui l'autore assume la posizione di uno scettico che si oppone a un fanatico con la fobia delle streghe, probabile figura di Kramer. Un terzo personaggio, l'arciduca Sigismondo, è l'arbitro della contessa. Il protagonista difende la legge cattolica tradizionale, il Canon Episcopi (906), che considerava la stregoneria un'illusione. Molitor cita la Bibbia, i Padri della Chiesa e i poeti e si concentra sulla capacità del Diavolo di ingannare. Nel dialogo, Sigismondo si affretta a respingere le prove ottenute con l'uso della tortura:
Sigismondo aveva anche presenziato ad un'inquisizione diretta da Kramer a Innsbruck nel 1485 e potrebbe aver svolto un ruolo decisivo nel chiuderla, impedendo così l'esecuzione capitale di sette imputate.
La frequenza delle illustrazioni e la natura teatrale del dialogo lasciano intendere che l'opera fosse destinata ad un pubblico popolare e non solo ad essere un trattato giuridico.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 5727088 · ISNI (EN) 0000 0001 0865 9270 · SBN FERV005465 · BAV 495/350320 · CERL cnp01289623 · Europeana agent/base/62792 · LCCN (EN) n87815048 · GND (DE) 118784501 · BNF (FR) cb12461808k (data) · J9U (EN, HE) 987007588070905171 |
|---|