| Urazamide | |
|---|---|
| Nome IUPAC | |
| 5-ammino-4-imidazolcarbossiammide ureidosuccinato | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C9H14N6O6 |
| Massa molecolare (u) | 302.24406 |
| Numero CAS | |
| PubChem | 23620357 |
| SMILES | C1=NC(=C(N1)C(=O)N)N.C(C(C(=O)O)NC(=O)N)C(=O)O |
| Proprietà tossicologiche | |
| DL50 (mg/kg) | 440mg/kg, cavia, i.v 640mg/kg, topo, i.v. 1190mg/kg, ratto, i.v. |
| Indicazioni di sicurezza | |
L'urazamide è un farmaco che favorirebbe i processi rigenerativi ed energetici a livello epatico, intervenendo direttamente nella sintesi proteica e nella sintesi di ATP. Attualmente è in disuso e considerato obsoleto. Il farmaco è costituito dal 5-ammino-4-imidazolcarbossiammide, precursore delle basi puriniche, salificato con l'acido ureidosuccinico o n-carbamoilaspartico, un precursore delle basi pirimidiniche. L'inadeguata sintesi proteica da parte del fegato è alla base dell'accumulo di lipidi cui fa seguito la steatosi epatica. I precursori forniti dal farmaco dovrebbero fornire al fegato il materiale più idoneo per la reintegrazione delle proteine bloccando l'evoluzione verso la steatosi.
Il farmaco era proposto nel trattamento di svariate malattie del fegato, cirrosi epatica, postumi di epatite, epatosi e steatosi epatica.
L'urazamide viene somministrato per os alle dosi di 400–800 mg/die. È stato anche impiegato per iniezione endovenosa od intramuscolare.
Il farmaco non deve essere somministrato a soggetti con ipersensibilità nota al principio attivo.
L'urazamide deve essere somministrata con cautela in gravidanza, anche se studi su animali dimostrerebbero che il farmaco è privo di effetto teratogeno e non influenza lo sviluppo fetale.