Vagdavercustis era una divinità femminile adorata da popoli germanici nei primi secoli dell'era volgare.
Vagdavercustis è nota per un'iscrizione a lei dedicata ritrovata su un altare a Colonia, in Germania. La pietra è stata datata attorno al II secolo ed è oggi esposta presso un museo di Colonia.
L'iscrizione si trova sulla facciata anteriore dell'altare, sopra una scena incisa raffigurante cinque persone nell'atto di fare un sacrificio rituale. L'iscrizione recita:
In italiano diventa:
L'altare gli fu dedicato da un cittadino romano (di probabile origine germanica, come suggerirebbe il nome Tito Flavio, forse assunto in onore dell'imperatore sotto il quale aveva ottenuto la cittadinanza romana, come avveniva per i barbari romanizzati), come anche romano appare il rituale con l'officiante con il capo velato, ma Vagdavercustis era più probabilmente una divinità originariamente germanica o celtica, che aveva probabili legami con alberi o boschi. Esiste qualche prova sul fatto che Vagdavercustis fosse venerata dai Batavi (una tribù germanica che secondo Tacito abitarono il delta del Reno, nell'area che attualmente si trova nei Paesi Bassi) tra Paesi Bassi e Colonia. Può venire associata a Virtus, la dea romana del coraggio e del valore militare.