Vagdavercustis

Altare di T. Flavius Constans da Colonia.

Vagdavercustis era una divinità femminile adorata da popoli germanici nei primi secoli dell'era volgare.

Descrizione

Vagdavercustis è nota per un'iscrizione a lei dedicata ritrovata su un altare a Colonia, in Germania. La pietra è stata datata attorno al II secolo ed è oggi esposta presso un museo di Colonia.

L'iscrizione si trova sulla facciata anteriore dell'altare, sopra una scena incisa raffigurante cinque persone nell'atto di fare un sacrificio rituale. L'iscrizione recita:

Deae
Vagdavercusti
Titus Flavius
Constans Praef
Praet EMV

In italiano diventa:

La dea /
Vagdavercustis /
[dedicata da] Tito Flavio /
Constans (o Constantius, ovvero Costanzo?), Prefetto /
dei Pretoriani, a sua distinta memoria

L'altare gli fu dedicato da un cittadino romano (di probabile origine germanica, come suggerirebbe il nome Tito Flavio, forse assunto in onore dell'imperatore sotto il quale aveva ottenuto la cittadinanza romana, come avveniva per i barbari romanizzati), come anche romano appare il rituale con l'officiante con il capo velato, ma Vagdavercustis era più probabilmente una divinità originariamente germanica o celtica, che aveva probabili legami con alberi o boschi. Esiste qualche prova sul fatto che Vagdavercustis fosse venerata dai Batavi (una tribù germanica che secondo Tacito abitarono il delta del Reno, nell'area che attualmente si trova nei Paesi Bassi) tra Paesi Bassi e Colonia. Può venire associata a Virtus, la dea romana del coraggio e del valore militare.

Note

  1. ↑ "EMV" = "egregiae memoriae vir", vedi Harry Thurston Peck, Harpers Dictionary of Classical Antiquities, New York, Harper and Brothers, 1898
  2. ↑ Alessandro Barbero - Roma Antica (Podcast). URL consultato il 30 ottobre 2026.
  3. 1 2 Ansuharijaz, Forgotten Gods, 2003, sul sito di Reginheim, su geocities.com. URL consultato il 14 novembre 2008 (archiviato dall'url originale il 17 maggio 2004).
  4. 1 2 Religiöse Kulte im römischen Köln: Vagdavercustis, su spinfo.uni-koeln.de (archiviato dall'url originale il 2 dicembre 2005).

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