Valencene

Valencene
Formula di struttura del (+)-valencene
Formula di struttura del (+)-valencene
Nome IUPAC
(3R,4aS,5R)-4a,5-dimetil-3-isopropenil-1,2,3,4,4a,5,6,7-octaidronaftalene
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareC15H24
Massa molecolare (u)204,36
Aspettoliquido giallo chiaro
Numero CAS4630-07-3
Numero EINECS225-047-6
PubChem9855795
SMILES
CC1CCC=C2C1(CC(CC2)C(=C)C)C
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.)0,914-0,919
Solubilità in acquainsolubile
Temperatura di fusione29,52 °C (303 K)
Temperatura di ebollizione253,52 °C (527 K)
Indicazioni di sicurezza
Punto di fiamma>93 °C
Simboli di rischio chimico
tossico a lungo termine
pericolo
Frasi H304
Consigli P301+310 - 331 - 405 - 501

Il valencene è un composto organico sesquiterpene biciclico. Contenuto nell'olio di agrumi, è responsabile dell'odore delle arance fresche. Il nome valencene deriva dalla città di Valencia, in Spagna, famosa per la cultivar di arancia dolce, dalla quale il composto può essere ricavato a basso costo. Il valencene presente in commercio viene anche prodotto per via sintetica o biotecnologica.

Presenza in natura

La molecola possiede tre centri chirali e sono possibili 8 stereoisomeri. L'isomero (+)-valencene, mostrato in figura, è presente in natura, e si trova principalmente in arance dolci, mandarini, limoni e pompelmi. Inoltre, è stato identificato in numerose altre specie, tra le quali Cyperus rotundus, Myrica rubra e Melissa officinalis.

Uso

Nel 2022 sono state commercializzate circa 15 tonnellate di valencene. Il composto viene usato per aromatizzare cibi, bevande, e altri prodotti per la casa e per la cura personale, nonché come prodotto di partenza per composti più pregiati come il nootkatone.

Tossicità / Indicazioni di sicurezza

È stato condotto uno studio per valutare la sicurezza d'impiego del valencene in cosmetici e altri prodotti domestici, concludendo che il composto è sicuro nell'ambito degli usi esaminati.

Note

  1. 1 2 Sigma-Aldrich 2023
  2. 1 2 3 4 5 6 Zhang et al. 2023
  3. 1 2 3 4 5 Api et al. 2018
  4. ↑ Asakawa e Noma 2010
  5. 1 2 Song et al. 2024
  6. ↑ Fahlbusch 2002

Bibliografia

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