| Valeriano Muti vescovo della Chiesa cattolica | |
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| Incarichi ricoperti |
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| Nascita | 1565 a Roma |
| Nomina a vescovo | 4 luglio 1599 da papa Clemente VIII |
| Consacrazione a vescovo | 18 luglio 1599 dal cardinale Camillo Borghese (poi papa) |
| Morte | 19 marzo 1610 a Napoli |
Valeriano Muti (Roma, 1565 – Napoli, 19 marzo 1610) è stato un vescovo cattolico italiano.
Proveniente da una nobile famiglia romana, nacque a Roma nel 1565, figlio di Alessandro.
Il 4 luglio 1599 papa Clemente VIII lo nominò vescovo di Bitetto. Ricevette la consacrazione episcopale il 18 luglio seguente nella cappella Sistina dalle mani del cardinale Camillo Borghese, vescovo di Jesi (poi papa), co-consacranti i vescovi Giovanni Camerota, vescovo di Bova, e Leonardo Roselli, vescovo di Vulturara e Montecorvino.
Il 26 dicembre 1602 lo stesso pontefice lo trasferì alla sede di Città di Castello. Il 26 gennaio seguente prese possesso della diocesi tramite Giovanni Battista Pallavicini.
Durante il suo episcopato tifernate si impegnò per proseguire l'applicazione dei decreti emanati dal Concilio di Trento. In particolare promulgò editti sull'osservanza della quaresima e sulla lettura dei libri proibiti, mentre, durante la visita pastorale alla diocesi ribadì l'obbligo di residenza per il clero.
Il 12 gennaio 1609 papa Paolo V lo nominò nunzio apostolico nel Regno di Napoli.
Morì nella capitale del regno il 19 marzo dell'anno seguente.
La genealogia episcopale è: