Verbi arabi

I verbi arabi (فِعْل‎, fiʿl; pl. أَفْعَال‎, ʾafʿāl), come nelle altre lingue semitiche, sono, come poi l'intero vocabolario di queste lingue, basati su sequenze di due, tre, quattro o anche cinque (ma solitamente tre) consonanti dette radici (trilittere o quadrilittere a seconda del numero di consonanti). La radice porta il significato di base del verbo, ad esempio ك ت ب‎ k-t-b 'scrivere', ق ر ء‎ q-r-ʾ 'leggere', ء ك ل‎ ʾ-k-l 'mangiare'. Cambiamenti nelle vocali fra le consonanti e l'aggiunta di prefissi e suffissi esprimono funzioni grammaticali come la persona, il genere, il numero, il tempo, il modo e la diatesi.

Caratteristiche

Il verbo arabo presenta le seguenti caratteristiche:

La debolezza è una proprietà inerente di un dato verbo che dipende dalle particolari consonanti di una radice verbale, dando origine a cinque tipi principali di debolezza con due o tre sottotipi ciascuna.

I grammatici arabi usano solitamente la radice desemantizzata ف ع ل‎ f-ʿ-l come forma generica per esprimere un dato elemento di un paradigma verbale. Ad esempio, يُتَكَاتَب‎ yutakātabu 'gli viene scritto da (qualcuno)' viene generalmente espresso con يُتَفَاعَل‎ yutafāʿalu, specificando la forma generica di un verbo sano passivo in VI forma, alla terza persona singolare maschile del non-passato indicativo.

Il numero massimo possibile di forme verbali derivabili da una radice - senza contare i participi e i nomi verbali - è di circa 13 forme persone/numero/genere per 9 combinazioni tempo/modo, compreso il futuro sa (dato che i modi sono attivi solo nel non-passato e l'imperativo ha solo 5 delle 13 voci), per 17 combinazioni forma/voce (dato che le forme IX e XI–XV esistono solo per un piccolo numero di radici stative e la VII forma non può solitamente formare il passivo), per un totale di 1 989. Ognuno di questi ha il suo paradigma e ciascuno di questi paradigmi ha varie forme, a seconda dell'eventuale debolezza della radice con cui è formato

Categorie flessive

Ogni verbo lessicale viene espresso da quattro temi, due per ciascuna diatesi. Di questi, uno (il passato) è usato per il passato, mentre l'altro (il non-passato) è usato per il presente e il futuro, e si coniuga anche in modi diversi dall'indicativo, come il congiuntivo, l'apocopato e l'imperativo. I temi del passato e del non-passato sono talvolta detti rispettivamente perfettivo e imperfettivo, basandosi su un'errata interpretazione tradizionale che vede nei due temi l'espressione dell'aspetto piuttosto che del tempo; sebbene ci sia ancora disaccordo sull'interpretazione dei temi in base al tempo o all'aspetto, l'opinione dominante attuale ritiene che essi rappresentino il tempo, talvolta di natura più relativa che assoluta. Esistono inoltre alcuni usi insoliti dei temi in alcuni contesti che una volta erano considerati distinzioni di aspetto, ma sono oggi ritenuti semplici costruzioni idiosincratiche che non rientrano efficacemente in nessun paradigma aspettuale.

Al tema del passato si aggiungono suffissi per indicare la persona, il numero e il genere, mentre nel tema del non-passato si aggiunge una combinazione di prefissi e suffissi. In sintesi, i prefissi specificano la persona, mentre i suffissi indicano il numero e il genere. Per entrambi i temi esiste un totale 13 forme che esprimono la persona (prima, seconda, terza), il numero (singolare, duale, plurale) e il genere (maschile, femminile).

Esistono sei modi distinti per il non-passato: indicativo, imperativo, congiuntivo, apocopato (o iussivo), energico I ed energico II. I modi sono generalmente indicati da suffissi. Quando non esiste un suffisso numerale, le terminazioni sono -u per l'indicativo, -a per il congiuntivo, nessuna per l'imperativo e l'apocopato, ـَنَّ‎ -anna per l'energico I e ـَنْ‎ -an per l'energico II. Quando sono presenti suffissi numerali, i modi sono distinti da forme diverse dei suffissi (ad esempio, ـُونَ‎ ūna per l'indicativo maschile plurale e ـُو‎ -ū per il congiuntivo/imperativo/apocopato maschile plurale), oppure non sono affatto distinti. L'imperativo esiste solo per le seconde persone e si distingue dall'apocopato per la mancanza del normale prefisso di seconda persona ـتَ‎ ta- / ـتُ‎ tu-.

La terza persona maschile singolare del passato serve come forma di citazione per identificare il verbo, in modo simile all'infinito in italiano; l'arabo non possiede un modo infinito confrontabile con quello delle lingue europee. Ad esempio, il verbo che significa 'scrivere' è spesso citato come كَتَبَ‎ kataba, forma che in realtà significa 'egli scrisse'. Ciò significa che il tema del passato è كَتَبْـ‎ katab-, mentre il corrispondente tema del non-passato è ـكْتُبْـ‎ -ktub-, come in يَكْتُبُ‎ yaktubu 'egli scrive'.

Tempo

Ci sono tre tempi in arabo: il passato o perfetto (اَلْمَاضِي‎ al-māḍī), il non-passato o imperfetto (اَلْمُضَارِع‎ al-muḍāriʿ) e il futuro. Il futuro in arabo classico si forma aggiungendo o il prefisso سَـ‎ sa o la parola سَوْفَ‎ sawfa davanti al verbo al non-passato, ad esempio سَيَكْتُبُ‎ sa-yaktubu o سَوْفَ يَكْتُبُ‎ sawfa yaktubu 'egli scriverà'.

In alcuni contesti, i tempi indicano distinzioni aspettuali piuttosto che temporali. Così si utilizzano i tempi dell'arabo:

In tutte le forme tranne la I c'è una sola possibilità per il tema del passato e del non-passato di una data radice. Nella I forma, invece, vari verbi hanno diverse realizzazioni. Esempi:

Da notare che la seconda vocale può essere una qualsiasi fra a, i, u nei temi del passato e del non-passato. La vocale a ricorre nella maggior parte dei tempi passati, mentre la i solo in alcuni (in particolare intransitivi), mentre u si trova solo in alcuni verbi stativi (ad esempio, il cui significato è 'essere X' o 'diventare X' dove X è un aggettivo). Il modello più comune è:

Modo

L'arabo ha tre modi (حَالَات‎ ḥālāt, una parola che significa anche "casi"; sg. حَالَة‎ ḥāla), le cui forme sono derivate dal tema imperfettivo: il modo indicativo (مَرْفُوع‎ marfūʿ), terminante in u, il congiuntivo (مَنْصُوب‎ manṣūb), terminante in a, e l'apocopato o iussivo (مَجْزُوم‎ maǧzūm), senza terminazioni. Nell'arabo meno formale e nei dialetti parlati le vocali finali dell'indicativo e del congiuntivo non sono pronunciate, rendendoli identici all'apocopato. L'imperativo (صِيغَة اَلْأَمْر‎ ṣīġat al-ʾamr) (positivo, solo per le seconde persone) si forma togliendo il prefisso verbale all'apocopato, ad esempio قَدِّم‎ qaddim 'presenta!'. Se ciò che risulta inizia con due consonanti seguite da una vocale (a o i), si aggiunge all'inizio della parola una ʾalif waṣla vocalizzata in i, ad esempio اِغْسِلْ‎ iġsil 'lava!' o اِفْعَل‎ ifʿal 'fa'!'; se la vocale del non-passato è u, anche la ʾalif è vocalizzata in u, ad esempio أُكْتُب‎ uktub 'scrivi!'. L'imperativo negativo si forma con l'apocopato.

L'eccezione alla regola appena descritta è il verbo in IV forma. In questi verbi l'apocopato viene sempre prefissato da una ʾalif hamza vocalizzata in a, ad esempio أَرْسِل‎ ʾarsil 'manda!', أَضِف‎ ʾaḍif 'aggiungi!'.

Il congiuntivo si usa nella proposizioni subordinate introdotte da certe congiunzioni. L'apocopato si una nella negazione, nell'imperativo negativo e nella forma esortativa li + apocopato. Ad esempio, 2ª pers. masc. sg.:

Diatesi

Il verbo arabo possiede due diatesi (صِيغَات‎ sīġāt 'forme', sg. صِيغَة‎ sīġa), attiva (صِيغَة اَلْمَعْلُوم‎ ṣīġat al-maʿlūm) e passiva (صِيغَة اَلْمَجْهُول‎ ṣīġat al-maǧhūl). La diatesi passiva si esprime cambiando la vocalizzazione. Ad esempio:

Come si vede, le due diatesi sono scritte allo stesso modo; cambia solo la vocalizzazione.

Participio

Ogni verbo ha un corrispondente participio attivo e molti possiedono un participio passivo. Ad esempio, مُعَلِّم‎ muʿallim 'insegnante' è il participio attivo della II forma della radice ع ل م‎ ʿ-l-m ('sapere').

Nome verbale (maṣdar)

Oltre al participio, esiste un nome verbale (in arabo مَصْدَر‎ maṣdar, pl. مَصَادِر‎ maṣādir, letteralmente 'fonte'), talvolta detto infinito, simile all'infinito italiano e a nomi deverbativi di vario tipo (ad esempio, "corsa" e "il correre" da "correre"; "obiezione" e "l'obiettare" da "obiettare"). Come mostrato dagli esempi in italiano, il suo significato si riferisce sia all'atto di fare qualcosa (spesso attraverso estensione semantica) sia al suo risultato. Una delle sue funzioni sintattiche è quella di complemento verbale per altri verbi e il suo uso corrisponde in questo caso all'infinito italiano (mi ha impedito di correre oppure ha iniziato a correre).

Alcuni esempi ben noti di nomi verbali sono فَتْح‎ fatḥ (vedi Fatah) (I forma), تَنْظِيم‎ tanẓīm (II forma), جِهَاد‎ ǧihād (III forma), إِسْلَام‎ ʾislām (IV forma), اِنْتِفَاضَة‎ intifāḍa (femminile di nome verbale VIII forma) e اِسْتِقْلَال‎ istiqlāl (X forma).

Categorie derivazionali, coniugazioni

Il sistema della coniugazione verbale in arabo è piuttosto complicato e si sviluppa su due assi. Uno, noto come forma (I forma, II forma etc.), serve per esprimere concetti grammaticali come la causatività, l'intensività, la reciprocità, la passività o la riflessività, e comporta la variazione della forma del tema. L'altro asse, noto come debolezza, è determinato dalle consonanti che compongono la radice. Per esempio, i verbi difettivi (o tertiae infirmae) hanno una و‎ w o ي‎ y come ultima consonante della radice (ad esempio, ر م ي‎ r-m-y 'lanciare', د ع و‎ d-ʿ-w 'chiamare'), mentre i verbi geminati hanno la seconda e la terza consonante uguali (ad esempio, م د د‎ m-d-d 'estendere'). Queste "debolezze" hanno l'effetto di determinare varie irregolarità nel tema e nelle terminazioni dei verbi.

Esempi delle differenti forme di un verbo sano (ossia senza debolezze nella radice): dalla radice ك ت ب‎ k-t-b 'scrivere' (utilizzando ح م ر‎ ḥ-m-r 'rosso' per la IX forma, che è limitata ai colori e ai difetti fisici):

Forma Passato Significato Non-passato Significato
I kataba

كَتَبَ‎

'egli scrisse' yaktubu

يَكْتُبُ‎

'egli scrive'
II kattaba

كَتَّبَ‎

'egli fece scrivere (qualcuno)' yukattibu

يُكَتِّبُ‎

'egli fa scrivere (qualcuno)'
III kātaba

كَاتَبَ‎

'egli scrisse (a qualcuno), ebbe corrispondenza epistolare' yukātibu

يُكَاتِبُ‎

'egli scrive (a qualcuno), ha corrispondenza epistolare'
IV ʾaktaba

أَكْتَبَ‎

'egli dettò' yuktibu

يُكْتِبُ‎

'egli detta'
V takattaba

تَكَتَّبَ‎

— yatakattabu

يَتَكَتُّبُ‎

—
VI takātaba

تَكَاتَبَ‎

'egli ebbe corrispondenza (con qlc., mutualmente)' yatakātabu

يَتَكَاتَبَ‎

'egli ha corrispondenza (con qlc., mutualmente)'
VII inkataba

اِنْكَتَبَ‎

'egli firmò' yankatibu

يَنْكَتِبُ‎

'egli firma'
VIII iktataba

اِكْتَتَبَ‎

'egli copiò' yaktatibu

يَكْتَتِبُ‎

'egli copia'
IX iḥmarra

اِحْمَرَّ‎

'diventò rosso' yaḥmarru

يَحْمَرُّ‎

'diventa rosso'
X istaktaba

اِسْتَكْتَبَ‎

'egli chiese (a qualcuno) di scrivere' yastaktibu

يَسْتَكْتِبُ‎

'egli chiede (a qualcuno) di scrivere'

Le principali forme di debolezza sono le seguenti:

Principali debolezze nella I forma, verbo all'indicativo attivo
Debolezza Radice Passato

3ª sg. masc.

Passato

1ª sg.

Non-passato

3ª sg. masc.

Non-passato

3ª pl. femm.

Sano (non debole) ك ت ب‎

k-t-b 'scrivere'

كَتَبَ‎

kataba

كَتَبْتُ‎

katabtu

يَكْتُبُ‎

yaktubu

يَكْتُبْنَ‎

yaktubna

Assimilato (di prima debole), W و ج د‎

w-ǧ-d 'trovare'

وَجَدَ‎

waǧada

وَجَدْتُ‎

waǧadtu

يَجِدُ‎

yaǧidu

يَجِدْنَ‎

yaǧidna

Assimilato (di prima debole), Y ي ب س‎

y-b-s 'asciugare'

يَبِسَ‎

yabisa

يَبِسْتُ‎

yabistu

يَيْبَسُ‎

yaybasu

يَيْبَسْنَ‎

yaybasna

Concavo (di seconda debole), W ق و ل‎

q-w-l 'dire'

قَالَ‎

qāla

قُلْتُ‎

qultu

يَقُولُ‎

yaqūlu

يَقُلْنَ‎

yaqulna

Concavo (di seconda debole), Y س ي ر‎

s-y-r 'viaggiare, andare'

سَارَ‎

sāra

سِرْتُ‎

sirtu

يَسِيرُ‎

yasīru

يَسِرْنَ‎

yasirna

Difettivo (di terza debole), W د ع و‎

d-ʿ-w 'chiamare'

دَعَا‎

daʿā

دَعَوْتُ‎

daʿawtu

يَدْعُو‎

yadʿū

يَدْعُونَ‎

yadʿūna

Difettivo (di terza debole), Y ر م ي‎

r-m-y 'lanciare'

رَمَى‎

ramā

رَمَيْتُ‎

ramaytu

يَرْمِي‎

yarmī

يَرْمِينَ‎

yarmīna

Geminato م د د‎

m-d-d 'allungare'

مَدَّ‎

madda

مَدَدْتُ‎

madadtu

يَمُدُّ‎

yamuddu

يَمْدُدْنَ‎

yamdudna

Coniugazione

Coniugazione del verbo regolare per persona/numero, tempo/aspetto/modo e participi

In arabo, le persone e il numero grammaticali, come anche il modo, sono caratterizzati da una varietà di prefissi e suffissi. La tabella seguente mostra il paradigma di un verbo sano in I forma, كَتَبَ‎ kataba 'scrivere'. La maggior parte delle vocali brevi finali sono omesse nel parlato, tranne quella della terminazione femminile plurale -na e normalmente anche quella della seconda persona singolare femminile del passato -ti.

Paradigma di verbo sano in I forma, كَتَبَ‎ (يَكْتُبُ‎) kataba (yaktubu) 'scrivere'
Passato Non-passato
Indicativo
Congiuntivo Apocopato Energico I Energico II Imperativo
Attivo Singolare
1ª katab-tu ʾa-ktub-u ʾa-ktub-a ʾa-ktub ʾa-ktub-anna ʾa-ktub-an –
كَتَبْتُ‎ أَكْتُبُ‎ أَكْتُبَ‎ أَكْتُبْ‎ أَكْتُبَنَّ‎ أَكْتُبَنْ‎ –
2ª masc. katab-ta ta-ktub-u ta-ktub-a ta-ktub ta-ktub-anna ta-ktub-an u-ktub
كَتَبْتَ‎ تَكْتُبُ‎ تَكْتُبَ‎ تَكْتُبْ‎ تَكْتُبَنَّ‎ تَكْتُبَنْ‎ اُكْتُبْ‎
femm. katab-ti ta-ktub-īna ta-ktub-ī ta-ktub-ī ta-ktub-inna ta-ktub-in u-ktub-ī
كَتَبْتِ‎ تَكْتُبِينَ‎ تَكْتُبِي‎ تَكْتُبِي‎ تَكْتُبِنَّ‎ تَكْتُبِنْ‎ اُكْتُبِي‎
3ª masc. katab-a ya-ktub-u ya-ktub-a ya-ktub ya-ktub-anna ya-ktub-an –
كَتَبَ‎ يَكْتُبُ‎ يَكْتُبَ‎ يَكْتُبْ‎ يَكْتُبَنَّ‎ يَكْتُبَنْ‎ –
femm. katab-at ta-ktub-u ta-ktub-a ta-ktub ta-ktub-anna ta-ktub-an –
كَتَبَتْ‎ تَكْتُبُ‎ تَكْتُبَ‎ تَكْتُبْ‎ تَكْتُبَنَّ‎ تَكْتُبَنْ‎ –
Duale
2ª maschile
e femminile
katab-tumā ta-ktub-āni ta-ktub-ā ta-ktub-ā ta-ktub-ānni – u-ktub-ā
كَتَبْتُمَا‎ تَكْتُبَانِ‎ تَكْتُبَا‎ تَكْتُبَا‎ تَكْتُبَانِّ‎ – اُكْتُبَا‎
3ª masc. katab-ā ya-ktub-āni ya-ktub-ā ya-ktub-ā ya-ktub-ānni – –
كَتَبَا‎ يَكْتُبَانِ‎ يَكْتُبَا‎ يَكْتُبَا‎ يَكْتُبَانِّ‎ – –
femm. katab-atā ta-ktub-āni ta-ktub-ā ta-ktub-ā ta-ktub-ānni – –
كَتَبَتَا‎ تَكْتُبَانِ‎ تَكْتُبَا‎ تَكْتُبَا‎ تَكْتُبَانِّ‎ – –
Plurale
1ª katab-nā na-ktub-u na-ktub-a na-ktub na-ktub-anna na-ktub-an –
كَتَبْنَا‎ نَكْتُبُ‎ نَكْتُبَ‎ نَكْتُبْ‎ نَكْتُبَنَّ‎ نَكْتُبَنْ‎ –
2ª masc. katab-tum ta-ktub-ūna ta-ktub-ū ta-ktub-ū ta-ktub-unna ta-ktub-un u-ktub-ū
كَتَبْتُمْ‎ تَكْتُبُونَ‎ تَكْتُبُوا‎ تَكْتُبُوا‎ تَكْتُبُنَّ‎ تَكْتُبُنْ‎ اُكْتُبُوا‎
femm. katab-tunna ta-ktub-na ta-ktub-na ta-ktub-na ta-ktub-ānni – u-ktub-na
كَتَبْتُنَّ‎ تَكْتُبْنَ‎ تَكْتُبْنَ‎ تَكْتُبْنَ‎ تَكْتُبَانِّ‎ – اُكْتُبْنَ‎
3ª masc. katab-ū ya-ktub-ūna ya-ktub-ū ya-ktub-ū ya-ktub-unna ya-ktub-un –
كَتَبُوا‎ يَكْتُبُونَ‎ يَكْتُبُوا‎ يَكْتُبُوا‎ تَكْتُبُنِّ‎ تَكْتُبُنْ‎ –
femm. katab-na ya-ktub-na ya-ktub-na ya-ktub-na ya-ktub-ānni – –
كَتَبْنَ‎ يَكْتُبْنَ‎ يَكْتُبْنَ‎ يَكْتُبْنَ‎ تَكْتُبَانِّ‎ – –
Passivo Singolare
1ª kutib-tu ʾu-ktab-u ʾu-ktab-a ʾu-ktab ʾu-ktab-anna ʾu-ktab-an –
كُتِبْتُ‎ أُكْتَبُ‎ أُكْتَبَ‎ أُكْتَبْ‎ أُكْتَبَنَّ‎ أُكْتَبَنْ‎ –
2ª masc. kutib-ta tu-ktab-u tu-ktab-a tu-ktab tu-ktab-anna tu-ktab-an –
كُتِبْتَ‎ تُكْتَبُ‎ تُكْتَبَ‎ تُكْتَبْ‎ تُكْتَبَنَّ‎ تُكْتَبَنْ‎ –
femm. kutib-ti tu-ktab-īna tu-ktab-ī tu-ktab-ī tu-ktab-inna tu-ktab-in –
كُتِبْتِ‎ تُكْتَبِينَ‎ تُكْتَبِي‎ تُكْتَبِي‎ تُكْتَبِنَّ‎ تُكْتَبِنْ‎ –
etc.
Forme
nominali
Participio attivo Participio passivo Nome verbale
kātib maktūb katb, kitba, kitāba
كَاتِب‎ مَكْتُوب‎ كَتْب، كِتْبَة، كِتَابَة‎

La vocale iniziale dell'imperativo (elidibile) varia da verbo a verbo come segue:

Nell'arabo non vocalizzato, katabtu, katabta, katabti e katabat sono tutti scritti allo stesso modo: كتبت‎. Le forme katabtu e katabta (e talvolta anche katabti) possono essere abbreviate in katabt nel parlato e in pausa, facendole quindi anche suonare nello stesso modo.

La ا‎ (ʾalif) nella terminazione ـُوا‎ -ū è muta.

Radici deboli

Le radici che contengono una o due و‎ w, ي‎ y o ء‎ ʾ radicali spesso portano a verbi con particolari regole fonetiche perché queste consonanti vengono influenzate da quelle che le circondano. Tali verbi sono detti "deboli" (verba infirma) e al loro paradigma si deve prestare particolare attenzione. Nel caso della hamza, queste particolarità sono principalmente ortografiche, perché la hamza non è soggetta a elisione (l'ortografia della hamza e della alif non è sistematica a causa di confusioni nel periodo protoislamico). A seconda della posizione della consonante debole nella radice, questa viene classificata in quattro modi: di prima debole, di seconda debole, di terza debole e geminate (o contratte), in cui la seconda e la terza consonante sono uguali. Alcune radici si trovano in più di una categoria nello stesso tempo.

Radici assimilate (di prima debole)

La maggior parte dei verbi di prima debole hanno una و‎ w come prima radicale. Questi verbi sono del tutto regolari nel tempo passato. Nel non-passato la w cade generando un tema abbreviato (ad esempio, وَجَدَ‎ (يَجِدُ‎) waǧada (yaǧidu) 'trovare'), il cui tema è ـجِدـ‎ -ǧid- contrariamente a uno più lungo come ـجْلِدـ‎ -ǧlid- del verbo جَلَدَ‎ (يَجْلِدُ‎) ǧalada (yaǧlidu) 'frustare'. Lo stesso tema è usato nel resto della coniugazione e non ci sono altre irregolarità, tranne nell'imperativo, che non ha una vocale iniziale, in accordo con il fatto che l'imperativo inizia con una sola consonante.

Ci sono vari tipi di verbi assimilati (di prima debole) della I forma:

Tema del passato

(3ª sg. masc.)

Tema del non-passato

(3ª sg. masc.)

Imperativo

(masc. sg.)

Significato Verbo sano parallelo
وَجَدَ‎

waǧad-a

يَجِدُ‎

yaǧid-u

جِدْ‎

ǧid

trovare (يَفْعِلُ‎) فَعَلَ‎

faʿala (yafʿilu)

وَرِثَ‎

wariṯ-a

يَرِثُ‎

yariṯ-u

رِثْ‎

riṯ

ereditare (يَفْعِلُ‎) فَعِلَ‎

faʿila (yafʿilu)
(solitamente raro, ma nei verbi assimilati
molto più comune di faʿila (yafʿalu) فَعِلَ‎ (يَفْعَلُ‎))

وَضَعَ‎

waḍaʿ-a

يَضَعُ‎

yaḍaʿ-u

ضَعْ‎

ḍaʿ

mettere (يَفْعَلُ‎) فَعَلَ‎

faʿala (yafʿalu)

وَجِلَ‎

waǧil-a

يَوْجَلُ]‎

yawǧal-u

إيجَلْ‎

ʾīǧal

essere spaventato (يَفْعَلُ‎) فَعِلَ‎

faʿila (yafʿalu)
(raro caso in cui و‎ w si conserva
nel non-passato)

يَسَرَ‎

yasar-a

يَيْسِرُ‎

yaysir-u

إيسِرْ‎

ʾīsir

essere semplice (يَفْعِلُ‎) فَعَلَ‎

faʿala (yafʿilu)
(ي‎ y è solitamente conservata
nel non-passato)

يَبِسَ‎

yabis-a

يَيْبَسُ‎

yaybas-u

إيبَسْ‎

ʾības

essere/diventare secco (يَفْعَلُ‎) فَعِلَ‎

faʿila (yafʿalu)
(ي‎ y è solitamente conservata
nel non-passato)

(وَدِدْتُ‎) وَدَّ‎

wadd-a (wadid-tu)

يَدُّ‎

yadd-u

إيدَدْ‎

ʾīdad

volere; amare يَفْعَلُ‎ (فَعِل‎)

faʿila (yafʿalu)
(anche come verbo geminato)

وَلِيَ‎

waliy-a

يَلِي‎

yalī

لِ‎

li

proteggere (يَفْعِلُ‎) فَعِلَ‎

faʿila (yafʿilu)
(anche come verbo difettivo)

Radici concave (di seconda debole)

La tabella seguente mostra il paradigma di un tipico verbo concavo (di seconda debole) قَالَ‎ (قُلْتُ، يَقُولُ‎) qāla (qultu, yaqūlu) 'dire', parallelo a un verbo del tipo (فعل (يفعل faʿala (yafʿulu). Vedi le note sotto la tabella per ulteriori spiegazioni.

Paradigma di verbo concavo (di seconda debole), قَالَ‎ (قُلْتُ، يَقُولُ‎) qāla (qultu, yaqūlu) 'dire'
Passato Non-passato
Indicativo
Congiuntivo Apocopato Energico I Energico II Imperativo
Singolare
1ª qul-tu ʾa-qūl-u ʾa-qūl-a ʾa-qul ʾa-qūl-anna ʾa-qūl-an –
قُلْتُ‎ أَقُولُ‎ أَقُولَ‎ أَقُلْ‎ أَقُولَنَّ‎ أَقُولَنْ‎ –
2ª masc. qul-ta ta-qūl-u ta-qūl-a ta-qul ta-qūl-anna ta-qūl-an qul
قُلْتَ‎ تَقُولُ‎ تَقُولَ‎ تَقُلْ‎ تَقُولَنَّ‎ تَقُولَنْ‎ قُلْ‎
femm. qul-ti ta-qūl-īna ta-qūl-ī ta-qūl-ī ta-qūl-inna ta-qūl-in qūl-ī
قُلْتِ‎ تَقُولِينَ‎ تَقُولِي‎ تَقُولِي‎ تَقُولِنَّ‎ تَقُولِنْ‎ قُولِي‎
3ª masc. qāl-a ya-qūl-u ya-qūl-a ya-qul ya-qūl-anna ya-qūl-an –
قَالَ‎ يَقُولُ‎ يَقُولَ‎ يَقُلْ‎ يَقُولَنَّ‎ يَقُولَنْ‎ –
femm. qāl-at ta-qūl-u ta-qūl-a ta-qul ta-qūl-anna ta-qūl-an –
قَالَتْ‎ تَقُولُ‎ تَقُولَ‎ تَقُلْ‎ تَقُولَنَّ‎ تَقُولَنْ‎ –
Duale
2ª maschile
e femminile
qul-tumā ta-qūl-āni ta-qūl-ā ta-qūl-ā ta-qūl-ānni – qūl-ā
قُلْتُمَا‎ تَقُولَانِ‎ تَقُولَا‎ تَقُولَا‎ تَقُولَانِّ‎ – قُولَا‎
3ª masc. qāl-ā ya-qūl-āni ya-qūl-ā ya-qūl-ā ya-qūl-ānni – –
قَالَا‎ يَقُولَانِ‎ يَقُولَا‎ يَقُولَا‎ يَقُولَانِّ‎ – –
femm. qāl-atā ta-qūl-āni ta-qūl-ā ta-qūl-ā ta-qūl-ānni – –
قَالَتَا‎ تَقُولَانِ‎ تَقُولَا‎ تَقُولَا‎ تَقُولَانِّ‎ – –
Plurale
1ª qul-nā na-qūl-u na-qūl-a na-qul na-qūl-anna na-qūl-an –
قُلْنَا‎ نَقُولُ‎ نَقُولَ‎ نَقُلْ‎ نَقُولَنَّ‎ نَقُولَنْ‎ –
2ª masc. qul-tum ta-qūl-ūna ta-qūl-ū ta-qūl-ū ta-qūl-unna ta-qūl-un qūl-ū
قُلْتُمْ‎ تَقُولُونَ‎ تَقُولُوا‎ تَقُولُوا‎ تَقُولُنَّ‎ تَقُولُنْ‎ قُولُوا‎
femm. qul-tunna ta-qul-na ta-qul-na ta-qul-na ta-qul-nānni – qul-na
قُلْتُنَّ‎ تَقُلْنَ‎ تَقُلْنَ‎ تَقُلْنَ‎ تَقُلْنَانِّ‎ – قُلْنَ‎
3ª masc. qāl-ū ya-qūl-ūna ya-qūl-ū ya-qūl-ū ya-qūl-unna ya-qūl-un –
قَالُوا‎ يَقُولُونَ‎ يَقُولُوا‎ يَقُولُوا‎ يَقُولُنَّ‎ يَقُولُنْ‎ –
femm. qul-na ya-qul-na ya-qul-na ya-qul-na ya-qul-nānni – –
قُلْنَ‎ يَقُلْنَ‎ يَقُلْنَ‎ يَقُلْنَ‎ يَقُلْنَانِّ‎ – –

Tutti i verbi concavi (di seconda debole) si coniugano in modo parallelo. Le terminazioni sono le stesse dei verbi sani, ma ci sono due temi (uno lungo e uno breve) sia nel passato che nel non-passato. Il tema lungo si usa quando la terminazione inizia con una vocale, mentre quello breve in tutti gli altri casi. I temi lunghi terminano con una vocale lunga e una consonante, quelli brevi invece con una vocale breve e una consonante. Il tema breve si forma semplicemente abbreviando la vocale del tema lungo in tutte le voci diverse da quelle del passato attivo in I forma. Nel passato in I forma il tema lungo ha sempre una vocale ā, mentre il tema breve ha una vocale u o i corrispondente al suono della seconda radicale.

Nell'imperativo non è necessaria una vocale iniziale perché il tema del non-passato non inizia con due consonanti.

Ci sono vari tipi di verbi concavi di I forma:

  • قَالَ قُلْنَ‎ (يَقُولُ يَقُلْنَ‎) qāla qulna (yaqūlu yaqulna) 'dire', formato da verbi con و‎ w come seconda radicale e parallelo a verbi del tipo فَعَلَ‎ (يَفْعُلُ‎) faʿala (yafʿulu)
  • سَارَ سِرْنَ‎ (يَسِيرُ يَسِرْنَ‎) sāra sirna (yasīru yasirna) 'viaggiare', formato da verbi con ي‎ y come seconda radicale e parallelo a verbi del tipo فَعَلَ‎ (يَفْعِلُ‎) faʿala (yafʿilu)
  • خَافَ خُفْنَ‎ (يَخَافُ يَخَفْنَ‎) ḫāfa ḫufna (yaḫāfu yaḫafna) 'temere', formato da verbi con و‎ w come seconda radicale e parallelo a verbi del tipo فَعِلَ‎ (يَفْعَلُ‎) faʿila (yafʿalu)
  • نَامَ نِمْنَ‎ (يَنَام يَنَمْنَ‎) nāma nimna (yanāmu yanamna) 'dormire', formato da verbi con ي‎ y come seconda radicale e parallelo a verbi del tipo فَعِلَ‎ (يَفْعَلُ‎) faʿila (yafʿalu)

Il passivo di tutti i verbi concavi in I forma si comporta come segue:

  • قِيلَ قِلْنَ‎ (يُقَالُ يُقَلْنَ‎) qīla qilna (yuqālu yuqalna) 'venire detto'

Radici difettive (di terza debole)

فَعَ‎ (يَفْعِي‎) faʿā (yafʿī)

La tabella seguente mostra il paradigma di un tipico verbo difettivo in I forma رَمَى‎ (يَرْمِي‎) ramā (yarmī) 'lanciare', parallelo ai verbi del tipo فَعَلَ‎ (يَفْعِلُ‎) faʿala (yafʿilu). Vedi le note sotto la tabella per ulteriori spiegazioni.

Paradigma di verbo difettivo (di terza debole) in ي‎ y, رَمَى‎ (يَرْمِي‎) ramā (yarmī) 'lanciare'
Passato Non-passato
Indicativo
Congiuntivo Apocopato Energico I Energico II Imperativo
Singolare
1ª ramay-tu ʾa-rmī ʾa-rmiy-a ʾa-rmi ʾa-rmiy-anna ʾa-rmiy-an –
رَمَيْتُ‎ أَرْمِي‎ أَرْمِيَ‎ أَرْمِ‎ أَرْمِيَنَّ‎ أَرْمِيَنْ‎ –
2ª masc. ramay-ta ta-rmī ta-rmiy-a ta-rmi ta-rmiy-anna ta-rmiy-an i-rmi
رَمَيْتَ‎ تَرْمِي‎ تَرْمِيَ‎ تَرْمِ‎ تَرْمِيَنَّ‎ تَرْمِيَنْ‎ اِرْمِ‎
femm. ramay-ti ta-rm-īna ta-rm-ī ta-rm-ī ta-rm-inna ta-rm-in i-rm-ī
رَمَيْتِ‎ تَرْمِينَ‎ تَرْمِي‎ تَرْمِي‎ تَرْمِنَّ‎ تَرْمِنْ‎ اِرْمِي‎
3ª masc. ram-ā ya-rmī ya-rmiy-a ya-rmi ya-rmiy-anna ya-rmiy-an –
رَمَی‎ يَرْمِي‎ يَرْمِيَ‎ يَرْمِ‎ يَرْمِيَنَّ‎ يَرْمِيَنْ‎ –
femm. ram-at ta-rmī ta-rmiy-a ta-rmi ta-rmiy-anna ta-rmiy-an –
رَمَتْ‎ تَرْمِي‎ تَرْمِيَ‎ تَرْمِ‎ تَرْمِيَنَّ‎ تَرْمِيَنْ‎ –
Duale
2ª maschile
e femminile
ramay-tumā ta-rmiy-āni ta-rmiy-ā ta-rmiy-ā ta-rmiy-ānni – i-rmiy-ā
رَمَيْتُمَا‎ تَرْمِيَانِ‎ تَرْمِيَا‎ تَرْمِيَا‎ تَرْمِيَانِّ‎ – اِرْمِيَا‎
3ª masc. ramay-ā ya-rmiy-āni ya-rmiy-ā ya-rmiy-ā ya-rmiy-ānni – –
رَمَيَا‎ يَرْمِيَانِ‎ يَرْمِيَا‎ يَرْمِيَا‎ يَرْمِيَانِّ‎ – –
femm. ram-atā ta-rmiy-āni ta-rmiy-ā ta-rmiy-ā ta-rmiy-ānni – –
رَمَتَا‎ تَرْمِيَانِ‎ تَرْمِيَا‎ تَرْمِيَا‎ تَرْمِيَانِّ‎ – –
Plurale
1ª ramay-nā na-rmī na-rmiy-a na-rmi na-rmiy-anna na-rmiy-an –
رَمَيْنَا‎ نَرْمِي‎ نَرْمِيَ‎ نَرْمِ‎ نَرْمِيَنَّ‎ نَرْمِيَنْ‎ –
2ª masc. ramay-tum ta-rm-ūna ta-rm-ū ta-rm-ū ta-rm-unna ta-rm-un i-rm-ū
رَمَيْتُمْ‎ تَرْمُونَ‎ تَرْمُوا‎ تَرْمُوا‎ تَرْمُنَّ‎ تَرْمُنْ‎ اِرْمُوا‎
femm. ramay-tunna ta-rmī-na ta-rmī-na ta-rmī-na ta-rmī-nānni – i-rmī-na
رَمَيْتُنَّ‎ تَرْمِينَ‎ تَرْمِينَ‎ تَرْمِينَ‎ تَرْمِينَانِّ‎ – اِرْمِينَ‎
3ª masc. ram-aw ya-rm-ūna ya-rm-ū ya-rm-ū ya-rm-unna ya-rm-un –
رَمَوْا‎ يَرْمُونَ‎ يَرْمُوا‎ يَرْمُوا‎ يَرْمُنَّ‎ يَرْمُنْ‎ –
femm. ramay-na ya-rmī-na ya-rmī-na ya-rmī-na ya-rmī-nānni – –
رَمَيْنَ‎ يَرْمِينَ‎ يَرْمِينَ‎ يَرْمِينَ‎ يَرْمِينَانِّ‎ – –
Due temi ciascuno

Ognuno dei due temi principali (passato e non passato) presenta due varianti, una piena e una abbreviata. Per il tema del passato la forma piena è رَمَيـ‎ ramay-, abbreviata in رَمـ‎ ram- nella maggior parte delle terze persone (cioè davanti a vocali, nella maggior parte dei casi). Per il tema del non-passato la forma piena è rmiy-, abbreviata in rm- davanti a -ū -ī. La forma piena del non-passato ـرْمِيـ‎ rmiy- appare come ـرْمِيـ‎ rmī- quando non si trova davanti a una vocale; questa è un'alternanza automatica in arabo classico. I luoghi in cui appare il tema abbreviato sono indicati in grigio (passato) e giallo (non-passato).

Terminazioni irregolari

Le terminazioni sono per lo più regolari, ma alcune sono invece irregolari; in particolare:

  • alcune delle terze persone del passato, in particolare quelle in رَمَى‎ ram-ā 'egli lanciò', رَمَوْا‎ ram-aw 'essi lanciarono'. Devono essere semplicemente memorizzate
  • due nel non-passato, entrambe nella parte "senza suffisso" del paradigma (per la maggior parte riferentisi al singolare maschile o al singolare di genere combinato). Nell'indicativo la radice piena ـرْمِي‎ -rmī appare in realtà normale; ciò che è irregolare è la mancanza della -u che caratterizza normalmente l'indicativo. Nell'apocopato, invece, il tema assuma un'unica forma abbreviata ـرْمِـ‎ -rmi, con una vocale breve non presente nella scrittura.
فَعَا‎ (يَفْعُو‎) faʿā (yafʿū)

La seguente tabella mostra il paradigma di un tipico verbo difettivo in I forma (di terza debole) دَعَا‎ (يَدْعُو‎) daʿā (yadʿū) 'chiamare', parallelo ai verbi del tipo فَعَلَ‎ (يَفْعُلُ‎) faʿala (yafʿulu). I verbi di questo tipo sono del tutto speculari a quelli del tipo فَعَا‎ (يَفْعِي‎) faʿā (yafʿī), sebbene possa essere complicato costruire le forme corrette. Vedi le note sotto la tabella per ulteriori spiegazioni.

Paradigma di verbo difettivo (di terza debole) in و‎ w, دَعَا‎ (يَدْعُو‎) daʿā (yadʿū) 'chiamare'
Passato Non-passato
Indicativo
Congiuntivo Apocopato Energico I Energico II Imperativo
Singolare
1ª daʿaw-tu ʾa-dʿū ʾa-dʿuw-a ʾa-dʿu ʾa-dʿuw-anna ʾa-dʿuw-an –
دَعَوْتُ‎ أَدْعُو‎ أَدْعُوَ‎ أَدْعُ‎ أَدْعُوَنَّ‎ أَدْعُوَنْ‎ –
2ª masc. daʿaw-ta ta-dʿū ta-dʿuw-a ta-dʿu ta-dʿuw-anna ta-dʿuw-an u-dʿu
دَعَوْتَ‎ تَدْعُو‎ تَدْعُوَ‎ تَدْعُ‎ تَدْعُوَنَّ‎ تَدْعُوَنْ‎ اُدْعُ‎
femm. daʿaw-ti ta-dʿ-īna ta-dʿ-ī ta-dʿ-ī ta-dʿ-inna ta-dʿ-in u-dʿ-ī
دَعَوْتِ‎ تَدْعِينَ‎ تَدْعِي‎ تَدْعِي‎ تَدْعِنَّ‎ تَدْعِنْ‎ اُدْعِي‎
3ª masc. daʿ-ā ya-dʿū ya-dʿuw-a ya-dʿu ya-dʿuw-anna ya-dʿuw-an –
دَعَا‎ يَدْعُو‎ يَدْعُوَ‎ يَدْعُ‎ يَدْعُوَنَّ‎ يَدْعُوَنْ‎ –
femm. daʿ-at ta-dʿū ta-dʿuw-a ta-dʿu ta-dʿuw-anna ta-dʿuw-an –
دَعَتْ‎ تَدْعُو‎ تَدْعُوَ‎ تَدْعُ‎ تَدْعُوَنَّ‎ تَدْعُوَنْ‎ –
Dual
2ª maschile
e femminile
daʿaw-tumā ta-dʿuw-āni ta-dʿuw-ā ta-dʿuw-ā ta-dʿuw-ānni – u-dʿuw-ā
دَعَوْتُمَا‎ تَدْعُوَانِ‎ تَدْعُوَا‎ تَدْعُوَا‎ تَدْعُوَانِّ‎ – اُدْعُوَا‎
3ª masc. daʿaw-ā ya-dʿuw-āni ya-dʿuw-ā ya-dʿuw-ā ya-dʿuw-ānni – –
دَعَوَا‎ يَدْعُوَانِ‎ يَدْعُوَا‎ يَدْعُوَا‎ يَدْعُوَانِّ‎ – –
femm. daʿ-atā ta-dʿuw-āni ta-dʿuw-ā ta-dʿuw-ā ta-dʿuw-ānni – –
دَعَتَا‎ تَدْعُوَانِ‎ تَدْعُوَا‎ تَدْعُوَا‎ تَدْعُوَانِّ‎ – –
Plurale
1ª daʿaw-nā na-dʿū na-dʿuw-a na-dʿu na-dʿuw-anna na-dʿuw-an –
دَعَوْنَا‎ نَدْعُو‎ نَدْعُوَ‎ نَدْعُ‎ نَدْعُوَنَّ‎ نَدْعُوَنْ‎ –
2ª masc. daʿaw-tum ta-dʿ-ūna ta-dʿ-ū ta-dʿ-ū ta-dʿ-unna ta-dʿ-un u-dʿ-ū
دَعَوْتُمْ‎ تَدْعُونَ‎ تَدْعُوا‎ تَدْعُوا‎ تَدْعُنَّ‎ تَدْعُنْ‎ اُدْعُوا‎
femm. daʿaw-tunna ta-dʿū-na ta-dʿū-na ta-dʿū-na ta-dʿū-nānni – u-dʿū-na
دَعَوْتُنَّ‎ تَدْعُونَ‎ تَدْعُونَ‎ تَدْعُونَ‎ تَدْعُونَانِّ‎ – اُدْعُونَ‎
3ª masc. daʿ-aw ya-dʿ-ūna ya-dʿ-ū ya-dʿ-ū ya-dʿ-unna ya-dʿ-un –
دَعَوْا‎ يَدْعُونَ‎ يَدْعُوا‎ يَدْعُوا‎ يَدْعُنَّ‎ يَدْعُنْ‎ –
femm. daʿaw-na ya-dʿū-na ya-dʿū-na ya-dʿū-na ya-dʿū-nānni – –
دَعَوْنَ‎ يَدْعُونَ‎ يَدْعُونَ‎ يَدْعُونَ‎ يَدْعُونَانِّ‎ – –

I verbi di questo tipo si comportano nello stesso modo di quelli فَعَى‎ (يَفْعِي‎) faʿā (yafʿī). Le irregolarità si trovano negli stessi casi, e ancora hanno due temi in entrambi i tempi passato e non-passato, con gli stessi temi impiegati negli stessi casi:

  • nel passato, il tema pieno è دَعَوـ‎ daʿaw-, abbreviato in دَعـ‎ daʿ-.
  • nel non-passato, il tema pieno è دْعُوـ‎ dʿuw-, reso دْعُوـ‎ dʿū- quando non si trova davanti a una vocale, mentre viene abbreviato in دْعـ‎ dʿ- prima di ـُو، ـِي‎ -ū, -ī.

Dal punto di vista ortografico notiamo:

  • nella terza persona maschile singolare del passato, la regolare ا]‎ ʾalif appare in luogo dell'ʾalif maqṣūrah: quindi دَعَا‎ e non *دَعَى‎.
  • l'ʾalif wiqaya appare solo dopo la و‎ w finale del plurale e non altrove: quindi تَدْعُو‎ 'tu (masc.) chiami (ind.)' ma تَدْعُوا‎ 'voi (masc.) chiamate (cong.)', anche se sono entrambi pronunciati تَدْعُو‎ tadʿū.
فَعِيَ‎ (يَفْعَى‎) faʿiya (yafʿā)

La tabella seguente mostra il paradigma di un tipico verbo difettivo (di terza debole) in I forma نَسِيَ‎ (يَنْسَى‎) nasiya (yansā) 'dimenticare', parallelo ai verbi del tipo فَعِلَ‎ (يَفْعَلُ‎) faʿila (yafʿalu). Questi verbi differiscono in molti punti dai tipi esposti sopra.

Paradigma di verbo difettivo (di terza debole) in a, نَسِيَ‎ (يَنْسَى‎) nasiya (yansā) 'dimenticare'
Passato Non-passato
Indicativo
Congiuntivo Apocopato Energico I Energico II Imperativo
Singolare
1ª nasī-tu ʾa-nsā ʾa-nsā ʾa-nsa ʾa-nsay-anna ʾa-nsay-an –
نَسِيتُ‎ أَنْسَى‎ أَنْسَى‎ أَنْسَ‎ أَنْسَيَنَّ‎ أَنْسَيَنْ‎ –
2ª masc. nasī-ta ta-nsā ta-nsā ta-nsa ta-nsay-anna ta-nsay-an i-nsa
نَسِيتَ‎ تَنْسَى‎ تَنْسَى‎ تَنْسَ‎ تَنْسَيَنَّ‎ تَنْسَيَنْ‎ اِنْسَ‎
femm. nasī-ti ta-nsa-yna ta-nsa-y ta-nsa-y ta-nsa-yinna ta-nsa-yin i-nsa-y
نَسِيتِ‎ تَنْسَيْنَ‎ تَنْسَيْ‎ تَنْسَيْ‎ تَنْسَيِنَّ‎ تَنْسَيِنْ‎ اِنْسَيْ‎
3ª masc. nasiy-a ya-nsā ya-nsā ya-nsa ya-nsay-anna ya-nsay-an –
نَسِيَ‎ يَنْسَى‎ يَنْسَى‎ يَنْسَ‎ يَنْسَيَنَّ‎ يَنْسَيَنْ‎ –
femm. nasiy-at ta-nsā ta-nsā ta-nsa ta-nsay-anna ta-nsay-an –
نَسِيَتْ‎ تَنْسَى‎ تَنْسَى‎ تَنْسَ‎ تَنْسَيَنَّ‎ تَنْسَيَنْ‎ –
Duale
2ª maschile
e femminile
nasī-tumā ta-nsay-āni ta-nsay-ā ta-nsay-ā ta-nsay-ānni – i-nsay-ā
نَسِيتُمَا‎ تَنْسَيَانِ‎ تَنْسَيَا‎ تَنْسَيَا‎ تَنْسَيَانِّ‎ – اِنْسَيَا‎
3ª masc. nasiy-ā ya-nsay-āni ya-nsay-ā ya-nsay-ā ya-nsay-ānni – –
نَسِيَا‎ يَنْسَيَانِ‎ يَنْسَيَا‎ يَنْسَيَا‎ يَنْسَيَانِّ‎ – –
femm. nasiy-atā ta-nsay-āni ta-nsay-ā ta-nsay-ā ta-nsay-ānni – –
نَسِيَتَا‎ تَنْسَيَانِ‎ تَنْسَيَا‎ تَنْسَيَا‎ تَنْسَيَانِّ‎ – –
Plurale
1ª nasī-nā na-nsā na-nsā na-nsa na-nsay-anna na-nsay-an –
نَسِينَا‎ نَنْسَى‎ نَنْسَى‎ نَنْسَ‎ نَنْسَيَنَّ‎ نَنْسَيَنْ‎ –
2ª masc. nasī-tum ta-nsa-wna ta-nsa-w ta-nsa-w ta-nsa-wunna ta-nsa-wun i-nsa-w
نَسِيتُمْ‎ تَنْسَوْنَ‎ تَنْسَوْا‎ تَنْسَوْا‎ تَنْسَوُنَّ‎ تَنْسَوُنْ‎ اِنْسَوْا‎
fem. nasī-tunna ta-nsay-na ta-nsay-na ta-nsay-na ta-nsay-nānni – i-nsay-na
نَسِيتُنَّ‎ تَنْسَيْنَ‎ تَنْسَيْنَ‎ تَنْسَيْنَ‎ تَنْسَيْنَانِّ‎ – اِنْسَيْنَ‎
3ª masc. nas-ū ya-nsa-wna ya-nsa-w ya-nsa-w ya-nsa-wunna ya-nsa-wun –
نَسُوا‎ يَنْسَوْنَ‎ يَنْسَوْا‎ يَنْسَوْا‎ يَنْسَوُنَّ‎ يَنْسَوُنْ‎ –
femm. nasī-na ya-nsay-na ya-nsay-na ya-nsay-na ya-nsay-nānni – –
نَسِينَ‎ يَنْسَيْنَ‎ يَنْسَيْنَ‎ يَنْسَيْنَ‎ يَنْسَيْنَانِّ‎ – –
Temi multipli

Questa variante è un po' differente da quelle con ـِي‎ -ī o ـُو‎ -ū nel non-passato. Come negli altri verbi di terza debole, ci sono vari temi sia nel passato che nel non-passato, un tema pieno composto che segue le normali regole e uno o più abbreviati.

  • in questo caso, solo una forma del passato usa il tema abbreviato: نَسُوـ‎ nas-ū 'essi dimenticarono'. Tutte le altre forme si costruiscono regolarmente utilizzando il tema pieno نَسِيـ‎ nasiy- o la sua variante preconsonantica automatica نَسِيـ‎ nasī-.
  • nel non-passato, tuttavia, ci sono almeno tre differenti temi:
  1. Il tema pieno نْسَيـ‎ -nsay- si trova prima di -a/ā- o ـنـ‎ -n-, ossia davanti alle terminazioni del duale, poiché le desinenze del femminile plurale e dell'energico corrispondono alle forme senza terminazioni dell'apocopato.
  2. Il tema modificato نْسَاـ‎ -nsā si trova nelle forme "senza terminazione" (cioè nel maschile e nel singolare di genere comune, più la prima plurale). Come di solito nei verbi difettivi, si abbrevia in نْسَـ‎ -nsa nell'apocopato. Queste forme sono evidenziate in rosso.
  3. Prima delle desinenze che terminano normalmente in -i/ī- or -u/ū-, esse e il tema si combinano in una forma abbreviata: ad esempio, ci si aspetterebbe *تَنْسَيِينَ‎ *ta-nsay-īna 'tu (femm. sg.) dimentichi', *تَنْسَيُونَ‎ *ta-nsay-ūna 'voi (masc. pl.) dimenticate' invece dei corretti تَنْسَيْنَ‎ ta-nsayna, تَنْسَوْنَ‎ ta-nsawna rispettivamente. Nella tabella precedente si è scelto di suddividerli in تَنْسَيْنَ‎ ta-nsa-yna, تَنْسَوْنَ‎ ta-nsa-wna, in modo da suggerire che un tema abbreviato ـنْسَـ‎ -nsa- si combini con le terminazioni irregolari (compresse) ـيْنَ‎ -yna < *ـِينَ‎ *-īna, ـوْنَ‎ -wna < ـُونَ‎ *-ūna. Similmente si comporta anche il congiuntivo/apocopato تَنْسَوْا‎ ta-nsaw < *تَنْسَيُوا‎ *ta-nsay-ū; ma notare l'energico تَنْسَوُنَّ‎ ta-nsa-wunna < *تَنْسَيُنَّ‎ *ta-nsay-unna, dove l'originale *ـيُـ‎ *-yu si è assimilato a ـوُـ‎ -wu-. In accordo con l'analisi precedente, analizziamo questa forma come تَنْسَوُنَّ‎ ta-nsa-wunna, con una terminazione irregolare ـوُنَّ‎ -wunna nell'energico dove una semiconsonante si è sviluppata dopo la vocale precedente. Comunque, dal momento che tutti i modi in questo caso hanno una forma che contiene ـنْسَوـ‎ -nsaw-, un altro tipo di analisi potrebbe considerare ـنْسَوـ‎ -nsaw- e ـنْسَيـ‎ -nsay- come temi. Queste forme sono evidenziate in giallo.
Terminazioni irregolari

Le terminazioni sono sostanzialmente regolari, ma alcune, nel passato, sono irregolari; in particolare:

  • le terminazioni del passato nelle parti "senza suffisso" del paradigma (in gran parti pertinenti al maschile singolare o al singolare di genere combinato). Nell'indicativo e nel congiuntivo appare il tema modificato ـنْسَاـ‎ -nsā, ed è abbreviato in ـنْسَـ‎ -nsa nell'apocopato. Nelle forme appare in realtà regolare; ciò che è irregolare è la mancanza della -u che solitamente caratterizza l'indicativo. Nell'apocopato, invece, il tema assume un'unica forma abbreviata ـنْسَـ‎ -nsa, che una vocale breve non mostrata nella scrittura araba.
  • nelle forme che dovrebbero normalmente avere i suffissi -i/ī- o -u/ū- il tema e i suffissi si combinano in ـنْسَيـ‎ -nsay-, ـنْسَوـ‎ -nsaw-. Queste forme sono qui analizzate come composte da un tema abbreviato ـنْسَـ‎ -nsa- più una terminazione irregolare (abbreviata o assimilata).

Radici geminate

La tabella seguente mostra il paradigma di un tipico verbo geminato (o contratto) in I forma مَدَّ‎ (يَمُدُّ‎) madda (yamuddu) 'allungare', parallelo ai verbi del tipo فَعَلَ‎ (يَفْعُلُ‎) faʿala (yafʿulu). Vedi le note sotto la tabella per ulteriori spiegazioni.

Paradigma di un verbo geminato in I forma, مَدَّ‎ (يَمُدُّ‎) madda (yamuddu) "allungare"
Passato Non-passato
Indicativo
Congiuntivo Apocopato Energico I Energico II Imperativo
Singolare
1ª madad-tu ʾa-mudd-u ʾa-mudd-a ʾa-mudd-a,

ʾa-mudd-i,
ʾa-mdud

ʾa-mudd-anna ʾa-mudd-an –
مَدَدْتُ‎ أَمُدُّ‎ أَمُدَّ‎ أَمُدَّ‎,

أَمُدِّ‎,
أَمْدُدْ‎

أَمُدَّنَّ‎ أَمُدَّنْ‎ –
2ª masc. madad-ta ta-mudd-u ta-mudd-a ta-mudd-a,

ta-mudd-i,
ta-mdud

ta-mudd-anna ta-mudd-an mudd-a,

mudd-i,
u-mdud

مَدَدْتَ‎ تَمُدُّ‎ تَمُدُّ‎ تَمُدَّ‎,

تَمُدِّ‎,
تَمْدُدْ‎

تَمُدَّنَّ‎ تَمُدَّنْ‎ مُدَّ‎,

مُدِّ‎,
اُمْدُدْ‎

femm. madad-ti ta-mudd-īna ta-mudd-ī ta-mudd-ī ta-mudd-inna ta-mudd-in mudd-ī
مَدَدْتِ‎ تَمُدِّينَ‎ تَمُدِّي‎ تَمُدِّي‎ تَمُدِّنَّ‎ تَمُدِّنْ‎ مُدِّي‎
3ª masc. madd-a ya-mudd-u ya-mudd-a ya-mudd-a,

ya-mudd-i,
ya-mdud

ya-mudd-anna ya-mudd-an –
مَدَّ‎ يَمُدُّ‎ يَمُدَّ‎ يَمُدَّ‎,

يَمُدِّ‎,
يَمْدُدْ‎

يَمُدَّنَّ‎ يَمُدَّنْ‎ –
femm. madd-at ta-mudd-u ta-mudd-a ta-mudd-a,

ta-mudd-i,
ta-mdud

ta-mudd-anna ta-mudd-an –
مَدَّتْ‎ تَمُدُّ‎ تَمُدَّ‎ تَمُدَّ‎,

تَمُدِّ‎,
تَمْدُدْ‎

تَمُدَّنَّ‎ تَمُدَّنْ‎ –
Duale
2ª maschile
e femminile
madad-tumā ta-mudd-āni ta-mudd-ā ta-mudd-ā ta-mudd-ānni – mudd-ā
مَدَدْتُمَا‎ تَمُدَّانِ‎ تَمُدَّا‎ تَمُدَّا‎ تَمُدَّانِّ‎ – مُدَّا‎
3ª masc. madd-ā ya-mudd-āni ya-mudd-ā ya-mudd-ā ya-mudd-ānni – –
مَدَّا‎ يَمُدَّانِ‎ يَمُدَّا‎ يَمُدَّا‎ يَمُدَّانِّ‎ – –
femm. madd-atā ta-mudd-āni ta-mudd-ā ta-mudd-ā ta-mudd-ānni – –
مَدَّتَا‎ تَمُدَّانِ‎ تَمُدَّا‎ تَمُدَّا‎ تَمُدَّانِّ‎ – –
Plurale
1ª madad-nā na-mudd-u na-mudd-a na-mudd-a,

na-mudd-i,
na-mdud

na-mudd-anna na-mudd-an –
مَدَدْنَا‎ نَمُدُّ‎ نَمُدَّ‎ نَمُدَّ‎,

نَمُدِّ‎,
نَمْدُدْ‎

نَمُدَّنَّ‎ نَمُدَّنْ‎ –
2ª masc. madad-tum ta-mudd-ūna ta-mudd-ū ta-mudd-ū ta-mudd-unna ta-mudd-un mudd-ū
مَدَدْتُمْ‎ تَمُدُّونَ‎ تَمُدُّوا‎ تَمُدُّوا‎ تَمُدُّنَّ‎ تَمُدُّنْ‎ مُدُّوا‎
femm. madad-tunna ta-mdud-na ta-mdud-na ta-mdud-na ta-mdud-nānni – umdud-na
مَدَدْتُنَّ‎ تَمْدُدْنَ‎ تَمْدُدْنَ‎ تَمْدُدْنَ‎ تَمْدُدْنَانِّ‎ – اُمْدُدْنَ‎
3ª masc. madd-ū ya-mudd-ūna ya-mudd-ū ya-mudd-ū ya-mudd-unna ya-mudd-un –
مَدُّوا‎ يَمُدُّونَ‎ يَمُدُّوا‎ يَمُدُّوا‎ يَمُدُّنَّ‎ يَمُدُّنْ‎ –
femm. madad-na ya-mdud-na ya-mdud-na ya-mdud-na ya-mdud-nānni – –
مَدَدْنَ‎ يَمْدُدْنَ‎ يَمْدُدْنَ‎ يَمْدُدْنَ‎ يَمْدُدْنَانِّ‎ – –

Tutti i verbi geminati sono coniugati in modo simile. Le terminazioni sono per la maggior parte identiche a quelle dei verbi sani, ma in questo caso ci sono due temi (uno regolare e uno modificato) sia nel passato che nel non passato. I temi regolari sono uguali a quelli dei verbi sani, mentre i temi modificati hanno le due consonanti finali unite in una consonante geminata e la vocale che dovrebbe trovarsi fra queste si sposta prima della consonante geminata. Nel verbo esposto qui sopra مَدَّ‎ (يَمُدُّ‎) madda (yamuddu) 'allungare' (qualcosa), i temi del passato sono مَدَدـ‎ madad- (regolare), مَدّـ‎ madd- (modificato), mentre quelli del non-passato sono مْدُدـ‎ mdud- (regolare), مُدِّـ‎ mudd-i (modificato). Nella tabella le occorrenze del tema regolare del passato sono evidenziate in grigio, mentre quelle del tema regolare del passato sono in giallo; nelle altre caselle troviamo il tema modificato.

Nella maggior parte dell'imperativo non è necessaria nessuna vocale iniziale perché il tema modificato del non-passato non inizia con due consonanti.

La caratteristica di avere due temi per ciascun tempo, uno per le terminazioni in vocale e un altro altrove, si ritrova in tutti i vari tipi di debolezza.

Seguendo le regole qui sopra descritte, l'apocopato, senza terminazioni, avrebbe la forma تَمْدُدْ‎ tamdud, mentre le forme corrispondenti dell'indicativo e del congiuntivo sarebbero تَمُدُّ‎ tamuddu, تَمُدَّ‎ tamudda. Da ciò si ricava che, per i verbi geminati in particolare, c'è una tendenza ad armonizzare queste forme aggiungendo una vocale all'apocopato, di solito una a, talvolta una i. Queste sono le uniche terminazioni irregolari in questi paradigmi, e sono state indicate in grassetto. Allo stesso modo, l'imperativo singolare maschile ha molte forme, basate sulle varie forme dell'apocopato.

Questi sono i vari tipi di verbi geminati in I forma:

Tema modificato del passato

(3ª sg. masc.)

Tema regolare del passato

(3ª plur. femm.)

Tema modificato del non-passato

(3ª sg. masc.)

Tema regolare del non-passato

(3ª plur. femm.)

Significato Verbo sano parallelo
مَدَّ‎

madd-a

مَدَدْنَ‎

madad-na

يَمُدُّ‎

ya-mudd-u

يَمْدُدْنَ‎

ya-mdud-na

'allungare' فَعَلَ‎ (يَفْعُلُ‎)

faʿala (yafʿulu)

تَمَّ‎

tamm-a

تَمَمْنَ‎

tamam-na

يَتِمُّ‎

ya-timm-u

يَتْمِمْنَ‎

ya-tmim-na

'finire' فَعَلَ‎ (يَفْعِلُ‎)

faʿala (yafʿilu)

ظَلَّ‎

ẓall-a

ظَلِلْنَ‎

ẓalil-na

يَظَلُّ‎

ya-ẓall-u

يَظْلَلْنَ‎

ya-ẓlal-na

'restare' فَعِلَ‎ (يَفْعَلُ‎)

faʿila (yafʿalu)

Formazione dei temi derivati (le "forme derivate")

La morfologia del verbo arabo prevede aumenti della radice, conosciuti come forme derivate, un esempio delle forme derivate che si ritrovano nelle lingue semitiche. Per un tipico verbo basato su una radice trilittera (ossia una radice formata da tre consonanti), la forma base è detta I forma, mentre quelle aumentate II forma, III forma, ecc. Le forme normalmente utilizzate vanno dalla I alla X; le forme dalla XI alla XV sono rare o obsolete. Le forme IX e XI sono usate solo con radici aggettivali che si riferiscono a colori e a difetti fisici (ad esempio "rosso", "blu", "cieco", "sordo", ecc.) e sono verbi stativi che hanno il significato di "essere X" o "diventare X" (ad esempio, la IX forma اِحْمَرَّ‎ iḥmarra 'essere rosso, diventare rosso, arrossire' o l'XI forma اِحْمَارَّ‎ iḥmārra, 'arrossire intensamente'). Sebbene la struttura che una data radice assume in un particolare aumento sia prevedibile, non lo è invece il suo significato (sebbene molti aumenti siano associati a uno o più significati "usuali" o prototipici) e non tutti gli aumenti sono possibili per una data radice. Da questo si ricava che gli aumenti sono parte del sistema di morfologia derivazionale e non del sistema flessivo.

La costruzione di una data forma aumentata è normalmente indicata tramite la radice modello f–ʿ–l (ف ع ل‎), presa in prestito dal verbo faʿala 'fare'. Siccome in arabo non esiste un diretto equivalente dell'infinito presente nelle lingue occidentali, la forma della terza persona singolare maschile è utilizzata come forma di citazione di un dato verbo, ossia la forma che si trova nei dizionari e che viene utilizzata per la discussione grammaticale. Per questo, la parola faʿala accennata sopra ha come significato 'egli fece', ma si traduce 'fare' quando è usata come forma di citazione.

Esistono inoltre verbi costruiti da radici quadrilittere (cioè di quattro consonanti). Ci sono quattro forme aumentate per questi verbi, simili alle forme II, V, VII e IX dei verbi trilitteri, indicate come Iq, IIq, IIq, IVq. Le forme IIIq e IVq sono alquanto rare. La costruzione di questi verbi è data solitamente per mezzo del verbo modello فَعْلَلَ‎ faʿlala. La scelta di questo particolare verbo è in questo caso poco soddisfacente, perché la terza e la quarta consonante di un vero verbo quadrlittero non sono uguali; questo si rivela essere un problema nella IV forma, per la quale nelle tabelle seguenti si usa il verbo modello فَعْلَقَ‎ faʿlaqa.

Alcune grammatiche, specialmente quelle delle varietà di arabo parlato, preferiscono altre radici modello. Ad esempio, Wallace M. Erwin in A Short Reference Grammar of Iraqi Arabic utilizza فَمَلَ‎ FaMaLa e فَسْتَلَ‎ FaSTaLa per le radici, rispettivamente, trilittere e quadrilittere (le lettere F-M-L stanno per first, middle, last, mentre F-S-T-L stanno per first, second, third, last). Solitamente le consonanti radicali sono scritte in maiuscolo.

L'uso di associare le forme aumentate con i numeri romani è una creazione degli studi occidentali. Nella tradizione grammaticale araba non sono numerate e si preferisce invece chiamarle con la forma di citazione; ad esempio, la V forma viene detta semplicemente "forma تَفَعَّلَ‎ tafaʿʿala".

Verbi Forme nominali Significati tipici, note Esempi
Attivo Passivo Participio attivo Participio passivo Nome verbale
Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. masc.) Imperativo (2ª sg. masc.) Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. masc.) sg. masc.
I فَعَلَ‎

faʿala

يَفْعُلُ‎

yafʿulu

اُفْعُلْ‎

ufʿul

فُعِلَ‎

fuʿila

يُفْعَلُ‎

yufʿalu

فَاعِل‎

fāʿil

فَاعِل‎

mafʿūl

فَعْل‎ faʿl, فُعُول‎ fuʿūl, فِعْل‎ fiʿl, فُعْل(ـَة)‎ fuʿl(a), (ـَة)فَعَال‎ faʿāl(a), فِعَال(ـَة)‎ fiʿāl(a), ecc. forma base del verbo كَتَبَ‎ (يَكْتُبُ‎) kataba (yaktubu) 'scrivere"; دَخَلَ‎ (يَدْخُلُ‎) daḫala (yadḫulu) 'entrare'; دَرَسَ‎ (يَدْرُسُ‎) darasa (yadrusu) 'studiare"; قَتَلَ‎ (يَقْتُلُ‎) qatala (yaqtulu) 'uccidere'
يَفْعِلُ‎

yafʿilu

اِفْعِلْ‎

ifʿil

حَمَلَ‎ (يَحْمِلُ‎) ḥamala (yaḥmilu) 'portare'; قَدَرَ‎ (يَقْدِرُ‎) qadara (yaqdiru) 'essere in grado'; عَرَفَ‎ (يَعْرِفُ‎) ʿarafa (yaʿrifu) 'conoscere'; جَلَسَ‎ (يَجْلِسُ‎) ǧalasa (yaǧlisu) 'sedere'
يَفْعَلُ‎

yafʿalu

اِفْعَلْ‎

ifʿal

solitamente con una consonante gutturale (ʾ, ʿ, h, ḥ) in seconda o terza posizione قَطَعَ‎ (يَقْطَعُ‎) qaṭaʿa (yaqṭaʿu) 'tagliare'; قَرَأَ‎ (يَقْرَأُ‎) qaraʾa (yaqraʾu) "leggere"; ظَهَرَ‎ (يَظْهَرُ‎) ẓahara (yaẓharu) 'sembrare'; بَحَثَ‎ (يَبْحَثُ‎) baḥaṯa (yabḥaṯu) 'cercare'
فَعِلَ‎s

faʿila

spesso sono verbi stativi (condizioni temporanee) فَهِمَ‎ (يَفْهَمُ‎) fahima (yafhamu) 'capire'; رَكِبَ‎ (يَرْكَبُ‎) rakiba (yarkabu) 'cavalcare'; شَرِبَ‎ (يَشْرَبُ‎) šariba (yašrabu) 'bere'; لَبِسَ‎ (يَلْبَسُ‎) labisa (yalbasu) 'indossare'
يَفْعِلُ‎

yafʿilu

اِفْعِلْ‎

ifʿil

spesso sono verbi stativi (condizioni temporanee); rari eccetto con و‎ w iniziale (che sparisce nel non-passato) حَسِبَ‎ (يَحْسِبُ‎) ḥasiba (yaḥsibu) 'stimare'; وَثِقَ‎ (يَثِقُ‎) waṯiqa (yaṯiqu) 'avere fiducia'
فَعُلَ‎

faʿula

يَفْعُلُ‎

yafʿulu

اُفْعُلْ‎

ufʿul

solo con verbi stativi (solo condizioni permanenti) كَبُرَ‎ (يَكْبُرُ‎) kabura (yakburu) 'diventare grande'; كَثُرَ‎ (يَكْثُرُ‎) kaṯura (yakṯuru) 'essere numeroso'; بَعُدَ‎ (يَبْعُدُ‎) baʿuda (yabʿudu) 'essere lontano (da)'; كَرُمَ‎ (يَكْرُمُ‎) karuma (yakrumu) 'essere/diventare nobile'
II فَعَّلَ‎

faʿʿala

يُفَعِّلُ‎

yufaʿʿilu

فَعِّلْ‎

faʿʿil

فُعِّلَ‎

fuʿʿila

يُفَعِّلُ‎

yufaʿʿalu

مُفَعِّل‎

mufaʿʿil

مُفَعَّل‎

mufaʿʿal

تَفْعِيل‎

tafʿīl

causativo e intensivo; denominativo; transitivo della I forma. كَتَّبَ‎ kattaba 'far scrivere (qualcosa a qualcuno)'; دَخَّلَ‎ daḫḫala 'portare dentro (qualcuno/qualcosa)'; دَرَّسَ‎ darrasa 'insegnare'; قَتَّلَ‎ qattala 'massacrare'; حَمَّلَ‎ ḥammala 'imporre'; عَرَّفَ‎ ʿarrafa 'annunciare, informare'; قَطَّعَ‎ qaṭṭaʿa "tagliare a pezzi"
III فاعَلَ‎

fāʿala

يُفَاعِلُ‎

yufāʿilu

فَاعِلْ‎

fāʿil

فُوعِلَ‎

fūʿila

يُفَاعَلُ‎

yufāʿalu

مُفَاعِل‎

mufāʿil

مُفَاعَل‎

mufāʿal

مُفَاعَل(ـَة)، فِعَال(ـَة)‎

mufāʿal(a), fiʿāl(a)

i verbi in questa forma richiedono un oggetto diretto che spesso è "con" e a volte "contro". كَاتَبَ‎ kātaba 'scrivere a, avere corrispondenza con (qualcuno)'; دَاخَلَ‎ dāḫala 'abbattersi su (qualcuno)'; دَارَسَ‎ dārasa 'studiare con (qualcuno)'; قَاتَلَ‎ qātala 'combattere'; جَالَسَ‎ ǧālasa 'sedere (con qualcuno), tenere compagnia (a qualcuno)'; قَاطَعَ‎ qāṭaʿa 'dissociarsi (da), interrompere, troncare i rapporti (con qualcuno)'
IV أَفْعَلَ‎

ʾafʿala

يُفْعِلُ‎

yufʿilu

أَفْعِلْ‎

ʾafʿil

أُفْعِلَ‎

ʾufʿila

يُفْعَلُ‎

yufʿalu

مُفْعِل‎

mufʿil

مُفْعَل‎

mufʿal

إِفْعَال‎

ʾifʿāl

solitamente transitivo e causativo della I forma (questa forma non ha significato intransitivo). أَكْتَبَ‎ ʾaktaba 'dettare'; أَدْخَلَ‎ ʾadḫala 'portare dentro (qualcuno), portare fuori (qualcosa)'; أَقْدَرَ‎ ʾaqdara 'permettere'; أَجْلَسَ‎ ʾaǧlasa 'sedere'; أَقْطَعَ‎ ʾaqṭaʿa 'far troncare (un rapporto a qualcuno), separarsi dalla compagnia, assegnare un feudo'
V تَفَعَّلَ‎

tafaʿʿala

يَتَفَعَّلُ‎

yatafaʿʿalu

تَفَعَّلْ‎

tafaʿʿal

تُفُعِّلَ‎

tufuʿʿila

يُتَفَعَّلُ‎

yutafaʿʿalu

مُتَفَعِّل‎

mutafaʿʿil

مُتَفَعَّل‎

mutafaʿʿal

تَفَعُّل‎

tafaʿʿul

solitamente riflessivo della II forma. تَدَخَّلَ‎ tadaḫḫala 'interferire, disturbare'; تَدَرَّسَ‎ tadarrasa 'imparare'; تَحَمَّلَ‎ taḥammala 'sopportare, subire'; تَعَرَّفَ‎ taʿarrafa 'familiarizzare (con qualcuno), incontrare'; تَقَطَّعَ‎ taqaṭṭaʿa 'essere tagliato fuori, essere interrotto, essere intermittente'
VI تَفاعَلَ‎

tafāʿala

يَتَفاعَلُ‎

yatafāʿalu

تَفاعَلْ‎

tafāʿal

تُفوعِلَ‎

tufūʿila

يُتَفاعِلُ‎

yutafāʿalu

يُتَفاعِلُ‎

mutafāʿil

مُتَفَاعَل‎

mutafāʿal

تَفَاعُل‎

tafāʿul

reciproco della III forma; anche "far finta di" تَكَاتَبَ‎ takātaba 'scriversi reciprocamente'; تَدَاخَلَ‎ tadāḫala 'interferire, immichiarsi'; تَدَارَسَ‎ tadārasa 'studiare accuratamente con qualcuno'; تَقَاتَلَ‎ taqātala 'combattere con qualcuno'; تَحَامَلَ‎ taḥāmala 'maltrattare, essere prevenuto'; تَعَارَّفَ‎ taʿarrafa 'familiarizzare a vicenda, venire a sapere (qualcosa)'; تَقَاطَعَ‎ taqāṭaʿa 'separare la compagnia, interrompere le relazioni, intersecarsi (di strade)'
VII اِنْفَعَلَ‎

infaʿala

يَنْفَعِلُ‎

yanfaʿilu

اِنْفَعِلْ‎

infaʿil

اُنْفَعِلَ‎

(unfuʿila)

يُنْفَعَلُ‎

(yunfaʿalu)

مُنْفَعِل‎

munfaʿil

مُنْفَعَل‎

munfaʿal

اِنْفِعَال‎

infiʿāl

anticausativo della I forma. اِنْكَتَبَ‎ inkataba 'firmare'; اِنْقَطَعَ‎ inqaṭaʿa 'essere estromesso, cessare, sospendere'
VIII اِفْتَعَلَ‎

(iftaʿala)

يَفْتَعِلُ‎

yaftaʿilu

اِفْتَعِلْ‎

iftaʿil

اُفْتُعِلَ‎

uftuʿila

يُفْتَعَلُ‎

yuftaʿalu

مُفْتَعِل‎

muftaʿil

مُفْتَعَل‎

muftaʿal

اِفْتِعَال‎

iftiʿāl

reflessivo della I forma; spesso le variazioni di significato non sono prevedibili اِكْتَتَبَ‎ iktataba 'copiare (qualcosa), venire registrato'; اِقْتَتَلَ‎ iqtatala 'combattere (con)'; اِحْتَمَلَ‎ iḥtamala 'portare via, sopportare, permettere'; اِقْطَدَرَ‎ iqṭadara 'essere in grado'; اِعْتَرَفَ‎ iʿtarafa 'confessare, riconoscere'; اِقْتَطَعَ‎ iqtaṭaʿa 'prendere una parte (di qualcosa), strappare, dedurre'
IX اِفْعَلَّ‎

ifʿalla

يَفْعَلُّ‎

yafʿallu

اِفْعَلِلْ‎

ifʿalil

(اُفْعُلَّ‎)

(ufʿulla)

(يُفْعَلُّ‎)

(yufʿallu)

مُفْعَلّ‎

mufʿall

— اِفْعِلَال‎

ifʿilāl

stativo ("essere X", "diventare X"), specialmente con colori (ad esempio "rosso", "blu") e difetti fisici. اِحْمَرَّ‎ iḥmarra 'diventare rosso, arrossire'; اِسْوَدَّ‎ iswadda 'essere/diventare nero'; اِصْفَرَّ‎ iṣfarra 'diventare giallo, impallidire'; اِحْوَلَّ‎ iḥwalla 'essere strabico'
X اِسْتَفْعَلَ‎

istafʿala

يَسْتَفْعِلُ‎

yastafʿilu

اِسْتَفْعِلْ‎

istafʿil

اُسْتُفْعِلَ‎

ustufʿila

يُسْتَفْعَلُ‎

yustafʿalu

مُسْتَفْعِل‎

mustafʿil

مُسْتَفْعَل‎

mustafʿal

اِسْتِفْعَال‎

istifʿāl

"chiedere di X"; "volere (+ infinito)"; "considerare (qualcuno) essere X"; causativo, e talvolta autocausativo; talvolta il significato cambia in modo imprevedibile اِسْتَكْتَبَ‎ istaktaba 'chiedere (a qualcuno) di scrivere (qualcosa)'; اِسْتَقْتَلَ‎ istaqtala 'mettere a rischio la vita'; اِسْتَقْدَرَ‎ istaqdara 'chiedere (a Dio) forza o abilità'; اِسْتَعْرَفَ‎ istaʿrafa 'riconoscere'; اِسْتَقْطَعَ‎ istaqṭaʿa 'richiedere come feudo'
XI اِفْعَالَّ‎

ifʿālla

يَفْعالُّ‎

yafʿāllu

اِفْعالِلْ‎

ifʿālil

— مُفْعَالّ‎

mufʿāll

— اِفْعِيلَال‎

ifʿīlāl

raro eccetto in poesia; stesso significato della IX forma اِحْمَارَّ‎ iḥmārra "diventare rosso, arrossire"; اِصْحَابَّ‎ iṣḥābba 'essere/diventare rossastro'; اِلْهَاجَّ‎ ilhāǧǧa 'raggelarsi'
XII اِفْعَوْعَلَ‎

ifʿawʿala

يَفْعَوْعِلُ‎

yafʿawʿilu

اِفْعَوْعِلْ‎

ifʿawʿil

اُفْعُوعِلَ‎

ufʿūʿila

يُفْعَوْعَلُ‎

yufʿawʿalu

مُفْعَوْعِل‎

mufʿawʿil

مُفْعَوْعَل‎

mufʿawʿal

اِفْعِيعَال‎

ifʿīʿāl

molto rari, con significati specializzati; spesso stativi اِحْدَوْدَبَ‎ iḥdawdaba 'essere convesso, essere gobbo'; اِغْدَوْدَنَ‎ iġdawdana 'crescere lungo e folto (di capelli)'; اِحْلَوْلَكَ‎ iḥlawlaka 'essere nero come la pece'; اِخْشَوْشَنَ‎ iḫšawšana 'essere crudo, condurre una vita difficile'
XIII اِفْعَوَّلَ‎

ifʿawwala

يَفْعَوِّلُ‎

yafʿawwilu

اِفْعَوِّلْ‎

ifʿawwil

اُفْعُوِّلَ‎

ufʿuwwila

يُفْعَوَّلُ‎

yufʿawwalu

مُفْعَوِّل‎

mufʿawwil

مُفْعَوَّل‎

mufʿawwal

اِفْعِوَّال‎

ifʿiwwāl

اِلْجَوَّذَ‎ ilǧawwaḏa 'galoppare'; اِعْلَوَّطَ‎ iʿlawwaṭa 'aggrapparsi al collo di (un cammello)'
XIV اِفْعَنْلَلَ‎

ifʿanlala

يَفْعَنْلِلُ‎

yafʿanlilu

اِفْعَنْلِلْ‎

ifʿanlil

اُفْعُنْلِلَ‎

ufʿunlil

يُفْعَنْلَلُ‎

yufʿanlalu

مُفْعَنْلِل‎

mufʿanlil

مُفْعَنْلَل‎

mufʿanlal

اِفْعِنْلَال‎

ifʿinlāl

اِقْعَنْسَسَ‎ iqʿansasa 'avere il petto in fuori'; اِقْعَنْدَدَ‎ iqʿandada 'resiedere'; اِسْحَنْكَكَ‎ isḥankaka 'diventare molto scuro'
XV اِفْعَنْلَى‎

ifʿanlā

يَفْعَنْلَى‎

yafʿanlā

اِفْعَنْلَ‎

ifʿanla

اُفْعُنْلِيَ‎

ufʿunliya

يُفْعَنْلَى‎

yufʿanlā

مُفْعَنْلٍ‎

mufʿanlin

مُفْعَنْلًى‎

mufʿanlan

اِفْعِنْلَاء‎

ifʿinlāʾ

اِحْرَنْبَى‎ iḥranbā 'diventare molto furioso'; اِغْرَنْدَى‎ iġrandā 'maledire e colpire (qualcuno)'
Iq فَعْلَقَ‎

faʿlaqa

يُفَعْلِقُ‎

yufaʿliqu

فَعْلِقْ‎

faʿliq

فُعْلِقَ‎

fuʿliqa

يُفَعْلَقُ‎

yufaʿlaqu

مُفَعْلِق‎

mufaʿliq

مُفَعْلَق‎

mufaʿlaq

فَعْلَق(ـَة)‎ faʿlaq(a), occ. فَعْلَاق‎ faʿlāq, فِعْلَاق‎ fiʿlāq forma base, spesso transitiva o denominativa; simile alla II forma, ma il nome verbale è diverso; sono comuni le radici raddoppiate del tipo فَعْفَعَ‎ faʿfaʿa, talvolta anche فَعْفَلَ‎ faʿfala دَحْرَجَ‎ daḥraǧa 'arrotolare (qualcosa)'; تَرْجَمَ‎ tarǧama 'tradurre, fare l'interprete'; هَنْدَسَ‎ handasa 'progettare, fare un progetto'; بَيْطَرَ‎ bayṭara 'praticare la chirurgia veterinaria'; زَلْزَلَ‎ zalzala 'scuotere (qualcosa), atterrire'; وَسْوَسَ‎ waswasa 'sussurrare'; غَرْغَرَ‎ ġarġara "fare gargarismi"
IIq تَفَعْلَقَ‎

tafaʿlaqa

يُتَفَعْلِقُ‎

yatafaʿlaqu

تَفَعْلِقْ‎

tafaʿlaq

تُفُعْلِقَ‎

tufuʿliqa

يُتَفَعْلَق‎

yutafaʿlaqu

مُتَفَعْلِق‎

mutafaʿliq

مُتَفَعْلَق‎

mutafaʿlaq

تَفَعْلُق‎

tafaʿluq

riflessivo della forma Iq; frequentativo intransitivo denominativo; simile alla V forma تَدَحْرَجَ‎ tadaḥraǧa 'arrotolare' (intrans.)'; تَزَلْزَلَ‎ tazalzala 'scuotere (intrans.), tremare'; تَفَلْسَفَ‎ tafalsafa 'filosofare' (< فَيْلَسُوفـ‎ faylasūf- 'filosofo'); تَمَذْهَبَ‎ tamaḏhaba 'seguire una setta' (< مَذْهَبـ‎ maḏhab- 'setta' < ذَهَبَ‎ ḏahaba 'andare'); تَقَهْقَرَ‎ taqahqara 'essere respinto'
IIIq اِفْعَنْلَقَ‎

ifʿanlaqa

يَفْعَنْلِقُ‎

yafʿanliqu

اِفْعَنْلِقْ‎

ifʿanliq

اُفْعُنْلِقَ‎

ufʿunliqa

يُفْعَنْلَقُ‎

yufʿanlaqu

مُفْعَنْلِق‎

mufʿanliq

مُفْعَنْلَق‎

mufʿanlaq

اِفْعِنْلَاق‎

ifʿinlāq

rari اِخْرَنْطَمَ‎ iḫranṭama 'essere orgoglioso' (cf. اَلْخَرْطُوم‎ al-Ḫarṭūm 'Khartum')
IVq اِفْعَلَقَّ‎

ifʿalaqqa

يَفْعَلِقُّ‎

yafʿaliqqu

اِفْعَلْقِقْ‎

ifʿalqiq

اُفْعُلِقَّ‎

ufʿuliqqa

يُفْعَلَقُّ‎

yufʿalaqqu

مُفْعَلِقّ‎

mufʿaliqq

مُفْعَلَقّ‎<

mufʿalaqq

اِفْعِلْقَاق‎

ifʿilqāq

di solito intransitivi; piuttosto rari اِطْمَأَنَّ‎ iṭmaʾanna 'essere tranquillo, calmo'; اِضْمَحَلَّ‎ iḍmaḥalla 'svanire, rimpicciolirsi'; اِقْشَعَرَّ‎ iqšaʿarra 'rabbrividire di terrore'

Ogni forma può avere o la diatesi attiva o quella passiva nel passato e nel non-passato, ciò comporta che le forme riflessive siano diverse da quelle passive.

Da notale che il passivo delle forme I e V coincide. Non ci sono altre possibilità di confusione.

Verbi sani

I verbi sani sono quelli senza irregolarità. I verbi irregolari sono detti deboli; generalmente ciò si verifica o (1) nei verbi in cui una delle consonanti radicali è و‎ w, ي‎ y o ﺀ‎ ʾ, oppure (2) nei verbi in cui la seconda e la terza consonante sono uguali.

Alcuni verbi che sarebbero classificati come deboli sono tuttavia coniugati come i verbi sani. Ciò accade, ad esempio:

Assimilazioni nell'VIII forma

L'VIII forma ha una ـتـ‎ -t- infissa nella radice, subito dopo la prima consonante radicale. Questa ـتـ‎ -t- si assimila a certe consonanti coronali che costituiscono la prima consonante della radice. In particolare, nelle radici la cui prima consonante è د، ز، ث، ذ، ص، ط، ض، ظ‎ d z ṯ ḏ ṣ ṭ ḍ ẓ la combinazione di radice e infisso ت‎ t appare come دّ، زد، ثّ، ذّ، صْط، طّ، ضْط، ظّ‎ dd zd ṯṯ ḏḏ ṣṭ ṭṭ ḍṭ ẓẓ: la t, cioè, assume l'enfasi delle consonanti enfatiche ص، ط، ض، ظ‎ ṣ ṭ ḍ ẓ, la sonorità di د، ز‎ d z e si assimila completamente alle consonanti dentali ث، ذ، ظ‎ ṯ ḏ ẓ. Il cluster ضْط‎ ḍṭ, come in اِضْطَرَّ‎ iḍṭarra 'obbligare, costringere', è inaspettato tenendo conto della pronuncia moderna, dato che presenta una consonante sonora accanto a una sorda; ciò induce a pensare che ط‎ ṭ fosse originariamente sonora, mentre ض‎ ḍ fosse pronunciata come un'enfatica non di د‎ d ma di un insolito suono laterale (ض‎ ḍ era probabilmente una fricativa laterale alveolare sonora [ɮˤ] o una simile affricata [dɮˤ] or [dˡˤ]; vedi la voce sulla lettera ض‎ ḍād).

Verbi difettivi (di terza debole)

Oltre alla I forma attiva, c'è una sola forma possibile per ogni verbo, a prescindere che la terza consonante radicale sia و‎ w o ي‎ y. Tutti i verbi derivati difettivi hanno le stesse terminazioni attive del tipo فَعَى‎ (يَفْعِي‎) faʿā (yafʿī) eccetto nelle forme V e VI, che hanno invece le terminazioni del passato come il tipo فَعَى‎ (يَفْعِي‎) faʿā (yafʿī), ma quelle del non-passato come il tipo (فَعِيَ‎ (يَفْعَى‎) faʿiya (yafʿā). Le terminazioni del passivo di tutti i verbi difettivi (sia di I forma che derivati) sono uguali al tipo (فَعِيَ‎ (يَفْعَى‎) faʿiya (yafʿā). I nomi verbali hanno varie irregolarità: femminile nella II forma, della declinazione in -in per la V e VI forma, colpo di glottide invece di w/y nella radice nelle forme VII–X.

I participi attivi e passivi delle forme derivate dei verbi difettivi appartengono rispettivamente alla declinazione -in e a quella in -an.

I verbi difettivi in X forma sono alquanto rari. Heywood e Nahmad citano un verbo di questo tipo, اِعْمَايَ‎ iʿmāya 'essere/diventare cieco', che non segue la forma attesa *اِعْمَيَّ‎ *iʿmayya. Essi citano inoltre un altrettanto raro verbo in XI forma اِعْمَايَّ‎ iʿmāyya 'essere/diventare cieco' — stavolta con la costruzione attesa.

Verbi Forme nominali
Attivo Passivo Participio attivo Participio passivo Nome verbale
Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. {masc.) Imperativo (2ª sg. masc.) Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. masc.) sg. masc. nom.
I فَعَى‎
faʿā
يَفْعِي‎
yafʿī
اِفْعِ‎
ifʿi
فُعِيَ‎
fuʿiya
يُفْعَى‎
yufʿā
فَاعٍ‎
fāʿin
مَفْعِيّ‎
mafʿiyy
فَعْي‎ faʿy, فَعْو‎ faʿw, فَعًى‎ faʿan, فِعًى‎ fiʿan, فَعَاء‎ faʿāʾ, فَاعِيَة‎ fāʿiya, فِعَايَة‎ fiʿāya, فَعَاوَة‎ faʿāwa, مَفْعَاة‎ mafʿā, مَفْعِيَة‎ mafʿiya, فُعْية‎ fuʿya, فُعْوة‎ fuʿwa, فُعُوّ‎ fuʿuww, فُعْوَان‎ fuʿwān, ecc.
فَعَا‎
faʿā
يَفْعُو‎
yafʿū
اُفْعُ‎
ufʿu
مَفْعُوّ‎
mafʿuww
فَعِيَ‎
faʿiya
يَفْعَى‎
yafʿā
اِفْعَ‎
ifʿa
مَفْعِيّ‎
mafʿiyy
II فَعَّى‎
faʿʿā
يُفَعِّي‎
yufaʿʿī
فَعِّ‎
faʿʿi
فُعِّيَ‎
fuʿʿiya
يُفَعّى‎
yufaʿʿā
مُفَعٍّ‎
mufaʿʿin
مُفَعًّى‎
mufaʿʿan
تَفْعِيَة‎
tafʿiya
III فَاعَى‎
fāʿā
يُفَاعِي‎
yufāʿī
فَاعِ‎
fāʿi
فوعِيَ‎
fūʿiya
يُفَاعَى‎
yufāʿā
مُفَاعٍ‎
mufāʿin
مُفَاعًى‎
mufāʿan
مُفَاعَاة‎ mufāʿā, فِعَاء‎ fiʿāʾ
IV أَفْعَى‎
ʾafʿā
يُفْعِي‎
yufʿī
أَفْعِ‎
ʾafʿi
أُفْعِيَ‎
ʾufʿiya
يُفْعَى‎
yufʿā
مُفْعٍ‎
mufʿin
مُفْعًى‎
mufʿan
إفْعَاء‎
ʾifʿāʾ
V تَفَعَّى‎
tafaʿʿā
يَتَفَعَّى‎
yatafaʿʿā
تَفَعَّ‎
tafaʿʿa
تُفُعِّيَ‎
tufuʿʿiya
يُتَفَعَّى‎
yutafaʿʿā
مُتَفَعٍّ‎
mutafaʿʿin
مُتَفَعًّى‎
mutafaʿʿan
تَفَعٍّ‎
tafaʿʿin
VI تَفاعَى‎
tafāʿā
يَتَفاعَى‎
yatafāʿā
تَفاعَ‎
tafāʿa
تُفوعِيَ‎
tufūʿiya
يُتَفاعَى‎
yutafāʿā
مُتَفَاعٍ‎
mutafāʿin
مُتَفاعًى‎
mutafāʿan
تَفَاعٍ‎
tafāʿin
VII اِنْفَعَى‎
infaʿā
يَنْفَعِي‎
yanfaʿī
اِنْفَعِ‎
infaʿi
(اُنْفُعِ‎)
(unfuʿī)
(يُنْفَعَى‎)
(yunfaʿā)
مُنْفَعٍ‎
munfaʿin
مُنْفَعًى‎
munfaʿan
اِنْفِعَاء‎
infiʿāʾ
VIII اِفْتَعَى‎
iftaʿā
يَفْتَعِي‎
yaftaʿī
اِفْتَعِ‎
iftaʿi
اُفْتُعِيَ‎
uftuʿiya
يُفْتَعَى‎
yuftaʿā
مُفْتَعٍ‎
muftaʿin
مُفْتَعٍ‎
muftaʿan
اِفْتِعَاء‎
iftiʿāʾ
IX اِفْعايَ‎ (*اِفْعَيَيْتُ‎)
ifʿāya (*ifʿayaytu)
يَفْعَايُ‎ (*يَفْعَيْنَ‎)
yafʿāyu (*yafʿayna)
*اِفْعَيْ‎
*ifʿay
— — مُفْعَاي‎
mufʿāy
— اِفْعِيَاء‎
ifʿiyāʾ
X اِسْتَفْعَى‎
istafʿā
يَسْتَفْعِي‎
yastafʿī
اِسْتَفْعِ‎
istafʿi
اُسْتُفْعِيَ‎
ustufʿiya
يُسْتَفْعَى‎
yustafʿā
مُسْتَفْعٍ‎
mustafʿin
مُسْتَفْعًى‎
mustafʿan
اِسْتِفْعَاء‎
istifʿāʾ

Verbi concavi (di seconda debole)

Qui sono mostrate solo le forme con irregolarità; quelle mancanti sono del tutto regolari, con w o y come seconda radicale, a seconda della radice. Nelle forme IV e X troviamo nomi verbali femminili inattesi.

Verbi Forme nominali
Attivo Passivo Participio attivo Participio passivo Nome verbale
Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. masc.) Imperativo (2ª sg. masc.) Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. masc.) sg. masc.
I فَالَ‎ (فِلْت‎)
fāla (filtu)
يَفِيلُ‎
yafīlu
فِلْ‎
fil
فُوِلَ‎
fuwila
يُفَالُ‎
yufālu
فَائِل‎
fāʾil
مَفِيل‎
mafīl
solitamente فَوْل‎ fawl, فَيْل‎ fayl; anche فُول‎ fūl, فَوَال‎ fawāl, فِيَال(ـَة)‎ fiyāl(a), فِوَال‎ fiwāl, فُوَال‎ fuwāl, مَفَال(ـَة)‎ mafāl(a), مَفِيل‎ mafīl ecc.
فَالَ‎ (فُلْتُ‎)
fāla (fultu)
يَفُولُ‎
yafūlu
فُلْ‎
ful
مَفُول‎
mafūl
فَالَ‎ (فِلْتُ‎)
fāla (filtu)
يَفَالُ‎
yafālu
فَلْ‎
fal
مَفُيل‎
mafīl
فَالَ‎ (فُلْتُ‎)
fāla (fultu)
مَفُول‎
mafūl
IV أَفَالَ‎ (أَفَلْتُ‎)
ʾafāla (ʾafaltu)
يُفِيلُ‎
yufīlu
أَفِلْ‎
ʾafil
أُفِيلَ‎
ʾufīla
مُفِيل‎
mufīl
مُفَال‎
mufāl
إفَالَة‎
ʾifāla
VII اِنْفَالَ‎ (اِنْفَلْتُ‎)
infāla (infaltu)
يَنْفَالُ‎
yanfālu
اِنْفَلْ‎
infal
— مُنْفَال‎
munfāl
اِنْفِيَال‎
infiyāl
VIII اِفْتَالَ‎ (اِفْتَلْتُ‎)
iftāla (iftaltu)
يَفْتَالُ‎
yaftālu
اِفْتَلْ‎
iftal
اُفْتيلَ‎
uftīla
يُفْتَالُ‎
yuftālu
مُفْتَال‎
muftāl
اِفْتِيَال‎
iftiyāl
X اِسْتَفَالَ‎
istafāla
يَسْتَفْيلُ‎
yastafīlu
اِسْتَفِلْ‎
istafil
اُسْتُفِيلَ‎
ustufīla
يُسْتَفَالُ‎
yustafālu
مُسْتَفِيل‎
mustafīl
مُسْتَفَال‎
mustafāl
اِسْتِفَالَة‎
istifāla

Verbi assimilati (di prima debole)

Quando la prima radicale è w, essa cade nel non-passato in prima forma. La maggior parte delle forme assimilate sono regolari, salvo le sequenze uw, iw che sono assimilate in ū, ī e la sequenza wt dell'VIII forma che è assimilata in tt lungo tutta la coniugazione. La seguente tabella mostra solo le forme irregolari.

La w iniziale del comune nome verbale in I forma ʿila cade (ad esempio, ṣila 'arrivo, collegamento' da waṣala 'arrivare').

Verbi Forme nominali
Attivo Passivo Participio attivo Participio passivo Nome verbale
Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. {masc.) Imperativo (2ª sg. masc.) Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. masc.) masc. sg.
I waʿala yaʿulu ʿul wuʿila yūʿalu wāʿil- mawʿūd- waʿl, wuʿūl, ʿila etc.
yaʿilu ʿil
yaʿalu ʿal
waʿila
yaʿilu ʿil
waʿula yaʿulu ʿul
IV ʾawʿala yūʿilu ʾawʿil ʾūʿila yūʿalu mūʿil- mūʿal- ʾīʿāl-
VIII ittaʿala yattaʿilu ittaʿal uttuʿila yuttaʿalu muttaʿil- muttaʿal- ittiʿāl-
X istawʿala yastawʿilu istawʿil ustūʿila yustawʿalu mustawʿil- mustawʿal- istīʿāl-

Se la prima radicale è y le forme sono in gran parte regolari. La tabella seguente mostra solo le forme irregolari, evidenziate in grassetto.

Verbi Forme nominali
Attivo Passivo Participio attivo Participio passivo Nome verbale
Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. masc.) Imperativo (2ª sg. masc.) Passato (3ª sg. masc. Non-passato (3ª sg. masc.) sg. masc.
I yaʿala yayʿulu ūʿul yuʿila yūʿalu yāʿil- mayʿūd- yaʿl- etc.
yayʿilu īʿil
waʿala yayʿalu īʿal
waʿila yayʿalu īʿal
yayʿilu īʿil
waʿula yayʿulu ūʿul
IV ʾayʿala yūʿilu ʾayʿil ʾūʿila yūʿalu mūʿil- mūʿal- ʾīʿāl-
VIII ittaʿala yattaʿilu ittaʿal uttuʿila yuttaʿalu muttaʿil- muttaʿal- ittiʿāl-
X istayʿala yastayʿilu istayʿil ustūʿila yustayʿalu mustayʿil- mustayʿal- istīʿāl-

Verbi geminati

Verbi Forme nominali
Attivo Passivo Participio attivo Participio passivo Nome verbale
Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. {masc.) Imperativo (2ª sg. masc.) Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. masc.) masc. sg.
I falla (falaltu) yafullu fulla, fulli, uflul fulla yufallu fāll- maflūl- fall- ecc.
yafillu filla, filli, iflil
yafallu falla, falli, iflal
falla (faliltu) yafallu falla, falli, iflal
III fālla yufāllu fālla, fālli, fālil fūlla yufāllu mufāll- mufāll- mufāllat-, filāl-
IV afalla yufillu afilla, afilli, aflil ufilla yufallu mufill- mufall- iflāl-
VI tafālla yatafāllu tafālil tufūlla yutafāllu mutafāll- mutafāll- tafāll-
VII infalla yanfallu infalla, infalli, infalil — munfall- munfall- infilāl-
VIII iftalla yaftallu iftalla, iftalli, iftalil uftulla yuftallu muftall- muftall- iftilāl-
X istafalla yastafillu istafilla, istafilli, istaflil ustufilla yustafallu mustafill- mustafall- istiflāl-

Verbi hamzati

Il problema più spinoso nei verbi cosiddetti "hamzati" (ossia con un colpo di glottide ʾ, o hamza, fra le consonanti radicali) è il modo complicato in cui si scrivono in arabo (vedi la voce sulla hamza per le sue regole ortografiche). Nella pronuncia questi verbi sono infatti del tutto regolari.

L'unica irregolarità si trova quando la hamza è la prima radicale. Una regola fonologica dell'arabo classico non ammette due hamza una dopo l'altra separate da una vocale breve; nel qual caso, la seconda si assimila alla vocale precedente (quindi ʾaʾ, ʾiʾ, ʾuʾ diventano ʾā, ʾī, ʾū). Ciò si verifica nelle seguenti forme:

Inoltre, ovunque si trovi una alif waṣla si può facoltativamente applicare questa modifica. Ciò di verifica nelle seguenti forme:

Si segnalano le seguenti irregolarità:

Verbi Forme nominali
Attivo Passivo Participio attivo Participio passivo Nome verbale
Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. {masc.) Imperativo (2ª sg. masc.) Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. masc.) masc. sg.
I ʾaʿala yaʾʿulu (ʾāʿulu) uʾʿul, ūʿul ʾuʿila yuʾʿalu (ʾūʿalu) ʾāʿil maʾʿūl- ʾaʿl- etc.
ecc.
IV ʾāʿala yuʾʿilu (ʾūʿilu) ʾāʿil ʾūʿil yuʾʿalu (ʾūʿalu) muʾʿil- muʾʿal- ʾīʿāl-
VIII iʾtaʿala, ītaʿala yaʾtaʿilu (ʾātaʿilu) iʾtaʿil, ītaʿil uʾtuʿila, ūtuʿila yuʾtaʿala (ʾūtaʿala) muʾtaʿil- muʾtaʿal- iʾtiʿāl-, ītiʿāl-

Verbi doppiamente deboli

I verbi doppiamente deboli hanno due radicali deboli; qualche verbo è anche triplicemente debole. In genere le regole esposte sopra per i verbi deboli si applicano in combinazione, a meno che non entrino in conflitto. Di seguito i casi in cui due tipi di debolezza si applicano insieme:

Quando due debolezze entrano in conflitto una delle radicali deboli è trattata come sana:

I seguenti casi presentano alcune irregolarità:

Prospetto delle vocali

La vocalizzazione delle varie forme è riassunta in questa tavola:

Attivo Passivo Participio attivo Participio passivo Nome verbale
Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. masc.) Passato (3ª sg. masc.) Non-passato (3ª sg. masc.)
Prima della prima consonante radicale (se c'è una vocale) a nelle forme IV–VI. Nelle forme VII–XII c'è i se la ʾalif non è waṣla. a eccetto nelle forme II–IV, dove è u. u u e a dopo la t delle forme V e VI u u eccetto nella I forma, dove è a. a nelle forme II, V, e VI. Nelle forme VII–XII c'è i se la ʾalif non è waṣla.
Prima della seconda consonante radicale a, ā o sukūn a, ā o sukūn u, ū o sukūn a, ā o sukūn a, ā o sukūn a, ā o sukūn i, a, ā o sukūn
Prima della terza consonante radicale a nella I forma a, i, or u. a nelle forme V, VI, e IX, i nelle altre. i a i eccetto nella IX forma, dove è a. a eccetto nella I forma, dove è ū. ī nella II forma, u nelle forme V e VI, ā altrove
Dopo la consonante radicale finale, 3ª persona indicativo sg. a u a u - - -

Vedi anche l'appendice sui verbi arabi su Winktionary in inglese.

Verbi dell'arabo colloquiale

Il sistema verbale dell'arabo classico rimane in gran parte invariato nelle forme di arabo parlato. Vi si ritrova lo stesso sistema derivazionale di forme aumentate: per il verbo trilittero ci sono tutte le dieci forme dell'arabo standard, mentre per il verbo quadrilittero solo le prime due; le forme da XI a XV del trilittero e III e IV del quadrilittero sono scomparse. Presenta lo stesso sistema di debolezze (verbi sani, difettivi, concavi, assimilati, geminati), costruiti sostanzialmente nello stesso modo. Per un dato verbo, ritroviamo due temi (passato e non-passato) accanto allo stesso sistema affissale (suffissi nel passato e prefissi/suffissi per non-passato).

I maggiori cambiamenti sono all'interno di un dato paradigma, con una significativa riduzione delle forme. Di seguito un esempio di paradigma regolare in arabo egiziano.

Esempio di verbo regolare in I forma in arabo egiziano, kátab/yíktib "scrivere"
Tempo/modo Passato Non-passato congiuntivo Non-passato indicativo Futuro Imperativo
Singolare
1ª katáb-t كتبت á-ktib أكتب bá-ktib بكتب ḥá-ktib حكتب
2ª masc. katáb-t كتبت tí-ktib تكتب bi-tí-ktib بتكتب ḥa-tí-ktib حتكتب í-ktib اكتب
femm. katáb-ti كتبت ti-ktíb-i تكتبي bi-ti-ktíb-i بتكتبي ḥa-ti-ktíb-i حتكتبي i-ktíb-i اكتبي
3ª masc. kátab كتب yí-ktib يكتب bi-yí-ktib بيكتب ḥa-yí-ktib حيكتب
femm. kátab-it كتبت tí-ktib تكتب bi-tí-ktib بتكتب ḥa-tí-ktib حتكتب
Plurale
1ª katáb-na كتبنا ní-ktib نكتب bi-ní-ktib بنكتب ḥá-ní-ktib حنكتب
2ª katáb-tu كتبتوا ti-ktíb-u تكتبوا bi-ti-ktíb-u بتكتبوا ḥa-ti-ktíb-u حتكتبوا i-ktíb-u اكتبوا
3ª kátab-u كتبوا yi-ktíb-u يكتبوا bi-yi-ktíb-u بيكتبوا ḥa-yi-ktíb-u حيكتبوا‎

Questo paradigma mostra chiaramente la riduzione nel numero delle forme:

Inoltre, la IV forma è scomparsa nella maggior parte dei dialetti, eccetto in alcuni verbi "classicheggianti" (cioè prestiti dall'arabo standard).

Note

  1. ↑ Quando un verbo termina in vocale, nell'imperativo questa è sostituita dalla corrispondente vocale breve.
  2. ↑ Forse اِعْمَايَ‎ iʿmāya è una contrazione di اِعْمَيَيَ‎ *iʿmayaya generata dallo stesso processo che produce i verbi concavi. A dictionary of modern written Arabic (Hans Wehr, J. Milton Cowan) elenca anche un supposto verbo in IX forma اِرْعَوَى‎ irʿawā 'rinunciare (al peccato), pentirsi, vedere la luce'; comunque, questo verbo ha sia la forma che il significato inattesi, e ciò fa sorgere dubbi che la classificazione come IX forma sia precisa.

Bibliografia