
Un veróne è un terrazzino all'altezza dell'entrata principale di una casa.
Il termine verone secondo Giacomo Devoto deriva da vera, "sponda del pozzo" e quindi significa "grossa sporgenza". Nell'italiano letterario può essere sinonimo di terrazzo scoperto, loggia o balcone.
In Toscana il verone è un terrazzino sia scoperto che coperto in cui termina la scala esterna delle case rurali. In genere è dotato di parapetto o ringhiera. Sono numerose le città di nome Verona in Toscana, si trova un luogo chiamato Verona vicino a Lamporecchio, ma altri anche Verone, Verrone e Veròlla (già Verunula), tutti con la caratteristica di essere luoghi panoramici.
In Veneto il verone o veron indica una sporgenza da cui affacciarsi, come un balcone o una balaustrata.
Il più celebre è il balcone di Giulietta chiamato appunto veron, che si pensa abbia fatto sbagliare Shakespeare nell'identificazione della città dove ambientare la storia di Giulietta e Romeo. La città sarebbe diventata Verona per il semplice fatto che la scena principale si svolge sotto al balcone, detto verone o veron, ma la storia già scritta da Luigi Da Porto era ambientata altrove.
E il termine veron si trova per esempio ne "L'ultima ora di Venezia" di Arnaldo Fusinato. Il poeta, sedendo su un "veron" in pietra d'Istria scrisse l'ultimo canto di addio alla città.
Non manca di certo il terrazzo di Colle San Pietro, sulla città di Verona, da cui si pensa appunto sia tratto il nome della città o che sia il contrario, cioè che dal nome dato alla città poi sia stato dato il nome verone ai luoghi di affaccio.
In Germania, specie nella zona baltica, il Beischlag è una sorta di verone a pianterreno, al livello della strada o rialzato di pochi gradini. In genere è cinto da parapetto.