Il verso leonino era usato comunemente nella poesia in lingua latina in Europa durante il Medioevo. Prende il nome da un certo Leonio da San Vittore, un canonico che sarebbe vissuto a Parigi attorno al XII secolo; il condizionale dipende dal fatto che l'esistenza di questo Leonio è stata spesso messa in dubbio e, a volte, identificata con quella di Magister Leoninus (Léonin), omonimo e coevo musicista della Scuola di Notre-Dame.
«Formula virtutis - Maris astrum, Porta salutis Prole Maria levat - quos conjuge subdidit Eva Sum deus atq(ue) caro - patris et sum matris imago non piger ad lapsum - set flentis p(ro)ximus adsum»
«HAEC NON LENENSIS - TELLUS FERTUR LEONENSIS CUI NON LENONES - NOMEN POSUERE LEONES FORMA LEONINA - SIGNANS BIS MARMORA BINA DICITUR OFFERRE - LOCA VOCE NON AUTEM RE FELIX EST NOMEN - FELIX EST NOMINIS OMEN QUOD NON LENONES - POSUERUNT IMMO LEONES»
↑Pietro Zani, Enciclopedia metodica critico-ragionata delle belle arti: dell' abate D. Piero Zani, Fidentino. Parma: Tipografia ducale, 1817, pt. 1, vol. 8, p. 161 (on-line)
↑Poesia latina medievale, introduzione, testi, traduzione, note, trascrizioni musicali a cura di Giuseppe Vecchi. Parma 1959, p. 522
↑Renato Polacco, La cattedrale di Torcello, Venezia 1984, p. 52
↑Demus O., The Mosaics of Norman Siciliy, Londra,1945, pp. 4-5
↑Francesco Antonio Zaccaria, Dell'antichissima badia di Leno, Venezia 1767, p. 35