| Vetice frazione | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | Montefortino |
| Territorio | |
| Coordinate | |
| Abitanti | 21 (2001) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 63858 |
| Prefisso | 0736 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Cod. catastale | F509 |
| Patrono | San Nicolò |
Vetice è una frazione del comune di Montefortino, in provincia di Fermo, nelle Marche. La frazione si trova all'interno del territorio controllato dal Parco nazionale dei Monti Sibillini.
L'abitato è sparso su tutta la pendice orientale del Monte Pizzo, ed è composto da diverse case isolate e contrade: Camiè, Capodacqua, Tribio, Forca, Ferrazza, li Ciatti, Colle de La Roscia, Palazzetto, Vallese.
Non esistono notizie documentate relative all'origine del nome. Tuttavia vi sono nella lingua italiana e nel dialetto locale, alcuni nomi di piante che potrebbero aver suggerito il nome Vetice:
Anche in altre zone montane dell'Italia centrale esistono toponimi simili: come Fonte Vetica presso Campo Imperatore, o Costa Vetiche nella valle del Fiastrone.

Le case e i nuclei abitativi che costituiscono la frazione di Vetice sono sparse sulle pendici orientali del Monte Pizzo, che più a est dei vertiginosi salti rocciosi si tramutano in un declivio collinare, il quale digrada fino a valle tra boschi e campi coltivati. Detta falda del monte è delimitata a sud dal fiume Tenna e a nord e a nord-est dal torrente Ambro, che confluendo poi nel primo in località Tre Ponti, chiude il semicerchio che delimita completamente i colli di Vetice.
I versanti meridionale e settentrionale affacciati sui due fiumi non sono per nulla lievi, ma precipitano rispettivamente nel Tenna e nell'Ambro con alte pareti rocciose di calcare rosato.
Sul versante nord svetta un piccolo colle che sovrasta l'abitato, sul quale sorge la chiesa di San Niccolò. La parte meridionale della frazione, detta Colle de La Roscia, è divisa dagli altri nuclei da un fosso che si getta nel Tenna.

Negli scritti seicenteschi dell’umanista Palmieri si fa risalire la fondazione di Montefortino alla Casa Roscia, una delle famiglie consolari inviate nel Piceno ai tempi di Pompeo. Anche la storia del castello di Vetice potrebbe essere legata a questa famiglia, e il toponimo "Colle della Roscia" potrebbe esserne un riferimento.
Vetice si trovava lungo la via di montagna che collegava l'Adriatico a Roma. La vecchia strada doveva risalire attraverso le asperità di M. Pizzo, fino all'Eremo di San Leonardo, per poi scendere lungo il fiume e costeggiarlo fino a Capotenna, e infine valicare l'Appennino all'altezza di passo Cattivo. La gola dell'Infernaccio rimase inaccessibile dall'attuale strada di Rubbiano fino al 1820.


Nei dintorni di Vetice sgorgano innumerevoli sorgenti d'acqua, molte delle quali rivestono particolare importanza storica in quanto da sempre utilizzate dagli allevatori del luogo: