Via Mariano Stabile

Via Mariano Stabile
La Chiesa anglicana posta all'incrocio tra Via Roma e Via Mariano Stabile
Altri nomiStradone dei Capacioti
Nomi precedentiStradone di Ventimiglia
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Città Palermo
QuartiereUnità di primo livello
Informazioni generali
Tipostrada urbana
Collegamenti
Luoghi d'interesse
Mappa

Via Mariano Stabile, anticamente chiamata Stradone di Ventimiglia o Stradone dei Capacioti, è un importante asse viario della città di Palermo. Collega la zona del porto di Palermo a Piazza San Francesco di Paola, incrociandosi con due assi cittadini fondamentali, ovvero Via Roma e Via Ruggero Settimo.

L'incrocio tra Via Mariano Stabile e Via Ruggero Settimo è denominato Piazza Regalmici, ma è più noto come Quattro Canti di Campagna, contrapposti ai più maestosi Quattro Canti di città posti nella parte più antica della stessa direttrice.

Storia

L'apertura della strada si deve al pretore di Palermo Antonio La Grua e Talamanca, marchese di Regalmici, a fine XVIII secolo. In quegli anni, infatti, fu affidata all’architetto del Senato di Palermo Nicolò Palma la commissione per la realizzazione di due strade.

La prima doveva collegare Porta Maqueda all'allora Piano di Sant'Oliva (oggi conosciuta come Via Ruggero Settimo), mentre la seconda avrebbe unito il Piano di San Francesco di Paola al mare (l’attuale Via Mariano Stabile). All’epoca entrambe le strade attraversavano terreni ancora in gran parte rurali.

Nella seconda metà del XIX secolo la strada venne intitolata al protagonista della Rivoluzione siciliana del 1848, nonché Sindaco di Palermo, Mariano Stabile, morto nel 1863.

Nel 1877, ad incrocio tra Via Roma e Via Mariano Stabile, avviò la sua attività il Grand Hotel et des Palmes, uno dei più prestigiosi alberghi della città.

Luoghi d'interesse

Note

  1. 1 2 Piazza Regalmici, su palermoviva.it. URL consultato il 27 marzo 2026.
  2. ↑ Se quelle stanze potessero parlare: i misteri nel "Grand Hotel delle Palme" di Palermo, su balarm.it. URL consultato il 27 marzo 2026.

Bibliografia

Voci correlate

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