Via dei Riari

Via dei Riari nel 2018

Via dei Riari è una strada di Roma, situata nel rione Trastevere, alle pendici del Gianicolo. Collega via della Lungara con via della Penitenza e costeggia parte del complesso di Palazzo Corsini e dell'Orto botanico di Roma.

Storia

Originariamente la strada era un vicolo cieco; secondo le ricostruzioni storico-toponomastiche locali, il passaggio venne aperto nel 1581, mettendo in comunicazione la zona della Lungara con le pendici del Gianicolo.

La denominazione deriva dalla famiglia Riario, proprietaria del palazzo e dei terreni situati nell'area. La più antica attestazione nota dei possedimenti della famiglia nella zona risale al 1492, quando il cardinale Raffaele Riario acquistò una vigna presso la Lungara. Il palazzo cinquecentesco dei Riario fu successivamente inglobato nell'edificio fatto ampliare dai Corsini su progetto di Ferdinando Fuga, dopo l'acquisto del complesso nel 1736.

Tra il 1659 e il 1689 il palazzo fu la residenza romana di Cristina di Svezia. La presenza della sovrana e della sua corte avrebbe fatto nascere, secondo una tradizione locale, la variante popolare via dei Reali, rimasta in uso fino ai primi decenni del XIX secolo.

La strada compare nella documentazione catastale del Rione XIII Trastevere conservata dall'Archivio di Stato di Roma, nella quale sono registrati numerosi edifici e accessi lungo il suo tracciato tra il XIX e il XX secolo.

Ritrovamenti archeologici

Nel maggio del 1900, durante la riparazione di una fognatura all'angolo tra via dei Riari e via della Penitenza, fu rinvenuta una stele funeraria romana in marmo, precedentemente riutilizzata come copertura della conduttura. L'iscrizione ricordava una bambina di nome Isias, morta all'età di quattro anni, alla quale il padre Lucio Furio Ermes aveva dedicato il monumento.

Edifici e luoghi d'interesse

Palazzo Corsini e l'Orto botanico

Il complesso di Palazzo Corsini, sorto sulla precedente residenza dei Riario, occupa l'isolato delimitato da via della Lungara, via Corsini e via dei Riari. La parte del giardino che risale verso il Gianicolo ospita dal XIX secolo l'Orto botanico di Roma, appartenente alla Sapienza Università di Roma.

Nell'area dell'Orto botanico adiacente a via dei Riari è stato realizzato un giardino dei semplici, dedicato alle specie vegetali tradizionalmente impiegate per le loro proprietà medicinali.

Studi d'artista

A partire dagli anni sessanta del XX secolo, alcuni locali situati al numero 48, ricavati sopra un'autorimessa sorta nell'area delle antiche scuderie di Palazzo Corsini, furono trasformati in studi d'artista. Vi lavorarono, tra gli altri, Carlo Quattrucci, Riccardo Tommasi Ferroni, Alessandro Kokocinski e il poeta e pittore spagnolo Rafael Alberti. Gli studi divennero anche un luogo d'incontro per artisti, scrittori e personalità della cultura attive a Roma negli anni sessanta e settanta. L'ambiente culturale formatosi intorno agli studi fu ricordato anche da Franco Simongini nel romanzo La torre dell'orologio.

Note

  1. ↑ Claudio Rendina e Donatella Paradisi, Le strade di Roma, Roma, Newton Compton, 2004, ISBN 88-541-0208-3.
  2. ↑ Emanuela Maisto, Via dei Riari (PDF), in Urlo – La scena di Roma Sud, n. 148. URL consultato il 17 ottobre 2026.
  3. 1 2 Disegni inediti di Palazzo Riario (poi Corsini) alla Lungara (PDF), in Studi Romani, XLV, n. 3-4, 1997, pp. 301-313. URL consultato il 17 ottobre 2026.
  4. ↑ Emanuela Maisto, Via dei Riari (PDF), in Urlo – La scena di Roma Sud, n. 148. URL consultato il 17 ottobre 2026.
  5. ↑ Catasto urbano di Roma (1875-1961). Ricerche ordinate per toponimo (PDF), su archiviodistatoroma.cultura.gov.it, Archivio di Stato di Roma. URL consultato il 17 ottobre 2026.
  6. ↑ Giuseppe Gatti, Nuove scoperte nella città e nel suburbio, in Notizie degli scavi di antichità, 1900. URL consultato il 17 ottobre 2026.
  7. ↑ (EN) History, su Orto botanico di Roma, Sapienza Università di Roma. URL consultato il 17 ottobre 2026.
  8. ↑ Gli artisti di via dei Riari, su Archivio Carlo Quattrucci. URL consultato il 17 ottobre 2026.
  9. ↑ Franco Simongini, La torre dell'orologio, Milano, Rizzoli, 1979.

Bibliografia

Voci correlate

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