
Victor Jacobson (Sinferopoli, 1869 – Berna, 1934) è stato un politico e diplomatico russo di origine ebraica, rappresentante dell'Organizzazione sionista mondiale presso la Società delle Nazioni.
Fu noto anche con il nome ebraico di Avigdor Jacobson.
Nacque a Sinferopoli, in Crimea, allora parte dell'Impero russo. Aderì in gioventù al movimento Hovevei Zion e successivamente frequentò gli ambienti degli studenti ebrei russi a Berlino. Entrò nell'Organizzazione sionista nel 1897 e nel suo consiglio generale nel 1899.
Nel 1903 si oppose al progetto di insediamento nell'Africa orientale, sostenendo la centralità della Palestina nel programma sionista.
Nel 1906 assunse la direzione dell'ufficio di Beirut della Anglo-Palestine Company; nel 1908 passò alla filiale di Costantinopoli, registrata come Anglo-Levantine Banking Company. All'attività bancaria affiancò quella di rappresentante diplomatico ufficioso del movimento sionista presso le autorità ottomane.
Durante la prima guerra mondiale diresse l'ufficio sionista di Copenaghen, mantenendo i collegamenti fra le diverse sezioni del movimento. Nel 1918 diffuse un manifesto sulle rivendicazioni ebraiche per il dopoguerra, riguardanti la Palestina e i diritti degli ebrei nella diaspora.
Nel 1921 sostenne, insieme ad Arthur Ruppin, la necessità di una stretta cooperazione fra arabi ed ebrei.
Dal 1925 rappresentò l'Organizzazione sionista a Parigi e presso la Società delle Nazioni a Ginevra. Il suo lavoro consisteva soprattutto nel mantenere rapporti con funzionari, diplomatici e membri della Commissione permanente dei mandati, presentando le posizioni sioniste sulle questioni relative al Mandato britannico della Palestina.
Morì a Berna nel 1934. Le reazioni alla sua morte sottolinearono il ruolo svolto nei rapporti fra il movimento sionista e gli organismi internazionali.
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