Operante a Ravenna sotto Teodorico, è attestato come il primo libraio ed editore del Regno ostrogoto, ed il primo ad utilizzare le lettere iniziali figurate. Realizzò il manoscritto di Orosio conservato alla Biblioteca Laurenziana di Firenze (Plut. 68.1) e una versione della Bibbia di Ulfila in caratteri d'argento oggi nota come Codex Argenteus, conservata alla Biblioteca Universitaria di Uppsala.
Note
↑Grafia utilizzata in Orpheus, vol. 22. Centro di Studi sull'antico e nei testi anglosassoni, Università di Catania, 2011, pag. 157, 159 e 163, e nei testi anglosassoni, cfr. ad es. Richard Hodges, William Bowden, (EN) The sixth century: production, distribution, and demand. Brill, Leida, 1998, pag. 55.
↑Grafia usata in Nicoletta Francovich Onesti, Latino e gotico nell’Italia del VI secolo, in Ipsam Nolam barbari vastaverunt. L’Italia e il Mediterraneo occidentale tra il V secolo e la metà del VI. Atti del Convegno internazionale di studi (Cimitile-Nola-Santa Maria Capua Vetere, 18-19 giugno 2009), a cura di Carlo Ebanista e Marcello Rotili. Tavolaro, Cimitile, 2010, pag. 184, e Nicoletta Francovich Onesti, I nomi degli Ostrogoti, FUP, Firenze, 2007, pag. 20.
↑Secondo Patrick Amory, (EN) People and Identity in Ostrogothic Italy, 489-554. Cambridge University Press, 1997, pag. 438, potrebbe coincidere con un frate laico indicato come Wiliarit che lavorò presso la Chiesa ariana di Sant'Anastasia a Ravenna.