| Villa Basetti | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | Emilia-Romagna |
| Località | Vairo |
| Indirizzo | via Atanasio Soldati |
| Coordinate | 44°24′50″N 10°12′16.3″E |
| Informazioni generali | |
| Condizioni | In uso |
| Costruzione | XIV secolo-1894 |
| Stile | neorinascimentale |
| Realizzazione | |
| Architetto | Filippo Basetti |
| Proprietario | famiglia Sala |
| Committente | famiglia da Vallisnera, famiglia Fattori e famiglia Basetti |
La villa Basetti, nota anche come palazzo Basetti e casa Basetti, è un edificio dalle forme neorinascimentali, situato accanto alla chiesa di San Michele Arcangelo in via Atanasio Soldati a Vairo, frazione di Palanzano, in provincia di Parma.
Il nucleo originario della villa sorse quale casatorre tra il XVI e il XV secolo nei pressi della bastia di Vairo, menzionata per la prima volta in un atto del 1389 e assegnata ufficialmente ad Antonio e Gardino da Vallisnera nel 1409 dal marchese di Ferrara Niccolò III d'Este. Il modesto fabbricato, elevato su due livelli, fu successivamente sopraelevato di un piano, probabilmente nel XV secolo.
Intorno alla metà del XV secolo l'edificio, coi terreni e i fabbricati circostanti, fu alienato dai Vallisneri alla famiglia Fattori, già proprietaria di una bastia a Scurano.
Il 24 marzo 1671 il complesso fu acquistato dalla famiglia Basetti, che, in adiacenza a un antico rustico situato a nord-ovest della casatorre, fece costruire un edificio a pianta trapezoidale, contenente alcuni ambienti di rappresentanza. Pochi anni dopo i Basetti fecero erigere a monte del complesso un ampio fabbricato residenziale su tre livelli, noto come casino e caratterizzato dalla presenza di un'ampia bifora al centro della facciata. Verso la fine del XVII secolo fu edificato, per unire la casatorre e l'ala di rappresentanza, un corpo di fabbrica su tre livelli.
Nel 1852 Atanasio Basetti fece uniformare la corte, delimitata a nord dagli edifici principali a L e a sud da un fabbricato destinato a stalla e fienile, che due anni dopo fece ampliare; nel 1855 fece realizzare uno scalone esterno di fronte alla facciata principale, mentre nel 1863 fece modificare il portale d'ingresso sulla corte e nel 1864 fece innalzare accanto alle stalle la torre colombaia.
A partire dal 1878, per volere di Filippo e Gian Lorenzo Basetti, la villa fu in gran parte trasformata in stile neorinascimentale, su disegno di Filippo. L'ala nord-ovest fu ampliata con la costruzione di un torrione all'estremità e di un fabbricato di collegamento su due livelli, mentre la facciata principale fu modificata con la realizzazione di un nuovo paramento murario e l'apertura di un'ampia bifora, uguale a quella al centro del casino; gli interni furono arricchiti con decorazioni di gusto neomedievale. Nel 1894 fu infine sopraelevato di un piano il corpo a nord-est di collegamento tra la torre ovest e il fabbricato di rappresentanza.

Agli inizi del XX secolo i fabbricati rustici che si ergevano davanti alla facciata furono demoliti, mentre dopo la prima guerra mondiale furono abbattute le scuderie.
Nel 1962, dopo la morte di Pietro Basetti, ultimo erede maschio della casata, la proprietà passò, per via femminile, alla famiglia Sala.
Nel 1972 un violento nubifragio provocò il crollo di gran parte del casino, che fu parzialmente ricostruito e adibito al piano terra ad autorimessa. Nel 1977 furono demoliti i fabbricati rustici a nord-ovest della villa, ampliando e risistemando il giardino.
Il giardino si sviluppa su un impianto irregolare, lungo lo scosceso versante immediatamente a monte della chiesa di San Michele Arcangelo; la villa sorge nella porzione inferiore, a nord di una piccola corte delimitata a sud da fabbricati di servizio, mentre a quota maggiore si trovano i rustici sorti accanto alla bastia e, ancora più in alto, l'edificio superstite dell'antico casino.

La villa si articola su una pianta a L, con accesso a nord-est.
L'asimmetrica facciata, rivestita interamente in pietra come il resto dell'edificio, è costituita da due corpi situati a diverse quote. L'ala sud-est mantiene le caratteristiche della casatorre medievale, accessibile attraverso un semplice portone affiancato sulla sinistra da una sottile feritoia diagonale e sulla destra, nel fabbricato di collegamento aggiunto nel XVIII secolo, da un finestrone ad arco ribassato. A nord si eleva invece l'avancorpo seicentesco contenente i locali di rappresentanza, modificato in stile neorinascimentale verso la fine del XIX secolo; alla base vi si apre in posizione decentrata il portale d'ingresso ad arco a sesto acuto, delimitato da una cornice in arenaria e ornato in chiave di volta con lo stemma dei Basetti e la data 1671; al primo piano sulla destra si apre una bifora neogotica con colonnina centrale, mentre al livello superiore si trovano tre finestre ad arco a tutto sesto incorniciate in conci di pietra.
Il lungo lato nord-ovest, rettificato verso la fine del XIX secolo, è delimitato alle estremità da due corpi di fabbrica più alti; il prospetto presenta caratteristiche analoghe alla porzione neorinascimentale della facciata. Il torrione occidentale, elevato su un basamento a scarpa, è illuminato al primo piano sulle tre fronti libere da ampie bifore neogotiche.
Sul retro si trova la corte, delimitata a nord-ovest e a nord-est dalla villa, che vi si apre attraverso un portale ornato con l'iscrizione "Dr. Atanagio Basetti 1863".
All'interno del corpo di rappresentanza si accede dal portale d'ingresso principale all'androne, coperto da un soffitto a volte e ornato con tre ovali ottocenteschi raffiguranti Atanasio Basetti, Paolo Basetti e Giannina Basetti. Sulla sinistra si scende a due strette e lunghe sale voltate a botte, situate all'interno dell'ala tardo-seicentesca; uno dei due ambienti, originariamente destinato a sala da pranzo, è ornato sulle pareti e sulle volte con dipinti neogotici realizzati da Filippo Basetti ed è illuminato da due finestroni ad arco ribassato aperti sui lati corti contrapposti. In adiacenza si apre, all'interno dell'antica casatorre, l'ampia cucina, scandita in due campate da due colonne doriche in arenaria a sostegno delle volte di copertura; la stanza è dominata da un grande camino, preceduto da una panchina in pietra. Al piano interrato si trova la cantina, suddivisa in due campate da due massicci pilastri su cui si impostano le volte a crociera.
Sull'androne si affaccia anche lo scalone monumentale, da cui si accede al primo piano all'ampio e alto salone di rappresentanza, coperto da un soffitto a travi lignee sorrette da mensole. Le pareti sono decorate sulla sommità con un fregio, dipinto da Filippo Basetti con le raffigurazioni degli stemmi delle città italiane; su un lato è collocato un camino monumentale in pietra scolpito nel XVII secolo, ornato con uno stemma dei Basetti ad altorilievo e affrescato sulla cappa con la raffigurazione di Diana su un cocchio tirato da cervi, realizzata dal Basetti su modello di quella eseguita dal Correggio nella Camera della Badessa del monastero di San Paolo di Parma. L'ambiente è inoltre arricchito da antichi arredi, da varie tele rappresentanti alcuni membri della casata e da un disegno a matita realizzato da Francesco Scaramuzza nel 1839.
Accanto al salone si trova ad angolo una sala chiusa superiormente da un soffitto a volta, originariamente destinata forse a cancelleria; l'ambiente si apre sulla facciata attraverso un'ampia bifora. In adiacenza sono collocati altri ambienti di rappresentanza arricchiti da antichi arredi, mentre nell'ala sud-est si accede, scendendo alcuni gradini, a una camera e a una grande sala, coperta da un soffitto a travi lignee e illuminata da quattro finestre; altre stanze da letto si affacciano sul lungo corridoio dell'ala nord-ovest.
Al livello superiore si trovano numerosi ambienti più bassi, chiusi superiormente da solai piani a travetti lignei. Una sala, adibita a biblioteca, conserva un ritratto di Gian Lorenzo Basetti realizzato nel 1942 da Latino Barilli. In un'altra stanza è ospitata una collezione di cimeli garibaldini, comprendenti una serie di lettere inviate dall'eroe dei due mondi a Gian Lorenzo Basetti tra il 1877 e il 1878, alcune uniformi da ufficiali garibaldini, fotografie e vari oggetti.
Il complesso è accessibile attraverso due ingressi posti lungo il muro di cinta su via Atanasio Soldati; quello principale, davanti alla villa, è protetto da un portale ad arco a tutto sesto, a destra del quale è incastonata una formella settecentesca in marmo di Carrara, ornata con la raffigurazione ad altorilievo dell'Estasi di san Francesco tra i santi Antonio da Padova e Francesco Ferreri. Nella muratura sono inoltre collocati alcuni capitelli erratici medievali e, all'interno di una nicchia, una statuetta ritraente Sant'Antonio abate.
Davanti alla villa si trova il giardino inferiore, ampliato agli inizi del XX secolo demolendo alcuni fabbricati rustici posti di fronte alla facciata. Nella muratura è incastonata una vasca erratica scolpita tra il XIV e il XV secolo con due mascheroni.
Sul retro della villa, sul lato sud-est della corte si ergono le antiche e basse stalle, modificate nel 1852 regolarizzandone il prospetto; per via della pendenza del terreno, i fabbricati si aprono sulla fronte opposta di valle, più alta.
A poca distanza a sud-ovest si eleva su quattro livelli la torre colombaia ottocentesca. Il piano terreno, accessibile attraverso un portale a sud-est, è costituito dall'antico essiccatoio per le castagne; al di sopra si trova un mezzanino, aperto direttamente sulla corte a nord-ovest e sormontato dalla stanza del primo piano, collegata all'esterno con una scala retraibile; risulta raggiungibile allo stesso modo anche il livello superiore, da cui, attraverso una scala a pioli, si accede alla piccionaia, illuminata da piccole aperture delimitate da cornici in arenaria.
A monte della villa, salendo una scala a destra della facciata e attraversando un portale ad arco a tutto sesto, unico superstite degli edifici rustici abbattuti nel 1977, si raggiunge il giardino superiore.
A ovest si erge un fabbricato rustico a pianta irregolare, eretto in adiacenza all'antica bastia di Vairo, di cui conserva alcuni sporadici resti nelle murature.
Più a monte si eleva un edificio, superstite del crollo nel 1972 del casino, di cui sopravvivono solo la porzione nord-est e il piano terreno dell'ala principale sud-ovest; quest'ultima, sopraelevata di un piano dopo la distruzione, è adibita ad autorimessa al livello inferiore.