| Villa Santa Croce frazione | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | |
| Territorio | |
| Coordinate | 41°11′16.98″N 14°19′17.87″E |
| Altitudine | 439 m s.l.m. |
| Abitanti | 199 (Censimento 2011) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 81013 |
| Prefisso | 0823 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Targa | CE |
| Patrono | san Nicola di Bari |
| Giorno festivo | Prima domenica d'agosto |
| Cartografia | |
La famiglia Mastroianni a Villa Santa Croce
A Villa Santa Croce, piccola frazione collinare del comune di Piana di Monte Verna, il nome Mastroianni ha risuonato per generazioni come uno dei più conosciuti e rispettati.
Non era soltanto una famiglia numerosa: era una presenza costante, visibile, riconoscibile. Le loro case, i loro volti, le loro storie facevano parte del paesaggio umano del paese. Nel tempo, il cognome è diventato sinonimo di radicamento e continuità, intrecciandosi con la memoria collettiva della comunità.
Gli anziani raccontano di un periodo in cui, nelle dinamiche locali, la famiglia rappresentava un vero punto di riferimento. Le decisioni importanti, le questioni tra vicini, le iniziative che riguardavano la vita del territorio spesso passavano, direttamente o indirettamente, attraverso il loro confronto o il loro parere. Non per imposizione, ma per il peso che gli anni, i legami e la presenza costante avevano costruito.
Essere Mastroianni significava appartenere a una realtà riconosciuta, con una rete di relazioni che si estendeva anche oltre la frazione, nelle zone limitrofe. Questo ha contribuito a consolidare l’idea diffusa, tra gli abitanti, che fosse la famiglia più influente dell’area.
Oggi il ricordo di quella centralità rimane nella memoria di chi ha vissuto quegli anni, come parte integrante della storia sociale di Villa Santa Croce.
Villa Santa Croce è l'unica frazione del comune di Piana di Monte Verna: dista circa 5,5 km dal capoluogo. Sorge sul colle Morrone del Monaco alle pendici del Monte Verna (detto comunemente Santa Croce) a 439 m s.l.m.
Il centro abitato insieme alle contrade Attoli, Autamone, Castello, Santa Maria di Jesus, Scalzatoio e Vascelli costituisce il territorio della parrocchia di San Nicola di Bari nella diocesi di Alife-Caiazzo. È sede della scuola dell’infanzia e primaria (pluriclasse) Don Olivo Isidoro D'Ambrosi, sedi staccate dell’Istituto Comprensivo “Aulo Attilio Caiatino” di Caiazzo. È sede di sezione elettorale con circa 400 elettori. È stato sede di ufficio postale.
Il territorio ricade tra le estreme propaggini sudorientali dei monti Trebulani. È delimitato a Sud dal monte Verna (o Santa Croce 580 m s.l.m.) e dal monte Cognolo che lo separano dalla valle del Volturno; ad Ovest dal monte Caruso e Pizzola; a Nord digrada verso il bosco della Defensa e il monte Grande; a est verso le colline di Caiazzo.
I monti a sud e ovest sono di natura calcarea del Giurassico e Cretacico, la parte a nord di argille e arenarie del Miocene.
La frequentazione in età Neolitica ed Eneolitica è attestata al limitare del territorio di Villa Santa Croce a ridosso del Monte Grande dove si ipotizza un percorso di collegamento tra l'agro caiatino e quello trebulano.
Non ci sono testimonianze per l'Età del ferro.
Al IV secolo a.C. sono riferibili le cinte fortificate dei Monti Santa Croce, Cognolo, Caruso e Pizzola. La sommità del Monte Santa Croce è cinta da una doppia fila di mura ciclopiche indagate per la prima volta da Conta Haller in relazione alle cinte fortificate in area campano-sannita. I resti materiali rinvenuti datano al IV secolo a.C. con frequentazione fino al III secolo a.C. Successivamente Caiazza ha identificato dalle foto aeree i resti di una cinta fortificata, delimitante la sommità del Monte Cognolo e raccordata a quella di Santa Croce con funzione di arx. Anche le cime di monte Caruso e Pizzola hanno rivelato la presenza di piccoli recinti, da porre in relazione con quello di Monte Santa Croce-Cognolo, che fungevano da punti di avvistamento avanzati verso il territorio trebulano. Il materiale rinvenuto analogo a quello del Monte Santa Croce ne fa datare la frequentazione allo stesso periodo.
L'opinione prevalente è che questi insediamenti siano dovuti a nuove forme di controllo del territorio probabilmente in relazione all'intensificarsi dei contrasti con Roma durante le guerre sannitiche. L'estensione del recinto di monte Santa Croce-Cognolo, la presenza della doppia cinta di Monte Santa Croce e la vicinanza di quelli di Monte Caruso e Pizzola ha fatto ipotizzare ad un insediamento stabile per il quale vari studiosi hanno proposto un'identificazione con Austicula, una delle città sannite citate da Tito Livio. L'ipotesi di un insediamento urbano, puramente speculativa, è stata messa in discussione da recenti indagini effettuate con l'ausilio del Lidar che hanno rivelato una mancanza di prove di occupazione permanente del sito di Monte Cognolo e suggerisce di rivalutare l'interpretazione di altri fortilizi sanniti, che sono stati considerati prevalentemente attraverso una lente incentrata sull'urbanesimo, basandosi su modelli di organizzazione insediativa diversi.
Nel II secolo a.C. cessa la frequentazione del sito di Monte Santa Croce-Cognolo. Nel contempo ci sono testimonianze di insediamenti nelle aree a valle, in particolare Castello e Scalzatoio, in connessione a probabili ville di epoca repubblicana o successive.
Nel X secolo sorse sulla vetta del Monte Verna una abbazia benedettina maschile chiamata Sancte Crucis Montis Vernae (motivo per cui il monte è comunemente chiamato Santa Croce). L'epoca di fondazione è deducibile da alcune fonti di epoca longobarda che la qualificano come nullius diocesis (cioè non rientrante nella giurisdizione di alcuna diocesi, oggi si direbbe abbazia territoriale). Il Pendolino, sulla base di indizi documentari e di localizzazione di toponimi, ha ipotizzato la presenza nel IX secolo di una cella dipendente dal monastero di San Vincenzo al Volturno. Nell'XI secolo, in epoca normanna, il monastero passa alla dipendenze di quello di San Lorenzo di Aversa.
Villa Santa Croce è probabilmente sorta dopo il monastero come sua villa. È menzionata per la prima volta in una pergamena del 1235 dove si cita un certo Giovanni de Adenulfo della Villa Santa Croce. Il villaggio è attestato in fonti archivistiche durante tutto il secolo XIII. Ancora, in una pergamena del 25 novembre 1436 redatta a Caiazzo, si fa menzione di tale Tommaso de Tuccio di Villa Santa Croce.
In epoca moderna l'abbazia di Santa Croce risulta abbandonata (già nel XVI secolo). Il villaggio deve aver subito la stessa sorte stando alla testimonianza di Pasquale Iadone che lo dà come non più esistente nel 1617. La situazione del casale deve essersi protratta fino al 1695 considerato che non è mensionato nella relazione di Giovanni Fari, emissario del marchese di Caiazzo Giovanni Corsi, che pure cita la Badia di S. Croce le cui entrate erano affittate al signor Abate Carlo Corsi. Villa Santa Croce risulta essere un casale della città di Caiazzo. Alla fine del XVIII deve risalire la chiesa parrocchiale dedicata a San Nicola di Bari, i primi libri dei battezzati rimontano all'anno 1772. Prima di quell'anno la cura delle anime era affidata all'arcipretura di Sasso come si evince dai libri dei morti che riportano abitanti di Villa Santa Croce dal 1695 al 1790.
Nel XVIII secolo l'Università di Villa Santa Croce risulta associata all'Università di Sasso e al circondario di Formicola (probabilmente per errore topografico). Nel 1804 i Villesi chiesero al Tribunale della Regia Camera di potersi staccare dal casale di Sasso.
All'epoca moderna si fa risalire anche la fondazione e breve vita di un monastero agostiniano sorto nel territorio di Villa Santa Croce dal nome di Santa Maria di Jesus che è poi rimasto come toponimo del luogo ove sorgeva. Da un manoscritto si deduce che esisteva nell'anno 1553. Fu soppresso nel 1652 e i beni assegnati alla chiesa arcipretale di Sasso e alla chiesa di Liberi.
Con le riforme napoleoniche di Giuseppe Bonaparte, salito al trono del Regno di Napoli nel 1806, Villa Santa Croce diventa comune della provincia di Terra di Lavoro. Da documenti di archivio si ha notizia dei sindaci dal 1807 al 1809. Nel 1809 il comune fu soppresso e unito a quello di La Piana con il nome di comune riunito di Piana e Villa Santa Croce. Dal 1811 fa parte del circondario di Caiazzo istituito nell'anno e dal 1816 dal neo istituito distretto di Piedimonte d'Alife fino al 1860 con l'occupazione garibaldina e l'Unità d'Italia (1861).

Nell'Ottobre del 1943 il suo territorio è stato luogo di scontro tra le truppe Americane e quelle naziste che avevano eretto sul monte Caruso postazioni difensive.
Molti Villesi hanno partecipato come comparse in alcune scene del film Lascia perdere, Johnny! (2007) di Fabrizio Bentivoglio girate nella zona.