Vito Marcantonio

Vito Marcantonio
Vito Marcantonio nel 1949

Membro della Camera dei Rappresentanti - New York, distretto n.18
Durata mandato3 gennaio 1945 - 3 gennaio 1951
PredecessoreMartin J. Kennedy
SuccessoreJames G. Donovan

Membro della Camera dei Rappresentanti - New York, distretto n.20
Durata mandato3 gennaio 1935 - 3 gennaio 1937
3 gennaio 1939 - 3 gennaio 1945
PredecessoreJames J. Lanzetta
SuccessoreSol Bloom

Dati generali
Partito politicoRepubblicano, Partito Laburista Americano

Vito Marcantonio (New York, 10 dicembre 1902 – New York, 9 agosto 1954) è stato un politico e avvocato italoamericano.

Biografia

Di famiglia originaria di Picerno, in Basilicata, si laurea in legge alla New York University. Eletto al Congresso nel 1934, ha rappresentato i cittadini di East Harlem per 14 anni, fino al 1950.

A quei tempi, il quartiere newyorchese era chiamata Italian Harlem essendo la presenza italiana nel quartiere preponderante. Marcantonio è nato e ha vissuto quasi tutta la vita nel quartiere, a cui era intimamente legato e nel quale era attivo come organizzatore e come insegnante nelle classi di naturalizzazione offerte dalla Haarlem House.

Quando nel 1922 Fiorello La Guardia decise di candidarsi alla Camera dei Rappresentanti come candidato di East Harlem, scelse lui come aiutante per la campagna elettorale. Quando poi Fiorello La Guardia decise di dimettersi da deputato per candidarsi a sindaco della città di New York e Marcantonio lo sostituì come deputato.

Eletto al Congresso prima nelle file del Partito Repubblicano e poi in quelle del Partito Laburista Americano (American Labor Party), come deputato radicale ha lottato per i diritti civili e per i diritti dei lavoratori, dei poveri e di tutti gli esclusi. È stato un paladino della causa degli italoamericani e ha sostenuto l'indipendenza di Porto Rico (tra l'altro difendendo, come avvocato, il leader nazionalista portoricano Pedro Albizu Campos).

Nel 1949 si candidò come sindaco di New York per i laburisti, ma ottenne solo il 13.8% dei voti e fu sopravanzato sia dal candidato dei Repubblicani sia da quello dei Democratici, William O'Dwyer, vincitore delle elezioni. L'anno seguente cercò la riconferma nel seggio alla Camera, ma anche in questo caso fu sconfitto da un esponente democratico, James G. Donovan, che, in quest'occasione, godeva anche dell'appoggio dei Repubblicani (Marcantonio ottenne il 42.2% delle preferenze contro il 57.8% di Donovan). L'italoamericano subì una campagna mediatica particolarmente ostile perché era stato l'unico deputato statunitense a votare contro l'intervento degli USA nella guerra di Corea.

Terminata così la sua carriera politica, continuò a praticare la sua professione di avvocato che gli aveva permesso in larga parte di finanziare le sue campagne elettorali.

La scuola intitolata a Vito Marcantonio, ad Harlem

Note

  1. ↑ Nicolás Kanellos, Francisco A. Lomelí, Claudio Esteva Fabregat e Felix M. Padilla, Handbook of Hispanic Cultures in the United States, Arte Publico Press, 1994, p. 114.

Bibliografia

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