Vittorio De Feo

Vittorio De Feo (Napoli, 7 luglio 1928 – Roma, 16 dicembre 2002) è stato un architetto italiano.

Biografia

Consegue la laurea in architettura nel 1955 e dal 1956 insegna a Roma, diventando poi professore incaricato di composizione architettonica allo IUAV di Venezia e successivamente insegna la stessa materia a La Sapienza e alla Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Tor Vergata di cui è anche uno dei fondatori.

Accanto al lavoro progettuale ha diretto e coordinato numerose ricerche finanziata da M.P.I. e dal C.N.R. su temi di composizione architettonica e storia dell'architettura ed è stato accademico nazionale di San Luca. I suoi progetti e le opere sono stati pubblicati da riviste internazionali e compaiono su testi di storia dell'architettura. Sempre presente nel dibattito architettonico nazionale e internazionale come testimoniano gli scritti, le conferenze e la presenza in mostre allestite dalla Biennale di Venezia e dalla Triennale di Milano.

Fu uno degli architetti che i critici Francesco Dal Co e Mario Manieri Elia definirono come la generazione dell'incertezza: un incontro tra la continuità dei maestri del dopoguerra e la rottura del loro linguaggio.

A partire dalla metà degli anni cinquanta ha portato a termine realizzazioni e ha elaborato progetti quali:

È stato consulente della Soprintendenza ai beni ambientali e architettonici di Venezia per la redazione del progetto di nuova sistemazione e ampliamento delle Gallerie dell'Accademia di Venezia, fino al 2002. Attivo anche nella ricerca, a lui si devono studi sull'architettura sovietica, sulle opere di Robert Venturi e in genere sul Barocco. De Feo fece circolare tra propri amici una serie di opere, pari a racconti brevi, che trattavano di gialli di architettura, con pochi disegni e con un testo ironico.

Il materiale d'archivio del suo studio è stato sottoposto dalla Soprintendenza Archivistica di Roma alla disciplina di vincolo prevista dall'art. 38 del DPR 30/9/63, n.1409, in quanto “di estrema importanza per la storia nazionale e internazionale dell'architettura” ed è conservato presso il MAXXI di Roma.

L'archivio donato al MAXXI

Per volontà stessa dell'architetto e della famiglia il suo archivio è stato donato al museo MAXXI di Roma. Consiste in 2917 elaborati grafici; 30 blocchi di appunti; 103 faldoni fascicoli di corrispondenza, allegati ai progetti e materiali di studio; ca. 4000 tra fotografie e diapositive; 20 modelli che vanno dal 1949 al 1999 e 1700 volumi. Tra i progetti più importanti si trovano quelli dell'Ambasciata Italiana a Berlino, la cancelleria Italiana a Washington, la chiesa dei Santi Cirillo e Metodio ad Acilia, la sede dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, la conversione del convento di Santa Marta a Venezia e la cappella universitaria San Tommaso d'Aquino a Tor Vergata.

Opere principali

Note

  1. ↑ Cesare de Seta, L'architettura del Novecento, Torino, UTET, 1981
  2. ↑ F. Dal Co e M. Manieri Elia. La génération de l'incertitude, in "L'architecture d'aujourd'hui" n. 181, settembre- ottobre 1975

Bibliografia

Collegamenti esterni

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