
Un voltapagine o girapagine è una persona che ha il compito di girare le pagine degli spartiti musicali di un solista, spesso un pianista. Di fondamentale importanza per permettere a un musicista di poter usare lo strumento con entrambe le mani e senza suonare a memoria, oggi vengono usati anche macchinari o software in grado di eseguire lo stesso compito.
Durante i concerti di musica da camera, mentre alcuni brani musicali sono disposti sullo spartito in maniera che finiscano sulla pagina dispari in basso a destra o in modo tale che il musicista possa utilizzare una mano per girare le pagine, il voltapagine è spesso necessario sul palcoscenico per i aiutare musicisti che suonano musica da camera o pezzi complessi e preferiscono non suonare a memoria. Il voltapagine deve seguire la musica ed essere in grado di capire i segnali del musicista (spesso non visibili dal pubblico) per sapere quando voltare esattamente la pagina, in modo rapido e discreto, cercando di essere, il meno invadente possibile. Alcune volte, il voltapagine siede direttamente accanto al musicista con cui è impegnato. Inoltre, egli deve anche avere l'iniziativa di agire tempestivamente in caso di imprevisti, come nel caso di cadute di pagine dalla partitura.
Per il pianista Bruno Canino, la figura professionale del voltapagine:
Chrles Ives, nel manoscritto della sua Sonata n. 2 per violino e pianoforte, indicò l'intervento del voltapagine. Nell'ultima pagina del secondo movimento un secondo esecutore (il voltapagine) deve imitare una parte di grancassa sulle cinque note più basse del pianoforte. La compositrice statunitense Pauline Oliveros (1932–2016) scrisse il Trio for Flute, Piano, and Page Turner (1961) per due esecutori, con le istruzioni per un terzo esecutore (il voltapagine) che deve intervenire anche a preparare il pianoforte.
Il chirurgo tedesco Theodor Billroth, amico di Johannes Brahms, fu per diverse volte il suo voltapagine di fiducia.

Esistono anche modelli di voltapagine meccanici, i cui primi prototipi risalgono al XIX secolo, spesso azionati tramite pedali: è documentato che Charles Hallé inventò un girapagine automatico. Nel 1923 la pianista Luigia Cellesi brevettò un congegno meccanico denominato "voltapagine automatico" a uso dei musicisti. Uno dei primi voltapagina elettrico, a pedale e wireless venne inventato nel 2009. I moderni dispositivi girapagina emulano il tocco di un dito sullo schermo touch di un tablet utilizzando pedali meccanici collegati in modalità wireless al dispositivo.
L'uso di pedali per girare pagina è disponibile anche per computer e altri dispositivi, così come applicazioni capaci di intendere un segnale del suonatore per permettergli il proseguimento della lettura dello spartito, attraverso il rilevamento del suo battito di ciglia. Nel 2020, l'Università di Malta ha iniziato a sviluppare un software per permettere ai musicisti di tenere traccia del loro movimento degli occhir e poter cambiare pagina in base alla posizione dello sguardo.
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