| Western Culture album in studio | |
|---|---|
| Artista | Henry Cow |
| Pubblicazione | 1979 |
| Durata | 36:27 |
| Genere | Avant-progressive rock |
| Etichetta | Broadcast (Regno Unito) |
| Produttore | Henry Cow, Etienne Conod |
| Registrazione | Sunrise Studios, Kirchberg, Svizzera – gennaio 1978 luglio-agosto 1978 |
| Henry Cow - cronologia | |
Album successivo
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Western Culture è il quinto e ultimo album del gruppo musicale britannico Henry Cow, pubblicato nel 1979 dopo il loro scioglimento.
Nel 1977 gli Henry Cow si sganciarono definitivamente dalla Virgin Records – con cui avevano pubblicato i loro primi quattro album – e più in generale interruppero ogni rapporto con l'industria discografica in segno di presa di distanza dal capitalismo, optando per l'autofinanziamento tramite dischi interamente autoprodotti e, ovviamente, i concerti.
Nello stesso periodo all'interno del gruppo sorsero divergenze in merito alla linea artistica da seguire: da una parte Chris Cutler, Fred Frith e Dagmar Krause orientati verso la forma canzone, dall'altra Tim Hodgkinson e Lindsay Cooper più interessati alla sperimentazione strumentale. Nello spirito collegiale da sempre tipico della formazione, si decise di portare avanti due progetti paralleli e distinti ma con il contributo di tutti a entrambi.
Nel gennaio 1978 perciò i cinque, presso i Sunrise Studios di Kirchberg, registrarono alcune canzoni che divennero il nucleo principale dell'album Hopes and Fears, poi completato a Londra in marzo e pubblicato a nome Art Bears (Cutler, Frith e Krause, con gli altri in veste di ospiti); a questo periodo risale anche la registrazione del brano strumentale 1/2 the Sky, composto da Cooper e Hodgkinson.
Terminate le suddette registrazioni, Dagmar Krause si prese una pausa di alcuni mesi, poiché fisicamente e psicologicamente debilitata; al suo rientro gli Henry Cow tennero una serie di concerti, l'ultimo in assoluto dei quali in piazza del Duomo a Milano il 25 luglio 1978, dopodiché Frith, Hodgkinson, Cutler e Cooper tornarono a Kirchberg per registrare altri sei brani strumentali che, insieme al già citato 1/2 the Sky, andarono a formare l'album Western Culture. Assieme ai quattro, erano presenti in studio la bassista/violoncellista Georgie Born e la trombonista/violinista Annemarie Roelofs, già loro collaboratrici stabili dal vivo e come Lindsay Cooper provenienti dal Feminist Improvising Group (FIG). Un'altra musicista del FIG infine, la pianista di free-jazz svizzera Irène Schweizer, suonò sul brano Gretels Tale.
Subito dopo le sedute di Western Culture, gli Henry Cow dichiararono definitivamente chiusa la loro esperienza, per le già emerse divergenze artistiche e per una situazione economica non più sostenibile; l'album uscì postumo l'anno seguente. Intanto, nel dicembre del 1978, tutti gli ex componenti la band ormai disciolta contribuirono a fondare, assieme ad altri omologhi europei, il collettivo politico-musicale transeuropeo Rock in Opposition, da loro stessi teorizzato in marzo e destinato a restare di fatto attivo fino a tutto il 1979. Nei decenni a venire, ex membri del gruppo sarebbero tornati a collaborare tra loro in varie combinazioni e in più occasioni, sia in studio che dal vivo, senza però mai rispolverare ufficialmente il nome Henry Cow.
Musica di Tim Hodgkinson.
Musica di Lindsay Cooper, eccetto dove indicato.