William Acton (Shillingstone, 1813 – 1875) è stato un medico e saggista inglese. Sostenne la dannosità dell'attività sessuale, verso la metà dell'Ottocento. Fu lui l'artefice del detto riguardante la masturbazione , che secondo lui , conduceva alla cecità[senza fonte]
William Acton era secondogenito di Edward Acton (1785/6–1875), curato della parrocchia locale, e di sua moglie Elizabeth (c. 1788–1817). Aveva due fratelli, John e Henry, e almeno una sorella. Nel 1831 divenne apprendista del farmacista Charles Wheeler al St Bartholomew's Hospital di Londra, poi nel 1836 si recò a Parigi per studiare venereologia sotto la guida di Philippe Ricord e infine nel 1840 tornò in patria, dove aprì uno studio di chirurgia consultiva a Londra. L'anno successivo pubblicò la prima edizione di A Practical Treatise on Diseases of the Urinary and Generative Organs.
Pubblicò articoli e lettere alla stampa sulle malattie veneree nell'esercito e nella marina, sulla prostituzione e sulle nascite fuori dal matrimonio. Fu attivo nella Società per la Soppressione del vizio e sostenne la regolamentazione della prostituzione attraverso leggi atte a prevenire i contagi delle malattie sessualmente trasmissibili. Viene ricordato soprattutto per le opere The functions and disorders of the reproductive orders in youth, in adult age, and in advanced life: considered in their physiological, social, and psychological relations e Prostitution, considered in its moral, social, and healthy aspects, in London and other large cities: with proposals for the mitigation and prevention of its attending evils. Egli era convinto che fosse necessario un rigoroso grado di continenza maschile sia prima che durante il matrimonio per combattere disturbi e disordini di natura sessuale, e che le donne non provassero alcun desiderio sessuale se non per il desiderio di maternità. Queste conclusioni si rivelarono insolitamente realistiche e umane per l'epoca in cui visse Acton.
Acton sposò nel 1852 Sarah Jane Tabberer, figlia di un commerciante, con cui ebbe almeno quattro figli: William John (1853), Emma (1854), Gertrude Jane (1857) e Arthur Henry (1861).
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