| Xantelasma | |
|---|---|
| Specialità | oftalmologia |
| Classificazione e risorse esterne (EN) | |
| ICD-9-CM | 374.51 |
| ICD-10 | H02.6 |
| MedlinePlus | 001447 |
| eMedicine | 1213423 |
Con il termine xantelasma (detto anche xantelasma palpebrale) ci si riferisce a una lesione non infiammatoria con un deposito di colesterolo giallastro, nettamente delimitato sotto la pelle, di solito sopra o intorno alle palpebre. Anche se non risulta né dannosa né dolorosa, questa piccola escrescenza può risultare deturpante e può essere rimossa. Lo xantelasma si ritrova con maggiore facilità in soggetti di origine asiatica e del bacino mediterraneo.
La parola deriva dal greco antico ξανθός?, xanthós ("giallo") e έλασμα, élasma ("piatto") e definisce bene l'aspetto caratteristico di questa placchetta giallastra.
Gli xantelasmi assumono importanza per il loro significato indiziario di sospetto di uno stato di ipercolesterolemia. Sono sostanzialmente formazioni nodulari biancastre o giallastre, in genere in corrispondenza dell'angolo interno delle palpebre superiori (canto interno), derivanti dall'accumulo di esteri della colesterina in alcune grosse cellule schiumose disposte nel derma reticolare delle palpebre superiori e inferiori. Queste cellule sono probabilmente derivanti da macrofagi contenenti appunto lipidi.
L'esatta patogenesi degli xantelasmi non è nota. Gran parte degli studi effettuati riportano un aumento di colesterolo totale o LDL, e una diminuzione di HDL, o entrambe le evenienze negli individui affetti da xantelasmi. Similmente a gran parte degli studi caso-controllo non ha dimostrato alcuna associazione tra gli xantelasmi e la malattia cardiovascolare.
La rimozione degli xantelasmi può avvenire con diverse terapie. Uno dei trattamenti più diffusi consiste nella semplice applicazione sullo xantelasma di acido tricloroacetico. Tuttavia non tutti i pazienti accettano o tollerano l'applicazione topica di una sostanza acida aggressiva in vicinanza del bulbo oculare. Inoltre il trattamento è gravato da alcune possibili complicanze quali la formazione di cicatrici e l'insorgenza di ectropion. Un'altra possibilità è rappresentata dall'intervento chirurgico tradizionale. Ancora è possibile ricorrere alla crioterapia con azoto liquido. Sono inoltre molto diffuse le tecniche di ablazione con elettrobisturi o con l'utilizzo di onde radio o laserterapia.
Il trattamento dello xantelasma rappresenta una difficile sfida terapeutica poiché pressoché tutte le tecniche di intervento sono gravate da un elevato tasso di recidiva.