Yim Soon-rye

Yim Soon-rye nel 2014.

Yim Soon-rye (임순례?; Incheon, 5 dicembre 1960) è una regista, sceneggiatrice e produttrice cinematografica sudcoreana.

È considerata una delle poche autrici di spicco del cinema coreano.

Biografia

Istruzione

Nata nel 1960 a Incheon, Yim Soon-rye si è laureata all'Università di Hanyang nel 1985 con una laurea triennale in letteratura inglese e una laurea magistrale in teatro e cinema. Successivamente ha conseguito il master in studi cinematografici presso l'Università di Parigi 8 nel 1992 con una tesi su Kenji Mizoguchi.

1994–1996: Ujungsanchaeg e Sechinku

Al suo ritorno in Corea nel 1993, ha lavorato come assistente alla regia per Sae sang bakuro di Yeo Kyun-dong. Nel 1994, ha diretto il suo primo cortometraggio Ujungsanchaeg, che ha vinto il Gran Premio e il Premio della Stampa nella prima edizione del Seoul International Short Film Festival.

Il suo debutto cinematografico avvenne con Sechinku (1996), che esplorava la mascolinità e l'emarginazione coreana attraverso le vite di tre giovani uomini che hanno difficoltà ad adattarsi al sistema sociale. Ha vinto il premio NETPAC al 6° Busan International Film Festival.

2001: Waikiki beuladeoseu e Aleumdaun saengjon

Il suo secondo lungometraggio è stato Waikiki beuladeoseu nel 2001, un dramma agrodolce su una band di un night club in difficoltà che vaga da una piccola città all'altra per suonare. È stato il film di apertura della seconda edizione del Festival Internazionale del Cinema di Jeonju . Nonostante gli scarsi incassi, Waikiki beuladeoseu è stato apprezzato dalla critica, con il critico cinematografico Shim Young-seop che ha elogiato l'uso di lunghe riprese da parte di Yim come manifestazione del profondo amore della regista per i suoi personaggi. Nel 2001, Yim ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura durante la 9ª edizione del Chunsa Film Art Awards e quello per la migliore regia alla 21ª edizione dei Korean Association of Film Critics Awards, mentre Waikiki beuladeoseu ha vinto il premio per il miglior film alla 38ª edizione dei Baeksang Arts Awards nel 2002. Grazie al suo ampio e fedele seguito, il film è stato poi adattato nel musical teatrale Go! Waikiki Brothers! nel 2004.

Il film successivo di Yim è stato il documentario Aleumdaun saengjon: yeoseong yeonghwain-i malhaneun yeonghwa (2001), un omaggio sia a pioniere come Park Nam-ok e Hwang Hye-mi, sia a registe contemporanee come Byun Young-joo e Jang Hee-sun. Attraverso immagini e interviste, la telecamera di Yim ha permesso che le registe raccontassero in modo discreto le loro esperienze, le loro lotte e la loro sopravvivenza nell'industria cinematografica coreana, conservatrice, sessista e dominata dagli uomini.

Filmografia

Regista

Note

  1. ↑ Nell'onomastica coreana il cognome precede il nome. "Yim" è il cognome.
  2. ↑ Valentina Vignoli, Yim Soon-rye: la regista combattente, su Pink Magazine Italia, 6 aprile 2023. URL consultato il 19 maggio 2025.
  3. ↑ (EN) Jianne Soriano, Meet Yim Soon-Rye, the Trailblazing Female Director of Korean Cinema, su Tatler Asia, 8 novembre 2021. URL consultato il 19 maggio 2025.
  4. ↑ Yim Soon-rye - Registi, su Florence Korea Film Fest. URL consultato il 19 maggio 2025.
  5. ↑ (EN) Yim Soon-Rye, su gynocine. URL consultato il 19 maggio 2025.
  6. ↑ (EN) Lee Eun-soo, Women's Narratives: A New Wave of Korean Cinema - On the Crest of the Wave, su Koreana. URL consultato il 19 maggio 2005.
  7. ↑ (EN) Kevin Thomas, Festival Makes Strong Case for Cinema From South Korea, su Los Angeles Times, 10 ottobre 2002. URL consultato il 10 ottobre 2014.
  8. ↑ (EN) Jeonju to Host Offbeat Film Fest, su The Chosun Ilbo, 22 aprile 2001. URL consultato il 19 maggio 2025.
  9. ↑ (EN) Kim Hee-Kyeong, Jeonju International Film Festival opens, su The Dong-A Ilbo, 27 aprile 2001.
  10. ↑ (EN) Chun Su-jin, DVD reviews - Elvis never knew a Hawaii this blue, su Korea JoongAng Daily, 5 gennaio 2003.
  11. ↑ (EN) Chun Su-jin, Subtitles, anyone?, su Korea JoongAng Daily, 5 gennaio 2003.
  12. ↑ (EN) Chung Ah-young, Retro Musical Boom Hits Stage, su The Korea Times, 21 gennaio 2009.
  13. ↑ (EN) Keeping the Vision Alive: Women in Korean Filmmaking / Promenade in the Rain, su HKAFF - Hong Kong Asian Film Festival. URL consultato il 19 maggio 2025.

Bibliografia

Collegamenti esterni

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