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Il ZIL-157 (in russo: ЗИЛ-157) è un autocarro militare e civile a tre assi a trazione integrale (6x6) da 2,5 tonnellate, prodotto nell'Unione Sovietica dalla fabbrica ZIL dal 1958 al 1994.
Sviluppato per operare su terreni impervi e in condizioni climatiche estreme, è stato uno dei principali veicoli da trasporto tattico e logistico dell'Armata Rossa e delle forze armate dei paesi del Patto di Varsavia.
Il veicolo nacque come evoluzione diretta del precedente ZIS-151, da cui ereditò l'impostazione generale del telaio e la cabina di guida. Tuttavia, lo ZIL-157 introduceva significative migliorie tecniche volte a risolvere i principali difetti del modello precedente, primo fra tutti la scarsa mobilità su fango e neve profonda.
La produzione in serie fu avviata nel 1958 a Mosca presso lo stabilimento principale della ZIL. Tra il 1977 e il 1994, la fabbricazione venne progressivamente trasferita e continuata presso lo stabilimento **UAMZ** (*Ural'skij Avtomotornyj Zavod*), dove rimase in linea fino al 1994, evidenziando una straordinaria longevità progettuale. In Cina, il veicolo è stato prodotto su licenza e sviluppato dalla FAW con la denominazione Jiefang CA-30.
La principale innovazione tecnica dello ZIL-157 rispetto al suo predecessore risiedeva nel sistema di trazione e nelle ruote:
Lo ZIL-157 è stato prodotto in numerose versioni destinate sia all'impiego militare che a quello civile:
| Caratteristica | Valore |
|---|---|
| Configurazione assi | $6\times6$ |
| Equipaggio | 1 conducente + 2 passeggeri |
| Motore | ZIL-157K, 6 cilindri in linea, 5.550 cm³ (benzina) |
| Potenza massima | 109 CV (80 kW) a 2.800 giri/min |
| Velocità massima | 65 km/h |
| Capacità di carico | 2.500 kg (fuoristrada) / 4.500 kg (strada) |
| Peso a vuoto | ca. 5.540 kg |
| Autonomia | ca. 500 km |
Lo ZIL-157 è stato impiegato estesamente in numerosi conflitti della seconda metà del Novecento, tra cui la guerra del Vietnam, le guerre arabo-israeliane e diversi scenari operativi in Africa e in Asia.
Nonostante sia stato gradualmente sostituito a partire dagli anni '70 dai successori ZIL-131 e Ural-375D, moltissimi esemplari dismessi dall'esercito sono stati riciclati in ambito civile, trovando lunghissima vita nei lavori forestali, nelle zone minerarie e nelle regioni remote della Siberia grazie alla loro proverbiale robustezza meccanica.