Cucù (gioco di carte)

Cucù
VariantiVedi Varianti
Regole
N° giocatori2+
GiroSenso antiorario
AzzardoSì
Mazzo40 carte
Gerarchia semiAlcune carte a denari impongono alcune regole (solo in alcune varianti)
Gerarchia carteRe(K), Cavallo(Q), Fante(J), 7, 6, 5, 4, 3, 2, A

Cucù (detto anche, a seconda delle zone in cui è praticato, Cucco, Cucùlo, Cuccuruccu, Cucùscio, Passa l'asso, Asso che corre, Asso che fugge, Asso fuggente, Saltacavallo, Zompacavallo, Pigghia l'assu, Cuccu, Picuzzo, Picozzo, Morto, Asu ca fuce, Susamiello ca’ fuje, Tuktuk in Umbria) è un gioco di carte che si pratica con un mazzo di 40 carte divise in quattro semi: cuori, quadri, fiori, picche (semi francesi) oppure coppe, denari, bastoni, spade (semi italiani).

Le carte per ciascun seme sono: asso, 2, 3, 4, 5, 6, 7, fante, donna (semi francesi) o cavallo (semi italiani), re. Ad esse sono attribuiti valori dall'uno al dieci, nell'ordine elencato.

Regole del gioco

Il gioco del cucù è praticato in modi anche sensibilmente diversi a seconda delle tradizioni locali. Le regole dunque possono essere varie.

Scopo del gioco

Il cucù è un gioco a eliminazione: i giocatori che perdono, infatti, escono dalla partita, e vince l'ultimo giocatore che resta in gioco fino alla fine. A seconda delle regole, ai giocatori possono essere concesse anche più "vite": in questo caso, il giocatore che perde avrà una "vita" in meno, e si viene eliminati quando si perdono tutte le "vite". Queste ultime possono essere rappresentate da una somma in denaro, e tutte le "vite" perse vanno a formare il montepremi finale, che sarà aggiudicato al vincitore alla fine della partita.

Preparazione

Si gioca da 2 a 20 persone, ma è possibile superare questo limite aggiungendo altri mazzi. Si stabilisce quante "vite" hanno i giocatori.

Distribuzione delle carte

Dopo aver mescolato le carte e fatto tagliare il mazzo dal giocatore alla sua sinistra, il mazziere distribuisce in senso antiorario una carta coperta per ciascun giocatore, poi mette da parte, coperto, il mazzo delle carte rimanenti.

Giocata

Si gioca in senso antiorario. Il giocatore alla destra del mazziere inizia il gioco. Durante il proprio turno, il giocatore decide se tenere la propria carta o scambiarla con quella del giocatore successivo, il quale non può rifiutarsi di cederla, a meno che non abbia in mano un re di qualunque seme (il cucù): in questo caso lo scambio non è permesso, e il giocatore che ha il re mostra la carta dicendo cucù. Il cucù si gira solo se il precedente giocatore chiede di cambiare. Al proprio turno, il mazziere può tenere la propria carta o spaccare il mazzo prendendo una carta casuale, ferma restando la clausola del cucù detta sopra. Il mazziere non guarda la propria carta sino al termine del giocatore precedente

Conclusione della mano

Quando anche il turno del mazziere è finito si scoprono tutte le carte e chi ha la carta di valore più basso perde una "vita". Se due o più giocatori possiedono la carta di valore più basso, ciascuno di essi perde una "vita". Chi ha terminato le proprie "vite" è "morto", ed esce dal gioco. Procedendo ad eliminazione, l'ultimo rimasto vince la partita.

Scelta del mazziere

Per quanto riguarda la scelta del primo mazziere, essa può avvenire in diversi modi, spesso coincidenti con quelli utilizzati per scegliere il mazziere in altri giochi: di solito si distribuisce, in ordine antiorario e partendo da una persona a caso, una carta ciascuno e viene scelta la persona che ha ricevuto la seconda carta di quadri (o denari) o il dieci di denari. Ma si può anche, se i giocatori sono pochi, far pescare una carta a ciascuno e assegnare il mazzo a chi prenda la carta più alta o ancora prendere una carta dal mazzo e contare il numero della carta in senso antiorario: chi verrà indicato per ultimo sarà il mazziere.

Situazioni limite e varianti

Di seguito, una lista di possibili situazioni di gioco che, in base alle regole stabilite localmente, possono essere risolte in vari modi

Il Cucù abruzzese di Campli e Montorio al Vomano

Si tratta di una variante che viene giocata nei paesi del teramano abruzzese, soprattutto a Campli e Montorio al Vomano; praticato in zona già nel '700, è stato riscoperto dallo studioso Nicolino Farina; esistevano tre varianti chiamate "Gnaf - Bum - Cacaccio". Il Farina ha fatto ristampare nel 2011 i mazzi di carte in forma anastatica, in cui appaiono delle figure curiose, come il cavallo, il gatto, il matto, il tuffo, il mascherone, il grattaculo, dunque si usavano figure e semi diversi da quelli oggi più consueti del mazzo di carte napoletane. Prima della ristampa di Farina, i mazzi furono ristampati tra il 1880 e il 1928 a Bari dall'editore Murari.

Note

  1. ↑ Campli, Cucù antico gioco di carte, su abruzzonews.eu.
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