Psi (maiuscolo Ψ, minuscolo ψ; in greco antico: ψεῖ /psêː/; in greco moderno: ψι /psi/; in latino: psī) è la ventitreesima lettera dell'alfabeto greco. È associata al valore numerico 700. Sia nel greco classico che in quello moderno la lettera indica la combinazione /ps/. Per i prestiti linguistici greci in latino e nelle lingue moderne con alfabeti latini, psi è solitamente traslitterata come "ps".
Il nome di questa lettera in origine era ψεῖ /pse:/. In seguito, il dittongo ει cambiò pronuncia in /i/ e i bizantini adattarono la scrittura alla loro pronuncia, scrivendo ψῖ.
L'origine della lettera è incerta. Appare nel VII secolo a.C., rappresentando /ps/ negli alfabeti orientali, ma /kʰ/ negli alfabeti occidentali (il suono espresso da Χ negli alfabeti orientali). Nella scrittura, la lettera appare inizialmente in forma angolata (
). Alcune varianti grafiche iniziali omettevano la radice (come:
o
).
La lettera occidentale (che esprime /kʰ/, in seguito /x/) fu adottata dall'alfabeto etrusco e la sua forma è continuata anche nella runa Algiz <ᛉ> del fuþark antico.
Psi, o una sua variante fu adottata nell'alfabeto latino sotto forma di "antisigma" (Ↄ, ↃC) durante il regno dell'imperatore Claudio come una delle tre lettere claudiane. Tuttavia, cadde in disuso dopo la sua morte.
La lettera greca classica fu adottata nel alfabeto cirillico arcaico come "Ѱ".
La lettera psi è comunemente usata in fisica per rappresentare le funzioni d'onda nella meccanica quantistica, come nell'equazione di Schrödinger e nella notazione bra–ket: . Viene anche utilizzata per rappresentare gli stati posizionali (generalizzati) di un qubit in un computer quantistico.
Psi è anche usato come simbolo della funzione poligamma, definita da: , dove è la funzione gamma.
La lettera Ψ o ψ può anche essere un simbolo per: