| Affricata alveolare sonora | |
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| AFI - numero | 104 (133) |
| AFI - testo | d͡z |
| AFI - immagine | |
| Unicode | d͡z |
| Entity | ʣ |
| SAMPA | dz
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| X-SAMPA | dz
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| Kirshenbaum | dz
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| Ascolto | |
L'affricata alveolare sonora è una consonante, rappresentata con il simbolo [d͡z] (una volta era scritto con la legatura ʣ) nell'alfabeto fonetico internazionale (IPA).
Nell'ortografia dell'italiano tale fono è rappresentato dalla lettera Z.
La consonante affricata alveolare sonora presenta le seguenti caratteristiche:
Nella fonologia generativa tale fonema è formato dalla sequenza dei tratti: +consonantico, -nasale, -compatto, -grave, +sonoro, -continuo, +stridulo.
In italiano si tratta di un fonema, in opposizione al suo corrispondente sordo [t͡s]. Anche se a quanto pare esiste una sola coppia minima ([ˈrat͡ːsa] razza 'categoria antropologica' / [ˈrad͡ːza] razza 'tipo di pesce') i due fonemi possono entrambi comparire in contesti analoghi, e la presenza dell'uno o dell'altro è impredicibile; inoltre, la distinzione è importante dal punto di vista fonostilistico (ossia, pronunciare ad esempio [ˈpid͡ːza] al posto di [ˈpit͡ːsa] per pizza, o [aˈt͡ːsurːo] al posto di [aˈd͡ːzurːo] per azzurro, appare generalmente inaccettabile ai parlanti, al di là della possibilità di comprensione, alcune parole come per esempio "brezza" ammettono invece entrambe le pronunce).
Un esempio di questo suono si trova nella parola "mezzo" [ˈmɛd͡ːzo]: si noti che questa consonante in posizione intervocalica è sempre lunga, e quindi andrà segnata come tale nella trascrizione fonetica raddoppiando la sola occlusiva.
Nella lingua latina, secondo la pronuncia classica, tale fonema è rappresentato dalla lettera Z, nelle parole dal greco, precedentemente corrispondente alla fricativa alveolare sonora, fino alla scomparsa del fonema intorno al IV secolo a.C.
In lingua occitana tale fono è reso con la grafia ⟨j⟩:
In lingua albanese tale fono è reso con la grafia ⟨x⟩:
In lingua macedone tale fono è reso ⟨s⟩ nell'alfabeto cirillico: