| Abu Obaida | |
|---|---|
| Nascita | Gaza, 11 febbraio 1985 |
| Morte | Gaza, 30 agosto 2025 (40 anni) |
| Religione | Islam sunnita |
| Dati militari | |
| Forza armata | |
| Unità | Brigate ʿIzz al-Dīn al-Qassām |
| Grado | Portavoce |
| Guerre | |
| Campagne | |
| Nemici storici | |
| voci di militari presenti su Wikipedia | |
Abu Obaida (in arabo أَبُو عُبَيْدَة?, Abū ʿUbayda; Gaza, 11 febbraio 1985 – Gaza, 30 agosto 2025) è stato un militante palestinese, portavoce delle Brigate Ezzedin al-Qassam, il braccio armato di Hamas nella Striscia di Gaza.
Secondo i media israeliani e il governo degli Stati Uniti, il vero nome di Abu Obaida era Hudayfa Samir Abdallah al-Kahlout (in arabo حُذَيْفَة سَمِير عَبْد اللّٰه الْكَحْلُوت?, Ḥudhayfa Samīr ʿAbd Allāh al-Kaḥlūt), nato l'11 febbraio 1985 a Gaza. La sua famiglia risiedeva a Ni'ilya (vicino ad Ascalona) finché non furono espulsi con la forza dalle milizie sioniste durante la Nakba. Abu Obaida è emerso per la prima volta nel 2002, rappresentando le Brigate Ezzedin al-Qassam ai media e alle conferenze stampa. Dopo il disimpegno israeliano dalla Striscia di Gaza nel 2005, fu nominato ufficialmente portavoce delle Brigate. Appariva sempre indossando una kefiah che gli copriva il volto.
La sua prima apparizione importante avvenne nel 2006, quando annunciò che Hamas aveva catturato il soldato israeliano Gilad Shalit.
Fu anche il primo ad annunciare la cattura di un altro soldato, Shaul Aron, durante la guerra israeliana a Gaza del 2014, e rivelò il numero della sua carta d'identità in un video registrato. Inizialmente, i funzionari israeliani negarono che Aron fosse stato rapito, per poi ammettere che era stato ucciso da Hamas e che il suo corpo era trattenuto dal gruppo. Sempre nel 2014, i media israeliani pubblicarono una foto, presumibilmente di Abu Obaida; tuttavia, Hamas negò la validità della foto e del nome.
Nel giugno 2020, in risposta ai piani dei leader israeliani di annettere ufficialmente parti della Cisgiordania, Abu Obaida affermò che "le forze della resistenza proteggeranno fedelmente il popolo palestinese" e promise di "far mordere le dita al nemico per il rimpianto di una decisione così peccaminosa". Descrisse i piani israeliani come una "dichiarazione di guerra".
Nell'ottobre 2023, nei giorni successivi all'operazione Diluvio al-Aqsa, dichiarò che la pianificazione dell'attacco aveva avuto inizio dopo la guerra israelo-palestinese del 2021.
Nell'aprile 2024, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti emise sanzioni contro Abu Obaida e confermò la sua identità come al-Kahlout.
Il 30 agosto 2025, Abu Obaida fu bersaglio di un raid aereo israeliano su un appartamento nella città di Gaza. L'attacco uccise almeno 11 persone, compresi bambini. Una fonte palestinese in seguito disse ad Al Arabiya che era stato effettivamente ucciso, insieme a tutte le altre persone presenti nell'edificio. Il ministro della difesa israeliano Israel Katz confermò la sua morte il giorno seguente. Il 29 dicembre 2025, Hamas ne ha a sua volta confermato la morte.