| Accademia militare di Modena | |
|---|---|
| Descrizione generale | |
| Attiva | 1678 - oggi |
| Nazione | |
| Servizio | |
| Tipo | Istituto universitario |
| Compito | Formazione degli Ufficiali delle Armi Varie, di Commissariato, Ingegneri e del corpo Sanitario. |
| Dimensione | Livello divisione (dai 100 ai 200 allievi reclutati all'anno, per un totale di 300-400 totali) |
| Sede | |
| Motto | Una Acies (dal latino: "un'unica schiera") |
| Decorazioni | La bandiera dell'Istituto è decorata da una medaglia di bronzo al valore dell'esercito ed una croce d'oro al merito dell'arma dei carabinieri. 504 ex-allievi sono stati decorati con la medaglia d'oro al valor militare. Due di essi l'hanno meritata due volte. 20.849 hanno meritato la medaglia d'argento al valor militare, 38.321 la medaglia di bronzo al valor militare e 21.710 la croce di guerra. |
| Onori di battaglia | 7820 ex-allievi caduti nell'adempimento del dovere |
| Sito internet | su www.esercito.difesa.it. |
| Parte di | |
| Comandanti | |
| Comandante attuale | Generale di divisione Stefano Messina |
| Simboli | |
| Lo "spadino" | |
| Il fregio pluriarma da chepì | |
| Voci su unità militari presenti su Wikipedia | |

L'Accademia militare di Modena ha il compito di procedere alla formazione universitaria dei futuri ufficiali e dirigenti del ruolo normale dell'Esercito Italiano e dell'Arma dei Carabinieri che poi prosegue (per il conseguimento della laurea magistrale) nella Scuola Ufficiali di Torino, per l'Esercito, o nella Scuola Ufficiali di Roma, per i Carabinieri. Per accedervi, è necessario superare un iter selettivo della durata di 10 mesi con prove scritte, orali e tecniche. Cultura generale (storia, geografia, sintassi, trigonometria, geometria, algebra, logica, informatica, filosofia) a febbraio; prove di efficienza fisica, accertamenti d'idoneità fisica e psicologica a marzo/aprile; prova di conoscenza della lingua inglese e composizione italiana (tema scritto) ad aprile/maggio; orale di matematica a giugno-luglio; prova scritta di biologia, chimica e fisica a luglio. Infine, vi è un mese di tirocinio in Accademia nel mese di settembre dove avviene la selezione finale dei candidati rimasti. Alla fine del duro concorso, del percorso di laurea e di formazione militare in Accademia si ottiene il grado di Ufficiale e si diviene Comandanti di uomini e donne. Il concorso annuale è nazionale e prevede tra i 100 e i 200 posti. Le lauree possono offrire un percorso giuridico (come Giurisprudenza per il Corpo di Commissariato e Carabinieri), tecnico e addestrativo (come quello di Scienze Strategiche o Ingegneria degli Ufficiali Delle Armi Varie, Tramat e del Corpo degli ingegneri), o medico (Corpo Sanitario). Al tirocinio si assume il grado di AAU (Aspirante Allievo Ufficiale), durante il primo anno I AU (Allievo ufficiale 1ºanno), al secondo anno II AU mentre al terzo anno Aspirante Ufficiale, al termine del quale si diviene Sottotenente. Al quinto anno si assume il grado di Tenente.
L'Accademia militare di Modena, scuola militare di fanteria dal 1860, dal 1947 è l'unico istituto di formazione militare dell'esercito italiano, dopo l'unificazione dei corsi con quella di Torino (Accademia militare di Savoia) uno dei più antichi istituti di formazione militare al mondo, fondata il 1º gennaio del 1678.
Durante il XVII secolo, nel Ducato di Savoia si andava già presentando la necessità di istituire una scuola che offrisse una adeguata formazione militare. Quando Carlo Emanuele II ottenne il potere sul ducato, si trovò di fronte alle casse dello Stato svuotate e a un sistema militare decaduto. Egli iniziò così nel 1664 a riformare la forza armata, sopprimendo l'esercito di mercenari (il cui costo era diventato spropositato) a favore della realizzazione di un esercito di proprietà del duca stesso. Nel 1669 egli espresse la necessità di fornire al proprio apparato statale e al rinnovato organo militare una classe dirigente competente e fedele alla casa regnante, e avviò a questo proposito il progetto di un istituto di formazione militare. La progettazione e la realizzazione della sede a Torino furono affidate all'architetto di corte Amedeo di Castellamonte, che realizzò a partire dal 1675 l'edificio che avrebbe continuato a essere praticabile fino al 1943 (quando i bombardamenti aerei del secondo conflitto mondiale distrussero l'intero complesso). Il progetto si realizzò solo alcuni anni dopo a causa della scomparsa prematura del duca Carlo Emanuele II. A completarlo fu infatti sua moglie, la duchessa Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, che decretò l'istituzione della Reale Accademia di Savoia, trovandosi quindi a fondare uno dei primi istituti di formazione militare al mondo. Questa continuò a essere in funzione fino al 1798, quando cessò le attività a causa dell'occupazione dei francesi del Ducato di Savoia, dopo la campagna d'Italia condotta da Napoleone Bonaparte. A Cagliari, ove si era trasferito il Re di Sardegna, venne riaperta nel 1800 e funzionò sino al 1814.
Nel Regno di Napoli, fu fondata il 18 novembre 1787 la Reale Accademia Militare, con sede a Pizzofalcone, uno dei più antichi istituti di formazione militare d'Italia, attraverso la fusione della Reale accademia di artiglieria del 1745 con quella del Corpo degli ingegneri del 1754.
Conosciuta come Nunziatella, con la nascita del Regno delle Due Sicilie nel dicembre 1816, ebbe un periodo di fervore organizzativo, con docenti come Francesco De Sanctis, Errico Alvino, Fedele Amante e Filippo Cassola. Nel 1861 la Nunziatella seguì il destino di tante istituzioni dell'ex Regno delle Due Sicilie e fu trasformata da accademia a scuola militare del Regio Esercito, destinata a preparare i giovani alla vita delle armi, in vista della loro ammissione all'Accademia di artiglieria e genio di Torino e all'Accademia di fanteria e cavalleria di Modena. Con il nuovo ordinamento del 1862 fu così ridenominata Collegio militare Nunziatella di Napoli.

Nel Ducato di Modena e Reggio la fondazione di un originario istituto di formazione militare risale al XVIII secolo, quando il duca Francesco III d'Este incaricò il colonnello Giuseppe Davia di portare a compimento il progetto di fondazione di un'accademia di architettura militare per la formazione degli ufficiali dell'esercito estense. L'accademia ducale, con sede nel Palazzo Ducale di Modena, entrò in funzione nel 1757 con il nome di Accademia e Conferenza di Architettura Militare. Fu attiva fino al 1772, anno in cui venne quindi chiusa.
Durante il periodo della Repubblica Cisalpina fu avviata a Modena una scuola militare destinata alla formazione tecnica degli ufficiali. Una prima scuola entrò in funzione nel 1798, ma la sua attività venne interrotta l'anno seguente in conseguenza dell'occupazione austro-russa dell'Italia settentrionale.
Ricostituita la Repubblica Cisalpina, nel 1801 venne aperta a Modena la Scuola militare del Genio e dell'Artiglieria. Il colonnello Antonio Caccianino ne fu nominato direttore il 15 settembre dello stesso anno. Sotto la sua direzione l'istituto ebbe tra i docenti studiosi quali Paolo Ruffini, Antonio Cagnoli, Paolo Cassiani, Giuseppe Francesco Cremona, Giuseppe Tramontini, Carlo Benferreri e Giuseppe Soli. Nel 1803 Caccianino propose una riforma, approvata con modifiche il 22 novembre, che portò il corso di studi da tre a quattro anni e affiancò alla preparazione scientifica le applicazioni pratiche del Genio e dell'Artiglieria.
Nel giugno 1805 Napoleone visitò la scuola e si dichiarò soddisfatto della sua organizzazione; nel 1806 conferì a Caccianino il cavalierato dell'Ordine della Corona ferrea e assegnò all'istituto fondi straordinari. Tra il 1801 e il 1814 la scuola formò 146 ufficiali, dei quali 36 ingegneri e 110 artiglieri; tra gli allievi vi furono Leopoldo Nobili, Giovanni Battista Amici e Pietro Paleocapa. Nel maggio 1814 la reggenza austriaca trasferì l'istituto a Cremona, dove rimase attivo fino alla definitiva soppressione alla fine di luglio del 1815.
Dopo la caduta di Napoleone Bonaparte, nell'ambito del processo della Restaurazione, in Piemonte rientrò in possesso del potere il re Vittorio Emanuele I, il quale ricostituì una nuova accademia del Regno di Sardegna nel 1815: la Regia accademia militare, situata a Torino.
Con la nascita del Regno d'Italia nel 1861 parte dei corsi, quelli di fanteria e cavalleria, furono destinati a Modena, mentre la Reale Accademia militare di Napoli fu destinata a scuola militare.
La scuola di Torino prese quindi il nome di Regia accademia per le armi di artiglieria e genio, e fino al 1922 fu conosciuta con il nome di Accademia Militare. Nel 1923 assume la denominazione ufficiale: Accademia militare di artiglieria e genio (Torino). Nel 1928 acquisì poi il titolo di Regia Accademia. Trasferita a Lucca nel 1943, fu sciolta dopo l'8 settembre.

Dopo la Restaurazione, anche a Modena il duca Francesco IV fondò (traendo ispirazione dall'antica accademia ducale istituita da Francesco III) un'Accademia Nobile Militare, denominata poi Accademia Militare Estense, la quale ebbe durata dal 1821 al 1848.
Le esperienze napoleoniche sull'istituzione di un'accademia militare a Modena (la Scuola nazionale del genio e dell'artiglieria, 1798-1814) suggerirono al Ministro della guerra del regno di Sardegna, il generale Manfredo Fanti, l'idea di costituire a Modena un istituto di formazione militare, fondato nel 1859: la Scuola Militare dell'Italia Centrale.
Con l'ingresso nel Regno d'Italia nel 1860, fu denominata Scuola militare di fanteria. Nel 1865 diventa Scuola militare di fanteria e cavalleria, per poi assumere semplicemente il titolo di Scuola Militare fino al 1922. Nel 1923 assume la denominazione ufficiale: Accademia militare di fanteria e cavalleria (Modena). Nel 1928 acquisì poi il titolo di Regia Accademia. Dal 1937 la Regia Accademia di Modena ospitò anche i corsi per la formazione degli ufficiali dei Carabinieri Reali.
Fu chiusa dopo l'8 settembre 1943, con l'armistizio italiano della seconda guerra mondiale, così come quella di Torino.
I corsi del Regio esercito ripresero, unificati, dal novembre 1945 e furono tenuti a Lecce fino al 1947, quando per volere del Capo di stato maggiore dell'Esercito Raffaele Cadorna, l'Accademia Militare dell'Esercito italiano tornò a Modena con il 3º Corso ordinario.
Dopo il 24º corso del 1967, fu deciso dall'anno successivo di ridenominare i corsi a partire dal primo all’Accademia di Artiglieria e Genio di Torino del 1815, riprendendo la tradizionale numerazione storica (150º Corso).
Tra i più illustri ex-frequentatori dell'Accademia troviamo dieci marescialli d'Italia, un maresciallo dell'aria, trentuno ministri, sei presidenti del consiglio, trentuno senatori del Regno e tre senatori della Repubblica e un deputato. I nomi più illustri sono ricordati nella "Galleria della memoria" del museo storico dell'Accademia militare ubicato nella sede stessa del Palazzo ducale.
L'Accademia è retta da un generale di divisione che si avvale di un "ufficio comando" retto dal suo vice. Dipendono dal comandante due reparti di livello reggimentale, il "reparto accademico" e il "reggimento allievi".
Il reparto accademico è comandato da un colonnello che si avvale di una segreteria e di quattro dipartimenti e che è responsabile delle attività didattiche dell'istituto. I dipartimenti sono:

Il Reggimento Allievi, retto da un colonnello del ruolo normale raggruppa tre Battaglioni Allievi (n. 2 E.I. n. 1 CC), un modulo corsi (Ufficiali frequentatori Co. Sanivet - Co. ing.), una sezione maggiorità, una sezione addestramento.
L'ufficio del Comandante e la sezione Maggiorità sono deputati a garantire il buon andamento del reparto, la sezione Addestramento inquadra gli Ufficiali istruttori e inquadratori, la sezione Addestrativa organizza le varie attività addestrative.
I tre Battaglioni Allievi inquadrano i frequentatori dell'Accademia.
| Reggimento allievi | |||||
| Battaglione | Compagnie | Forza armata | |||
|---|---|---|---|---|---|
| I battaglione |
|
Esercito Italiano | |||
| II battaglione |
|
Esercito italiano | |||
| III battaglione |
|
Arma dei Carabinieri | |||
Lo stemma dell'Accademia militare di Modena è stato istituito con decreto del presidente della Repubblica del 30 maggio 1950. Richiama riferimenti alla Regia accademia di fanteria e cavalleria di Modena, alla Regia accademia di artiglieria e genio di Torino e allo stemma araldico di casa d'Este, del Piemonte e Modena. Sul cartiglio è riportato il motto Una Acies ("Una sola schiera").


Il percorso formativo si articola prevalentemente sotto aspetti culturali, militari e sportivi. I corsi di studi sono di vario genere e durata:
Oltre a quelli già presenti - secondo quanto confermato dal ministro Bernini - a partire dall'anno accademico 2026/2027 - si aggiungerà il corso di laurea in Filosofia per gli Allievi Ufficiali dell'Esercito.
La preparazione militare prevede:
Ogni reparto di allievi segue un percorso formativo proprio specializzandosi in alcune di queste discipline.
L'attività sportiva prevede la pratica di numerosi sport quali ginnastica, difesa personale, nuoto, equitazione e tiro sportivo.
Oltre a tali attività di tipo teorico (fatta eccezione per lo sport), gli allievi necessitano di una specializzazione tecnica che si manifesta nell'addestramento pratico militare. Tali attività sono prevalentemente di tiro con armi portatili e di reparto, addestramento al combattimento, familiarizzazione con campi di battaglia e orienteering militare. Ogni modulo prevede una esercitazione finale e oltre a queste attività sono previsti anche campi estivi particolarmente impegnativi e di tipo professionale oltre a settimane tattiche sulla neve.
Tutti gli allievi sono qualificati in base all'anno compiuto:
Gli allievi qualificati in questi corsi sono autorizzati ad apporre sulle proprie divise i due brevetti conseguiti: il nastrino di "pattugliatore scelto" composto da una striscia nera su campo rosso, nonché quello di "paracadutista" composto da una spilla con le ali ed il paracadute.
| Lunedì | Martedì | Mercoledì | Giovedì | Venerdì | Sabato/Domenica | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Sveglia | 07:00 | 07:00 | 07:00 | 07:00 | 07:00 | 07:30 |
| Pulizia Personale, Sistemazione Posto Letto
A Disposizione di Ufficiali e Allievi d'Inquadramento | ||||||
| Prima Colazione | 07:20 - 07:40 | 07:20 - 07:40 | 07:20 - 07:40 | 07:20 - 07:40 | 07:20 - 07:40 | 07:45 - 08:00 |
| Alzabandiera | 08:00 | 08:00 | 08:00 | 08:00 | 08:00 | 08:10 |
| Lezioni/Istruzioni (3P) | 08:10 - 10:40 | 08:10 - 10:40 | 08:10 - 10:40 | 08:10 - 10:40 | 08:10 - 10:40 | Libera Uscita |
| Intervallo | 10:40 - 11:00 | 10:40 - 11:00 | 10:40 - 11:00 | 10:40 - 11:00 | 10:40 - 11:00 | |
| Pranzo | 13:40 - 14:10 | 13:40 - 14:10 | 13:40 - 14:10 | 13:40 - 14:10 | 13:40 - 14:10 | 12:00 - 12:30 |
| Lezioni/Istruzioni (3P) | 14:20 - 16:45 | 14:20 - 16:45 | 14:20 - 16:45 | 14:20 - 16:45 | 14:20 - 16:45 | |
| A Disposizione di Ufficiali e Allievi di Inquadramento
Studio, Attività Ginnico/Sportiva |
Libera Uscita | |||||
| Cena | 20:00 - 20:30 | 20:00 - 20:30 | 20:00 - 20:30 | 20:00 - 20:30 | 20:00 - 20:30 | 19:00 - 19:30 |
| A Disposizione di Ufficiali e Allievi di Inquadramento
Studio, Attività Ginnico/Sportiva |
Libera Uscita | |||||




Sono 4 i momenti più importanti nella vita dell'Allievo Ufficiale nel corso dei due anni di addestramento:
Ogni corso è contraddistinto da un numerico progressivo. La consuetudine era già adottata dalla Regia accademia militare di Torino e dalla Scuola militare di fanteria di Modena, ognuna con numerazione legata alla propria data di fondazione (rispettivamente 1815 e 1860). Con il riavvio delle attività nel dopoguerra, venne decisa la riunificazione delle scuole e l'inizio di una nuova numerazione, mantenuta fino al 24º corso, ma nel 1968 venne presa la decisione di ricollegarsi all'elenco di corsi della scuola di Torino, più anziana, istituendo il 150º corso. L'elenco complessivo risultante tra corsi ante e post-seconda guerra mondiale, ha però alcune anomalie dovute agli eventi bellici, nel corso dei quali vennero formati corsi accelerati, o vennero sospese le attività.
Il numero del corso caratterizza per tutto il proseguimento della carriera i suoi frequentatori. I corsi sono contraddistinti, a partire dalla fine degli anni 1970, anche da un motto. Il motto viene scelto sequenzialmente tra venti diversi nomi. Il numero venti si incontra con la tradizione di convocare a ogni ventennio e quarantennio dalla data di arruolamento, gli appartenenti ai corsi precedenti per un raduno presso l'accademia, nel corso del quale idealmente vengono accomunate le diverse generazioni di allievi.
| 1º - 1945 | 8º - 1951 | 15º - 1958 | 22° - 1965 | 154° - 1972 |
|---|---|---|---|---|
| 2º - 1945 | 9º - 1952 | 16º - 1959 | 23° - 1966 | 155° - 1973 |
| 3º - 1946 | 10º - 1953 | 17º - 1960 | 24° - 1967 | 156° - 1974 |
| 4º - 1947 | 11º - 1954 | 18º - 1961 | 150° - 1968 | 157° - 1975 |
| 5º - 1948 | 12º - 1955 | 19º - 1962 | 151° - 1969 | 158° - 1976 |
| 6º - 1949 | 13º - 1956 | 20º - 1963 | 152° - 1970 | 159° - 1977 |
| 7º - 1950 | 14º - 1957 | 21° - 1964 | 153° - 1971 |
| Dovere | 160° - 1978 | 180° - 1998 | 200° - 2018 |
|---|---|---|---|
| Esempio | 161º - 1979 | 181º - 1999 | 201º - 2019 |
| Onore | 162º - 1980 | 182º - 2000 | 202º - 2020 |
| Lealtà | 163º - 1981 | 183º - 2001 | 203º - 2021 |
| Volontà | 164º - 1982 | 184º - 2002 | 204º - 2022 |
| Fierezza | 165º - 1983 | 185º - 2003 | 205º - 2023 |
| Dignità | 166º - 1984 | 186º - 2004 | 206º - 2024 |
| Fermezza | 167º - 1985 | 187º - 2005 | 207º - 2025 |
| Fedeltà | 168º - 1986 | 188º - 2006 | 208° - 2026 |
| Orgoglio | 169º - 1987 | 189° - 2007 | |
| Audacia | 170° - 1988 | 190° - 2008 | |
| Fede | 171° - 1989 | 191° - 2009 | |
| Carattere | 172° - 1990 | 192° - 2010 | |
| Valore | 173° - 1991 | 193° - 2011 | |
| Coraggio | 174° - 1992 | 194° - 2012 | |
| Impeto | 175° - 1993 | 195° - 2013 | |
| Certezza | 176° - 1994 | 196° - 2014 | |
| Tenacia | 177° - 1995 | 197° - 2015 | |
| Saldezza | 178° - 1996 | 198° - 2016 | |
| Osare | 179° - 1997 | 199° - 2017 |
"Patria e Dovere" fu il motto attribuito al 160º Corso - 1978 dal Ten. Col. Vittorio Leschi Comandante Corso e del Battaglione, che ne iniziò la Tradizione. Il motto venne semplificato d'autorità dal Comandante dell'Accademia Militare Generale di Brigata Natale Dodoli in "Dovere" (sul distintivo del 160º Corso è riportato il motto "Patria e Dovere"). A conferma di quanto affermato, i Corsi 180° e 200° hanno per motto "Dovere".
Con il 161º corso si iniziò ad attribuire al corso il nome di un valore (l'iniziativa fu dell'allora generale Corradi, già in precedenza Comandante del reggimento allievi). I venti valori individuati, ad iniziare dall'ESEMPIO, si sarebbero ripetuti ogni venti anni. Dal 150º al 172º corso si adottarono spille di corso personalizzate. Dal 173° in poi le spille sono state standardizzate raffigurando lo stemma dell'Accademia con il numero del corso al centro. Un provvedimento dello Stato maggiore dell'Esercito, in accordo con il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri, ha reintrodotto, a partire dal 204º corso, i distintivi tradizionali abbinati al nome del corso.
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