Achille Curcio (Borgia, 26 maggio 1930) è un poeta italiano, considerato uno dei maggiori poeti dialettali contemporanei.
Trascorre l'infanzia e l'adolescenza a Montauro, sulla collina che guarda alla costa jonica, come testimoniano i suoi due primi libri di poesia, Lampari (1971) e Hjumara (1974). Giovanissimo, comincia a registrare gli esemplari del repertorio dialettale della sua regione, spostandosi nei borghi anche i più sperduti, e dando così vita ad alcune raccolte di detti, motti, proverbi, pubblicati più avanti negli anni. Dagli anni Settanta collabora con Gerhard Rohlfs, che lavora all'aggiornamento del suo dizionario calabrese.
Poco più che ventenne, dopo l'insegnamento nelle scuole elementari, inizia quella di insegnante nel carcere minorile di Catanzaro, che durerà un quarantennio. Nel 1974 pubblica l'antologia, con alcuni inediti, Visioni del Sud, con la supervisione e la prefazione di Vincenzo Fera. In questi stessi anni inizia un ciclo di letture pubbliche, all'interno delle varie realtà della sua terra, nelle piazze, nelle scuole, nelle associazioni sparse sul territorio, accompagnato da Luigi Tassoni che diverrà il suo maggior critico letterario.
Dopo i primi viaggi in Svizzera, nei luoghi dell'emigrazione, tiene letture e incontri fra il 1985 e la fine del decennio in Canada e in Australia.
Nell'ottobre del 1981 la Città di Catanzaro gli dedica tre giornate di studio, insieme a Ignazio Buttitta, con la partecipazione di un nutrito gruppo di studiosi e critici. A questo primo contributo seguirà, nel settembre del 2006, un convegno triestino, dov'è ospite d'onore insieme a Franco Loi.
In tutta la sua opera in verso, sette libri in tutto, Curcio affronta il difficile rapporto con il tempo, le solitudini della contemporaneità, e la percezione dell'abbandono, impegnandosi in una scrittura che rinnova dall'interno, anche in senso formale, gli interessi della letteratura dialettale.[senza fonte] Un suo libro di racconti, L'eremita di Sant'Anna, edito nel 1984 e, con aggiunte, nel 2023, ripercorre il suo itinerario umano e affettivo, i suoi luoghi e alcune delle figure che ritroviamo nella sua poesia.
Per i suoi ottanta anni, nel 2010, la Città di Catanzaro gli dona le chiavi d'oro. Dieci anni dopo, per i suoi novanta anni, l'Università di Pécs gli dedica il convegno di studi Una generazione che ha amato i suoi poeti.
L'ultimo suo libro di poesia, È n'atru jornu (È un altro giorno), del 2019, rinnova la sua complessa visione del tragico contemporaneo, innestando motivi di riflessione quotidiana e intrecciandoli in un vero e proprio canzoniere d'amore.