Il nome del genere deriva da due parole greche: "adeno" (= ghiandola) e "stema" (= corona, testa del fiore).
Il nome scientifico del genere è stato definito dai botanici Johann Reinhold Forster (1729-1798) e Johann Georg Adam Forster (1754-1794) nella pubblicazione "Characteres Generum Plantarum:quas in itinere ad insulas maris Australis, collegerunt, descripserunt, delinearunt, annis 1772-1775; Edition 2" (Char. Gen. Pl., ed. 2. [89]) del 1776.
Portamento. Le specie di questo genere sono delle erbe con cicli biologici perenni.
Fusto. La parte aerea in genere è eretta o strisciante, semplice o ramosa.
Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo opposto. Le lamine fogliari possono avere delle forme da strettamente ellittiche a largamente ovate con margini crenati o seghettati a volte sui margini sono presenti denti acuti.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono ramificate o cimose, formate da capolinidiscoidi. I capolini, terminali, sessili o peduncolati, sono di tipo discoide e sono formati da un involucro, con forme da cilindriche a campanulate (o globose), composto da 10-30 brattee disposte su due serie, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori del disco (quelli del raggio sono assenti). Le brattee, subeguali, sono di tipo erbaceo connate alla base. Il ricettacolo è glabro, privo di tessuto sclerenchimatico, e senza pagliette a protezione della base dei fiori; la forma è convessa (e diventa ancor più convessa dopo l'antesi).
Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
Corolla: (solo fiori del disco) la forma della corolla normalmente è a imbuto o tubolare. I lobi sono 5 e relativamente corti (sono 1,5 volte più lunghi che larghi); sono internamente lisci e non sono papillosi; il colore della corolla è prevalentemente bianco.
Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo; la forma delle antere è cilindrica e spesso sono ricoperte da ghiandole; le appendici apicali delle antere sono ottuse o acute (raramente lobate); le teche non sono speronate e sono prive di code; Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che di tipo isodiametrico o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
Gineceo: il gineceo è composto da due carpelli formanti un ovario infero uniloculare. Lo stilo è privo di nodi ed è glabro oppure provvisto di lunghi peli. I bracci dello stilo (gli stigmi) sono provvisti di piccole protuberanze lisce.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. La forma degli acheni è angolata con 3 – 5 angoli o punte prominenti ed ellittiche che decorrono lungo la faccia. Il carpoforo si distingue oppure no dal corpo dell'achenio ed è leggermente asimmetrico. Il pappo è assente oppure possiede 3 o 5 punte o manopole sporgenti, viscide e ghiandolose.
Dispersione. La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria) o da altri animali (zoocoria); gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.
Distribuzione e habitat
Le specie di questo genere sono distribuite nella fascia equatoriale (zona pantropicale e più a sud) dell'America, Africa, Asia e Australia. Le specie di questo genere tollerano ambienti umidi e talvolta sommersi, tuttavia non è un genere acquatico obbligato come Gymnocoronis.
Sistematica
La famiglia delle Asteraceae (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000specie distribuite in 1720generi. La famiglia attualmente (2026) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
Questo genere appartiene alla sottotribù Adenostemmatinae della tribù Eupatorieae; entrambi appartengono al clade denominato Phytomelanic cipsela o chiamato anche gruppo "Heliantheae Alliance", caratterizzato dalla presenza nella cipsela di uno strato di fitomelanina. La sottotribù è caratterizzata da brattee non articolate, da intersezioni del ricettacolo non sclerificate e da pappi provvisti di ghiandole.
All'interno della sottotribù Adenostemma è strettamente imparentato con il genere Gymnocoronis, pur avendo quest'ultimo un habitus acquatico. La divergenza tra i due generi risulta di circa 4.9 milioni di anni fa (Pliocene).
Alcuni caratteri distintivi del genere:
le antere sono provviste di code lunghe come la metà della larghezza;
la parte centrale dello stilo è glabra, oppure provvista di lunghi peli;
il carpoforo è scarsamente distinguibile dal corpo dell'achenio ed leggermente asimmetrico;
il pappo è formato normalmente da 3 punte (raramente 5) prominenti ed ellittiche che decorrono lungo la faccia dell'achenio.
12(EN) Nicholas P. Tippery, Edward E. Schilling, José L. Panero, Donald H. Les, and Casey S. Williams, Independent Origins of Aquatic Eupatorieae (Asteraceae), in Systematic Botany, vol.39, The American Society of Plant Taxonomists, 4, pp.1217-1225.
↑(EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 22/02/2026.
Walter Stephen Judd, Christopher S. Campbell, Elizabeth Anne Kellogg, Peter Francis Stevens e Michael John Donoghue, Botanica sistematica. Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN978-88-299-1824-9.