| Agaricus albertii | |
|---|---|
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Fungi |
| Divisione | Basidiomycota |
| Classe | Basidiomycetes |
| Ordine | Agaricales |
| Famiglia | Agaricaceae |
| Genere | Agaricus |
| Specie | Agaricus albertii |
| Nomenclatura binomiale | |
| Agaricus albertii Bon. | |
| Agaricus albertii Caratteristiche morfologiche | |
|---|---|
| Cappello | |
| Imenio | |
| Lamelle | |
| Sporata | |
| Velo | |
| Carne | |
| Ecologia | |
| Commestibilità | |
L'Agaricus albertii (Bon.) è un fungo molto pregiato e di buon sapore, come tutti i "prataioli" commestibili.
Largo fino a 25 cm, prima campanulato poi emisferico, infine convesso spianato e a volte depresso al centro; piuttosto carnoso e di color bianco, fibrilloso, vira rapidamente al giallo se toccato, si screpola con il tempo secco.
Piuttosto fitte, libere. Dapprima bianche, poi bianco-rosa e grigiastre, infine brune/cioccolata per via delle spore.
5-10 × 2-4 cm, corto e tozzo, pieno poi quasi cavo, di colore bianco/giallastro.
Spesso, membranoso, dentellato, fioccoso.
Bianca, si scurisce un po' al taglio.
Color cacao in massa.
Ovali, di grosse dimensioni (10-12 × 6-7 µm).
Campi, prati, talvolta in numerosi esemplari a formare i cosiddetti "cerchi delle streghe".
In tarda estate ed autunno non inoltrato.
Ottima. Spesso la resa è elevata.
Come tutti gli Agaricus della sezione Arvenses, se ne sconsiglia un consumo frequente per via della capacità di accumulo di metalli pesanti come cadmio e piombo.