Aggradazione

Schema che illustra le geometrie di aggradazione e la distribuzione orizzontale e verticale delle facies in un contesto costiero (di spiaggia o di delta fluviale), in tempi successivi (t1-t3) corrispondenti a incrementi discreti del livello marino (o lacustre). È importante notare che in questo caso le linee ideali che rappresentano le transizioni di facies non variano significativamente, mentre le terminazioni verso terra dei cunei clastici che si depongono in momenti successivi risultano spostate sempre più verso il continente per l'innalzamento del livello marino, in quanto gli apporti sedimentari compensano l'incremento di spazio disponibile per la sedimentazione. Scala verticale: da metri a decine di metri; scala orizzontale: da centinaia di metri a chilometri.

L'aggradazione è una modalità di deposizione dei sedimenti, che si realizza quando in tempi successivi si depongono corpi sedimentari sovrapposti, sempre nella stessa posizione rispetto alla sorgente dei sedimenti stessi. L'accumulo di sedimenti con questa modalità dà luogo a depositi caratterizzati da parallelismo degli strati e da incremento dello spessore in senso verticale.

Tipologia

Questa modalità di sedimentazione è applicabile a diversi contesti:

Genesi

Nel contesto marino costiero la dinamica aggradazionale è determinata da due fattori:

Per a = s si ha equilibrio tra l'accumulo di sedimenti e l'incremento relativo del livello dell'acqua nel bacino ricevente.

L'effetto della compensazione tra apporto di sedimenti e accomodation è di mantenere la distribuzione delle facies sostanzialmente invariata nel tempo, senza progradazione o retrogradazione significativa dei sistemi deposizionali. La posizione della linea di costa si mantiene quindi sostanzialmente stabile. Così in ambiente di delta fluviale le barre di foce e i sedimenti di piana e fronte deltizia tenderanno a sovrapporsi in verticale, individuando nelle sezioni stratigrafiche sequenze relativamente monotone di sedimenti riferibili allo stesso ambiente, con variazioni limitate (per esempio, facies di barra di foce potranno essere sostituite da depositi di baia interdistributaria per la migrazione laterale dei canali distributori). Ugualmente, in un ambito litorale i depositi sabbiosi di spiaggia emersa, battigia e spiaggia sommersa si sovrapporranno nel tempo con variazioni limitate per la migrazione laterale dei subambienti (ad esempio, facies di barra intertidale potrebbero essere sostituite da facies di canale tidale, o facies di battigia da facies di ventaglio di rotta).

Nel contesto alluvionale, occorre differenziare la dinamica della fascia montana e pedemontana, caratterizzata dalla presenza di conoidi di deiezione e influenzata da una minore maturità dei processi deposizionali e dei materiali disponibili, da quella della piana alluvionale vera e propria in cui prevalgono i processi fluviali con materiali più fini e selezionati. In ques'ultima, un innalzamento del livello di base (corrispondente generalmente a una fase climatica più umida), con cospicui apporti di sedimento, porta i corsi d'acqua ad adeguare il loro profilo di equilibrio deponendo più sedimenti e determinando un sovralluvionamento (deposizione rapida di sedimenti fluviali e di piana d'inondazione), causando in tal modo un sollevamento del territorio; in questa fase nella fascia pedemontana i depositi fini, di tracimazione, della piana alluvionale tendono a ricoprire le parti distali delle conoidi di deiezione, mentre nelle aree montane si ha un aumento dei processi erosivi e dell'instabilità dei versanti. La dinamica delle conoidi alluvionali è ugualmente dominata dalle fasi climatiche, con fenomeni di aggradazione e progradazione durante stadi di forte deterioramento climatico e diminuzione della copertura vegetale in cui si ha maggiore mobilizzazione di sedimento e viceversa stabilità con sviluppo di suoli durante stadi di clima caldo-umido in cui si espande la copertura vegetale.

In ambiente subacqueo a sedimentazione torbiditica, gli studi condotti su sedimenti sia attuali che fossili, soprattutto con l'ausilio della sismica a riflessione, indicano per i sistemi canale-argine naturale (channel-levee) geometrie prevalentemente aggradazionali, o inizialmente ad accrezione laterale evolventi rapidamente verso accrezione verticale ("hockey stick shape"), mentre i sistemi canalizzati fluviali mostrano geometrie a prevalente accrezione laterale, con tendenza decisamente più ridotta all'aggradazione Questa peculiarità è interpretata come il risultato delle caratteristiche intrinseche dei flussi torbiditici:

Nel caso di un contesto di piattaforma carbonatica, si ha aggradazione quando si verifica una compensazione tra il sedimento carbonatico prodotto dall'accumulo di spoglie di organismi a scheletro calcareo (coralli e altri invertebrati) e l'innalzamento relativo del livello marino. Questo porta le biocostruzioni a crescere prevalentemente in altezza, mentre non si ha avanzamento significativo verso bacino o retrogradazione; le facies di avanscogliera (fore reef) e retroscogliera (back reef) "crescono" in senso verticale, parallelamente a quelle di reef. Queste condizioni, secondo il modello della stratigrafia sequenziale, si verificano tra la parte terminale della fase trasgressiva (TST - Transgressive System tract) e la fase di stazionamento alto (HST - Highstand System Tract); in questo stadio le comunità biologiche di piattaforma, con il rallentamento della velocità di aumento relativo del livello marino, riescono a compensare lo spazio di accomodamento disponibile (catch-up), aggradando, e a esportare sedimento verso bacino, dando inizio ad una prima fase di progradazione.

Nel record sedimentario, un pattern aggradazionale registra un evento di trasgressione marina o di stazionamento alto del livello del mare.

Lo stesso argomento in dettaglio: Stratigrafia sequenziale.

Note

Esplicative

  1. ↑ Questo effetto può essere prodotto sia da un innalzamento eustatico sia dalla subsidenza

Bibliografiche

  1. ↑ Nichols (2009), p. 355, fig.23.3 III-IV.
  2. ↑ Nichols (2009), p.212; p.356.
  3. ↑ Nichols (2009), p. 140.
  4. 1 2 Catuneanu et al. (2011), p.38, fig. 36; p. 42, fig.40.
  5. 1 2 Jobe et al. (2016), pp. 933-934.
  6. ↑ Nienhuis et al. (2023), pp. 84-86; p. 85, fig. 1.
  7. ↑ Catuneanu et al. (2011), pp. 4-5, fig. 3.
  8. ↑ Nienhuis et al. (2023), p. 84, vedi eq. 1 (adattata e semplificata).
  9. ↑ Nichols (2009), p. 355, fig. 23.3-III; p 356.
  10. ↑ Nichols (2009), p. 198, fig. 12.23.
  11. ↑ Nichols (2009), p. 204, fig. 13.8; p. 205, fig. 13.10.
  12. 1 2 Cremaschi e Nicosia (2012), pp. 20-21; 25.
  13. ↑ Harvey et al. (2005), pp. 1-7.
  14. ↑ Jobe et al. (2016), pp. 932-933; fig.4.
  15. ↑ Catuneanu et al. (2011), pp. 4-5.
  16. ↑ Jobe et al. (2016), p. 931, fig.1A, modificata.
  17. ↑ Eberli et al. (1994), pp. 984, fig.2, modificata.

Bibliografia

Voci correlate

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