Ayesha al-Gaddafi (in arabo عائشة القذافي?; Tripoli, 24 dicembre 1977) è un'avvocata libica, unica figlia femmina di Muʿammar Gheddafi e di Safia Farkash, ha sei fratelli e un fratellastro nato dalla prima moglie di suo padre. Laureatasi alla Sorbona di Parigi, nel luglio 2004 ha fatto parte del team di avvocati difensori di Saddam Hussein.
Soprannominata "la Claudia Schiffer del Nordafrica", per la sua avvenenza, ha sposato un cugino di suo padre nel 2006. È stata la fondatrice dell'associazione di carità Wa Attassimou, creata in difesa di Muntazer al-Zaidi nell'occasione del lancio della scarpa al presidente degli Stati Uniti George W. Bush. Aisha Gheddafi è stata, dal luglio 2009, Ambasciatrice di buona volontà dell'ONU per la Libia, incaricata allo studio dei problemi relativi alla diffusione del virus dell'HIV, povertà e diritti delle donne in Libia. L'incarico le è stato revocato dalla stessa ONU - che ha anche provveduto a bloccare i suoi beni - nel febbraio 2011 in occasione delle sommosse popolari in Libia del 2011
Il 23 febbraio 2011, Aisha Gheddafi era a bordo di un aereo che non fu fatto atterrare a Malta, si parlò di fuga, ma fu la stessa Aisha a smentire il fatto che stesse scappando dal suo paese ormai sull'orlo di una guerra civile. Il 30 agosto 2011 il governo algerino ha affermato che Aisha con i fratelli Hannibal e Mohammed ha attraversato il confine libico-algerino alle ore 8:45 (ora locale) nei pressi di Gadames. Durante la guerra civile libica perdono la vita suo padre, almeno 2 dei suoi 7 fratelli e 2 dei suoi 4 figli.
Al 2015 risultava essere rifugiata in Oman insieme alla madre Safia Farkash, al fratello Hānnībāl, al fratellastro Muḥammad e alla sorella adottiva Hanna.
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