| La fuggitiva | |
|---|---|
| Titolo originale | La Fugitive (Albertine disparue) |
| Altri titoli | Albertine scomparsa |
| Autore | Marcel Proust |
| 1ª ed. originale | 1925 |
| Genere | romanzo |
| Lingua originale | francese |
| Serie | Alla ricerca del tempo perduto |
| Preceduto da | La prigioniera |
| Seguito da | Il Tempo ritrovato |
La fuggitiva o Albertine scomparsa (La Fugitive o Albertine disparue) è il sesto volume dell'opera di Marcel Proust Alla ricerca del tempo perduto (À la recherche du temps perdu).
Questo volume, pubblicato nel 1925, è il secondo dell'opera ad essere pubblicato postumo, sebbene l'episodio del viaggio a Venezia fosse apparso già nel 1919, prima sul quotidiano Le Matin col titolo Madame de Villeparisis à Venise, e in seguito in versione più ampia su "Feuillets d'Art" col titolo A Venise.
La prima edizione uscì col titolo Albertine disparue. Edizioni successive sono apparse sia col titolo Albertine disparue che La Fugitive, in quanto entrambi i titoli apparvero nelle diverse redazioni dei manoscritti di Proust. È una questione ancora controversa quale fosse stata la volontà di Proust al riguardo.
In questo volume, come suggerisce il titolo stesso, si dà particolare importanza al tema della fuga e a quello della sofferenza amorosa, che si attenua lentamente attraverso l'oblio, altro tema importante. Il romanzo narra di come Albertine, per sfuggire alla gelosia di Marcel, decida di scappare e scomparire. Da questo deriva il secondo titolo di questo volume, ovvero Albertine scomparsa.
L'episodio della prigionia, della fuga e della morte di Albertine, sono ritenuti basati su fatti realmente accaduti nella vita dell'autore. Infatti, Alfred Agostinelli, segretario e amante di Proust, sarà prima prigioniero, poi fuggitivo ed infine scomparso, morendo in un incidente aereo.
L’incipit del volume introduce il nodo centrale del dramma: alla notizia comunicata da Françoise — «Mademoiselle Albertine se n'è andata!» —, il narratore reagisce con il pensiero «Come si spinge più in là della psicologia, la sofferenza, in fatto di psicologia»: Albertine scomparsa è infatti un’analisi della sofferenza amorosa, gradualmente attenuata nel tempo dal lavoro del ricordo e dell’oblio.
Nel primo capitolo, il narratore tenta in tutti i modi di far tornare Albertine a casa dopo la sua partenza: finge indifferenza, invia il suo influente amico Saint-Loup alla ricerca di informazioni, le promette l’acquisto di uno yacht e di una Rolls-Royce. Tutti i tentativi sono vani. Albertine muore in un incidente a cavallo; solo poco prima si era decisa a tornare dal narratore. L’oblio inizia allora a operare, attenuando gradualmente la sofferenza del protagonista.
All’inizio del secondo capitolo, il narratore rivede Gilberte Swann, suo primo amore a Combray, ora adottata come Mlle de Forcheville (a seguito del matrimonio tra Odette e il signor Forcheville, suo ex amante), senza riconoscerla subito. L’incontro assume maggiore rilevanza poiché il narratore non esita a confrontare il suo oblio progressivo e definitivo di Gilberte (avvenuto quando era più giovane) con quello che ora lo minaccia riguardo ad Albertine. Alla fine del capitolo II, infatti, il suo amore per Albertine non esiste più; può finalmente partire per Venezia, poiché solo la presenza — reale o immaginata — di Albertine glielo avrebbe impedito.
Il racconto prosegue attraverso la narrazione di un viaggio a Venezia, che viene descritta in modo suggestivo e poetico, includendo anche gli affreschi di San Marco che ricordano, al protagonista, un vestito indossato da Albertine. Al momento del ritorno, il narratore, avendo saputo che la baronessa Putbus è a Venezia ed essendo interessato a conoscere la sua domestica (riguardo alla quale, tempo prima, Saint-Loup gli aveva detto che avesse una certa inclinazione per le donne e che frequentasse i bordelli), si rifiuta, in un momento iniziale, di partire con la madre, ma alla fine cambia idea e, in extremis, la raggiunge in stazione.
Il quarto e ultimo capitolo di Albertine scomparsa rivela il matrimonio di Gilberte Swann/de Forcheville con il marchese di Saint-Loup. Il soggiorno a Tansonville del narratore è un'occasione per parlare con Gilberte degli anni di Combray e della loro relazione avuta in giovinezza; il romanzo si chiude con la scoperta, da parte del narratore, che anche Gilberte era interessata a lui sin dal primo momento in cui si erano incontrati, ma che, non sapendo come farglielo capire, aveva fatto un gesto improvvisato che egli aveva frainteso, portandoli a un'incomprensione reciproca.
Oggi le edizioni di riferimento di questo volume sono considerate quelle di Einaudi, con il testo tradotto da Franco Fortini e la cura di Mariolina Bongiovanni Bertini, e quella con il testo tradotto da Giovanni Raboni e curato da Luciano De Maria.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 175185868 · LCCN (EN) n88674369 · GND (DE) 4830095-0 · BNE (ES) XX2043196 (data) · BNF (FR) cb15000146f (data) · J9U (EN, HE) 987007585532705171 |
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