
Premio Nobel per la letteratura 1969Samuel Barclay Beckett (Dublino, 13 aprile 1906 – Parigi, 22 dicembre 1989) è stato un romanziere, drammaturgo, poeta, critico letterario e sceneggiatore irlandese. Scrivendo sia in inglese che in francese, ritraducendo spesso i propri testi da una lingua all'altra, le sue opere letterarie e teatrali presentano episodi di vita cupi, impersonali e tragicomici, uniti a commedia nera e nonsense letterario. Beckett è ampiamente reputato uno degli scrittori più influenti e importanti del XX secolo, a cui viene attribuito il merito di aver trasformato il teatro moderno. Figura di spicco della letteratura irlandese, è meglio conosciuto per la sua celeberrima tragicommedia Aspettando Godot. Per il suo contributo fondamentale sia alla letteratura che al teatro, Beckett ricevette il Premio Nobel per la Letteratura nel 1969, «per la sua scrittura che, in nuove forme per il romanzo e il dramma, nella miseria dell'uomo moderno acquisisce la sua elevazione»..
La sua produzione comprende romanzi, racconti, testi teatrali, poesia, saggi e lavori destinati alla radio, al cinema e alla televisione. Nonostante l'apprezzamento critico per il suo approccio stilistico sperimentale, la fama pubblica si diffuse a partire negli anni Cinquanta coi drammi teatrali, dopo aver già pubblicato la trilogia romanzesca composta da Molloy, Malone muore e L'innominabile. Beckett è considerato uno degli ultimi scrittori modernisti e una figura chiave in quello che Martin Esslin definì il "Teatro dell'Assurdo".
Era nipote del pallanuotista olimpico irlandese James Beckett. I Beckett erano protestanti, membri della Chiesa d'Irlanda. La dimora di famiglia, Cooldrinagh a Foxrock, quartiere periferico di Dublino, era una grande casa con giardino e un campo da tennis, costruita nel 1903 dal padre di Samuel, William, funzionario in campo edile. La casa e il giardino, insieme alla campagna circostante dove spesso andava a passeggiare con suo padre, il vicino ippodromo Leopardstown Racecourse, la stazione ferroviaria di Harcourt Street, sono tutte presenti nelle sue opere.
Samuel Beckett nasce il 13 aprile 1906, un Venerdì Santo. All'età di cinque anni, Beckett inizia a frequentare la scuola materna locale, dove comincia a studiare musica. Successivamente si trasferisce alla Earlsford House School nel centro della città, vicino ad Harcourt Street. Nel 1919, Beckett frequenta la Portora Royal School a Enniskillen, nella contea di Fermanagh, dove fu studente anche Oscar Wilde. Ottiene ottimi risultati nello studio del francese, lingua che padroneggerà in modo perfetto in età adulta. Atleta naturale, Beckett eccelle nel cricket come battitore e lanciatore. Più tardi, come giocatore della University of Dublin, gioca due match contro il Northamptonshire, divenendo l'unico Premio Nobel ad apparire nel Wisden Cricketers' Almanack, il più illustre libro del cricket inglese.
Beckett studia francese, italiano e inglese al Trinity College di Dublino tra il 1923 e il 1927. Nel 1926 viaggia lungamente in Francia, nel 1927 in Italia. Si laurea con un Bachelor of Art e riceve la medaglia d'oro per l'eccellenza dei suoi risultati. Dopo aver insegnato per un breve periodo al Campbell College a Belfast, assume la carica di lecteur d'anglais alla École normale supérieure di Parigi. Qui, grazie a Thomas MacGreevy, un poeta e confidente di Beckett che lavorava in città, ha la possibilità di conoscere James Joyce. Questo incontro ha una profonda influenza sul giovane Beckett, che assiste Joyce in vari modi, in particolare aiutandolo con altri amici nella traduzione in francese di alcune pagine di quello che sarebbe diventato Finnegans Wake.
Nel 1929 Beckett pubblica il suo primo lavoro, un saggio critico intitolato Dante... Bruno. Vico.. Joyce che sarebbe stato inserito da Joyce nell'antologia Our Exagmination round his factification for incamination of Work in Progress (La nostra analisi intorno alla sua realizzazione per la diffusione del Work in Progress), che include anche le collaborazioni di Eugene Jolas, Robert McAlmon e William Carlos Williams, fra gli altri e che avrebbe avuto il compito di fornire strumenti e risposte ai critici che avrebbero dovuto analizzare l'esegesi del Finnegans Wake. Lo stretto rapporto fra Beckett e Joyce con la di lui famiglia si raffredda quando respinge la figlia di Joyce, Lucia, che soffriva di schizofrenia. Sempre in questo periodo il suo primo racconto, Assumption, viene pubblicato nel periodico Transition, fondato da Eugene Jolas.
Nel 1930, Beckett torna al Trinity College come docente universitario, ma presto rimane deluso da questa scelta. Esprime la sua avversione facendo uno scherzo alla Modern Language Society of Dublin, leggendo un testo in francese di un autore di Tolosa chiamato Jean du Chas, fondatore di un movimento detto Concentrismo, ma sia Chas che il Concentrismo erano pura finzione, essendo stati inventati da Beckett per beffarsi dell'eccessiva pedanteria dell'ambiente accademico.
Beckett rassegna le dimissioni dal Trinity College alla fine del 1931, terminando così la sua breve carriera di insegnante. Commemora questo punto di svolta nella sua vita componendo il poema Gnome, ispirato dalla lettura del Wilhelm Meisters Lehrjahre di Goethe, e pubblicato dal Dublin Magazine nel 1934:
Abbandonato l'insegnamento, Beckett comincia a viaggiare per l'Europa. Passa un po' di tempo anche a Londra, dove nel 1931 pubblica Proust, uno studio critico sull'autore francese Marcel Proust. Nel giugno di quell'anno ha luogo un violento contrasto con la madre, che non approva la sua attività letteraria. Due anni dopo, in seguito alla morte del padre, si sottopone a un trattamento di due anni con lo psicoanalista della Tavistock Clinic, Wilfred Bion, che lo fa assistere ad una conferenza di Carl Gustav Jung, un evento che Beckett ricorderà per molti anni e che influenzerà i suoi lavori successivi, inclusi Watt e Aspettando Godot. Nel 1932 scrive il suo primo romanzo, Dream of Fair to Middling Women, ma dopo diversi rifiuti da parte degli editori decide di abbandonarlo; il libro sarà poi pubblicato nel 1993. Nonostante l'impossibilità di farsi pubblicare il romanzo, questo gli servirà come spunto per i suoi primi poemi e per il suo primo libro di racconti del 1933, More Pricks than Kicks (Più pene che pane).
Pubblica nel corso degli anni anche diversi saggi, come Recent Irish Poetry, sul periodico The Bookman, nell'agosto del 1934, e Humanistic Quietism, una recensione delle poesie del suo amico Thomas MacGreevy, nel periodico The Dublin Magazine, nel luglio-settembre del 1934. Questi due lavori, incentrati sulle opere di MacGreevy, Brian Coffey, Denis Devlin e Blanaid Salkeld, malgrado il loro scarso successo all'epoca, comparano favorevolmente questi autori con i contemporanei esponenti del Rinascimento Celtico e invocando Ezra Pound, Thomas Stearns Eliot e i simbolisti francesi come loro precursori. Nel descrivere questi poeti come "Nucleo vivo del movimento poetico irlandese", Beckett traccia la linea del canone della poetica modernista irlandese.
Nel 1935, l'anno in cui pubblica con successo il suo libro di poesie Echo's Bones and Other Precipitates (Ossa d'eco), lavora anche al suo romanzo Murphy. Nel maggio dello stesso anno scrive a MacGreevy delle sue ricerche sul cinema e del suo desiderio di andare a Mosca per studiare con Sergej Ėjzenštejn all'Istituto di Cinematografia Gerasimov. Verso la metà del 1936 scrive ad Ejzenštejn e Vsevolod Pudovkin, offrendosi come apprendista. Non se ne fa nulla, anche perché la lettera va perduta a causa del periodo di quarantena a cui deve sottoporsi Ejzenštejn durante lo scoppio dell'epidemia di vaiolo, mentre sta riscrivendo una sceneggiatura della sua produzione posticipata. Beckett nel frattempo ultima Murphy e nel 1936 parte per un lungo viaggio in Germania, da settembre fino all'aprile 1937, durante il quale riempie sei taccuini (ritrovati nel 1989 e pubblicati in Germania nell'agosto 2026), con visite in chiese, castelli e musei, stilando liste di opere d'arte degne di nota che ha visto, dove sviluppa la sua avversione nei confronti della barbarie nazista che stava sopraffacendo il paese.
Ritorna in Irlanda per un breve periodo nel 1937, dove supervisiona la pubblicazione di Murphy (1938), che traduce personalmente in francese l'anno successivo. Ha anche un altro litigio con la madre, che contribuisce alla decisione di trasferirsi in modo stabile a Parigi, dove torna definitivamente dopo lo scoppio della Seconda guerra mondiale nel 1939, preferendo, parole sue "la Francia in guerra, che l'Irlanda in pace". Diventa conosciuto presso i caffè della Rive gauche, dove rafforza la sua amicizia con Joyce e ne trova altre in artisti come Alberto Giacometti e Marcel Duchamp, con il quale gioca regolarmente a scacchi. Nel dicembre 1937 ha una breve relazione con Peggy Guggenheim, che lo soprannomina "Oblomov", come il protagonista dell'omonimo romanzo di Ivan Gončarov.
A Parigi, nel gennaio 1938, rifiutando le avance di un famigerato prosseneta, conosciuto ironicamente con il nome di "Prudent", Beckett viene accoltellato al petto, rischiando la vita e Joyce gli organizza una stanza privata all'ospedale. La pubblicità attorno all'accoltellamento attira l'attenzione di Suzanne Dechevaux-Dumesnil, che conosceva Beckett di vista fin dal suo arrivo a Parigi; da questo momento i due sviluppano un forte legame che durerà per tutta la vita. Nell'udienza preliminare, Beckett domanda al suo assalitore il motivo celato dietro al gesto e Prudent risponde con nonchalance, "Je ne sais pas, Monsieur. Je m'excuse" ("Non lo so, signore. Mi dispiace"). Beckett alla fine lascia cadere le accuse contro l'assalitore, in parte per evitare ulteriori formalità, ma anche perché trova in Prudent una persona simpatica e dalle buone maniere.
Beckett si unisce alla Resistenza francese dopo l'occupazione tedesca nel 1940, facendo il corriere.
Nell'agosto 1942 la sua unità viene tradita e lui e Suzanne fuggono a sud al sicuro nel piccolo villaggio di Roussillon, nel dipartimento del Vaucluse nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, continuando a fornire il suo aiuto alla Resistenza nascondendo armi nel retro di casa loro. Sebbene durante i due anni passati a Roussillon aiuti indirettamente le operazioni dei Maquis contro l'esercito tedesco nelle montagne del Vaucluse, parlerà raramente del suo contributo alla Resistenza.
Per questo suo impegno, Beckett fu insignito dal governo francese della Croix de guerre e della Medaille de la Resistance. Negli ultimi anni di vita, definiva "roba da boy scout" il suo contributo alla liberazione. A Roussillon continua a lavorare al romanzo Watt, cominciato nel 1941 e completato nel 1945, ma pubblicato solo nel 1953.
Nel 1945, Beckett torna a Dublino per una breve visita. Durante questo soggiorno ha una rivelazione nella stanza di sua madre, nella quale gli appare il suo futuro percorso letterario. Questa esperienza verrà romanzata nella rappresentazione L'ultimo nastro di Krapp. Nell'opera la rivelazione di Krapp, forse ambientata nell'East Pier in Dún Laoghaire, nonostante nulla nell'opera provi questa supposizione, avviene durante una notte tempestosa. Alcuni critici hanno identificato Beckett con Krapp, al punto di presumere che la sua epifania artistica fosse accaduta nella stessa posizione e nelle stesse condizioni temporali. Molti critici letterari osteggiano la comparazione delle esperienze dei personaggi con quelle dei propri autori. Per tutta la rappresentazione, Krapp ascolta una registrazione fatta precedentemente e a un certo punto sente il giovane se stesso dire "...clear to me at last that the dark I have always struggled to keep under is in reality my most..." ("...mi è chiaro infine che la tenebra che ho sempre cercato di soffocare è in realtà il mio più..."). Krapp manda avanti velocemente il nastro prima che il pubblico possa ascoltare la rivelazione completa. Più tardi Beckett rivelerà a James Knowlson che lo riporterà nella biografia Damned to fame che le parole mancanti del nastro erano "prezioso alleato".
Nel 1946, il periodico di Jean-Paul Sartre Les Temps Modernes pubblica la prima parte del racconto Suite (chiamato più tardi La fin), senza rendersi conto che Beckett aveva presentato solo la prima metà della storia, ma Simone de Beauvoir si rifiuterà di pubblicare la seconda parte. Beckett comincia a lavorare al suo quarto romanzo, Mercier e Camier, che verrà pubblicato nel 1970. Questo scritto è da considerarsi in qualche modo il predecessore della sua opera più famosa, Aspettando Godot, scritta non molto tempo dopo. È il suo primo importante lavoro ad essere scritto in francese, lingua di molte delle sue opere successive, inclusa la "trilogia" di romanzi che avrebbe scritto di seguito: Molloy, Malone muore e L'innominabile. Nonostante fosse di madrelingua inglese, scelse il francese perché, come egli stesso disse, era più facile per lui scrivere "senza stile".
Beckett è famoso principalmente per l'opera teatrale Aspettando Godot. In un articolo, il critico Vivian Mercier scrisse che "ha realizzato il teoricamente impossibile, un'opera in cui non succede nulla, ma che tiene incollati gli spettatori ai loro posti. In più, considerando che il secondo atto è una ripresa leggermente differente del primo, ha scritto un'opera in cui non succede nulla, due volte.". Come molte delle sue opere a partire dal 1947, la piece è stata scritta inizialmente in francese col titolo En attendant Godot, fra l'ottobre 1948 e il gennaio 1949. Pubblicata nel 1952, verrà rappresentata la prima volta nel 1953 al "Theatre de Babylone" di Parigi, sollevando controverse discussioni. Due anni dopo appare la traduzione in inglese, curata da lui stesso, raccogliendo diverse recensioni negative, fino a quando gli articoli di Harold Hobson nel Sunday Times e di Kenneth Tynan ne risollevano le sorti. Negli Stati Uniti è un fiasco a Miami, ma un grande successo a New York.
Il successo di Aspettando Godot apre a Beckett la carriera teatrale. Dopo scriverà diverse opere teatrali, fra cui Finale di partita, rappresentata nel 1957, L'ultimo nastro di Krapp, rappresentata nel 1958, Giorni felici, rappresentata nel 1961, Commedia, rappresentata nel 1963 e una serie di brevi testi scritti fra il 1962 e il 1982, da Va e vieni a Non io a Catastrofe a Cosa dove, denominati da lui stesso "dramaticules" riuscito neologismo che nasce con l'intento di rappresentare l'esiguità della parola e dell'azione con l'effetto di "sdrammatizzare il dramma". Catastrofe fu scritta nel 1982 per essere rappresentata al Festival d'Avignone come atto di solidarietà al drammaturgo cecoslovacco Václav Havel, imprigionato come dissidente a causa del suo impegno politico nel 1979.
Nel 1956 la BBC Third Programme commissionò a Beckett Tutti quelli che cadono, scritto espressamente per la radio e trasmesso per la prima volta nel 1957. Seguirono altri testi radiofonici, fra i quali Ceneri, Parole e musica, Cascando e i due abbozzi noti come Radio I e Radio II.
Nel 1963 scrisse Film, la sua unica sceneggiatura destinata al cinema. Il cortometraggio fu girato a New York nell'estate del 1964, diretto da Alan Schneider e interpretato da Buster Keaton.
Fra il 1965 e il 1983 Beckett compose cinque opere concepite specificamente per la televisione: Di' Joe, Trio degli spiriti, ... nuvole..., Quad e Nacht und Träume. Di' Joe, Trio degli spiriti e ... nuvole... ebbero le prime produzioni britanniche presso la BBC; Beckett ne realizzò inoltre versioni tedesche per la Süddeutscher Rundfunk. Quad e Nacht und Träume furono invece prodotti inizialmente dall'emittente tedesca. Beckett partecipò direttamente alla realizzazione di molti di questi lavori come regista o co-regista.
Nell'ottobre 1969 Beckett è in vacanza in Tunisia con Suzanne, quando viene insignito del Premio Nobel per la letteratura. Suzanne, capendo che il riservato Beckett da quel momento in poi sarebbe stato ricoperto da grande fama, definisce il riconoscimento "una catastrofe". Nonostante Beckett non dedicasse molto tempo alle interviste, talvolta incontrava gli artisti, gli studiosi e gli ammiratori che lo cercavano nell'anonimo atrio dell'Hotel PLM St. Jacques a Parigi, vicino alla sua casa a Montparnasse.
Suzanne, che nel 1961 sposerà in segreto con rito civile nel Regno Unito, per questioni legate alle leggi francesi sull'eredità, muore il 17 luglio 1989. Sofferente di enfisema e probabilmente anche affetto dalla malattia di Parkinson, confinato in una casa di cura, Beckett muore il 22 dicembre dello stesso anno. I due sono sepolti insieme nel cimitero di Montparnasse a Parigi, condividendo una semplice lapide di granito, secondo i desideri dello stesso Beckett: "senza colori, lunga e grigia".
La carriera di scrittore di Beckett può essere suddivisa approssimativamente in tre periodi: il primo periodo, fino alla fine della Seconda guerra mondiale nel 1945; il periodo intermedio, fra il 1945 fino ai primi anni sessanta, durante il quale nascono le sue opere più conosciute; e l'ultimo periodo, dai primi anni sessanta fino alla sua morte nel 1989, quando i suoi lavori divengono via via sempre più corti e il suo stile minimalista.
I primi scritti di Beckett sono in genere fortemente influenzati dai lavori del suo amico James Joyce: essi sono infatti profondamente eruditi, e sembrano mostrare come l'unico interesse dell'autore sia il proprio accrescimento culturale, come si nota da diversi passaggi dal significato oscuro. L'Incipit della raccolta di racconti Più pene che pane (1934) ci offre un esempio significativo di ciò:
Questo estratto è pieno di riferimenti alla Divina Commedia, in modo da confondere i lettori privi di familiarità con il capolavoro dantesco. Contemporaneamente però, ci sono già diverse componenti che torneranno nei suoi lavori successivi: l'inattività fisica di Belacqua; l'isolamento dei personaggi nei propri pensieri e nella propria mente; l'irriverenza della frase di chiusura.
Simili elementi sono presenti nel primo romanzo pubblicato da Beckett, Murphy (1938) nel quale vengono introdotti i temi ricorrenti della pazzia e degli scacchi. La frase d'apertura allude anche ai toni piuttosto pessimistici e all'umorismo macabro che caratterizzeranno tutta l'opera di Beckett. Watt, scritto da Beckett durante la permanenza a Roussillon durante il secondo conflitto mondiale, è simile in termini di temi trattati, ma meno esuberante nel suo stile. Questo romanzo, esplora in alcuni punti il movimento umano come permutazione matematica, anticipando il futuro interesse per Beckett, sia nei romanzi che nelle opere drammatiche, per la precisione del movimento.
È sempre in questo primo periodo che Beckett inizia a scrivere in francese. Negli ultimi trent'anni, scrive diverse poesie in questa lingua, e ciò sembra mostrare che Beckett, anche se attraverso la mediazione di un altro linguaggio, è in procinto di semplificare il suo stile, un cambiamento evidente anche in Watt.
Se la fama di Beckett si deve ad Aspettando Godot, è l'opera narrativa dello scrittore, soprattutto la cosiddetta trilogia di romanzi scritti tra il 1951 e il 1953 Molloy, Malone muore e L'innominabile, a rappresentare uno dei vertici della letteratura della seconda metà del XX secolo. Con i volumi della trilogia, Beckett, nel solco di Joyce, compie un'operazione di riconfigurazione del romanzo moderno, ma anche di progressiva distruzione, sancendone con L'Innominabile la dissoluzione formale.
Pur essendo stato profondamente influenzato da Joyce nella sua prima produzione letteraria, è proprio negli anni cinquanta che Beckett, in una sorta di ripudio-uccisione dell'ingombrante "padre" artistico, e in modo specifico con i romanzi (o anti-romanzi) della trilogia, si definisce in termini antitetici all'autore dell'Ulisse.
Se la strada percorsa da Joyce e da altri grandi autori modernisti come Marcel Proust e Robert Musil prevedeva un progetto di letteratura totalizzante, in grado di raccontare il reale per accumulo, abbracciandone i molteplici livelli di significato, la strada di Beckett si pone antiteticamente, nel solco di una radicale impotenza a trarre un qualsiasi senso compiuto dalla realtà. Per Beckett le parole sono obbligate al paradosso suppliziante di volere comunicare che non c'è niente da comunicare. Raccontare, narrare, è unicamente possibile attraverso una serie di finzioni, affabulazioni, che i protagonisti della trilogia (progressivamente sempre più tesi alla disgregazione della propria identità personale), si raccontano (e raccontano al lettore), nello sforzo disperato e vano di dare consistenza a sé stessi e al mondo.
Il periodo successivo alla stesura dei romanzi che compongono la trilogia, fu per Beckett un periodo di difficoltà oggettiva a riprendere nuovamente a narrare in prosa. Egli stesso ebbe a dire che continuare a scrivere era come lavorare su "un mucchio di cenere". I folgoranti Testi per nulla, 1954, costituiscono un esempio di questa impasse creativa, rimandando per filiazione diretta all'"Innominabile", e a quell'entropia a cui esso sembrava avere condotto la possibilità stessa della scrittura. Ma le celebri parole della chiusa del libro, "Non posso continuare, devo continuare", oltre a rappresentare sul piano esistenziale la volontà stoica di andare avanti comunque, nonostante l'implacabile verdetto sulla condizione umana, sono anche un enunciato programmatico delle opere a venire. Opere brevi e dense, contrassegnate da uno straordinario rigore formale e da una sempre maggiore economia espressiva, in cui, tra gli esiti maggiori, si segnalano Come è (1961), Compagnia (1979), Worstward Ho (1984).
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