Alessandro Friggeri

Alessandro Friggeri
NascitaRoma, 23 ottobre 1815
MorteRoma, 17 maggio 1880
Cause della mortenaturali
Luogo di sepolturaPerugia
Dati militari
Paese servitoStato Pontificio (bandiera) Stato Pontificio
Repubblica Romana
Forza armataEsercito pontificio
Guardia civica romana
Anni di servizio1816 - 1860
GradoMaggiore
ComandantiCarlo Zucchi (1848)
Pietro Roselli (1849)
BattaglieVelletri (19 maggio 1849)
Comandante diPiazza di Perugia (1859)
DecorazioniOrdine di San Gregorio Magno
Fonti dettagliate in Bibliografia
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Alessandro Friggeri (Roma, 23 ottobre 1815 – Roma, 17 maggio 1880) è stato un militare italiano dell'esercito pontificio, che partecipò però in prima persona alla Repubblica romana del 1849, difendendone i confini meridionali contro l'invasione dell'Esercito del Regno delle Due Sicilie. Dopo la Presa di Roma nel 1870, uscito dal servizio attivo, si avvicinò alla Chiesa Evangelica Valdese e vi aderì, nel 1872, diventandone col tempo un esponente rilevante.

Biografia

Alessandro Friggeri nacque a Roma il 23 ottobre 1815, in una nobile ed antica famiglia romana (i Friggeri erano Conti) di forti tradizioni militari, fin dai tempi dell'antenato Capitano di Ventura Boldrino da Panicale (1331-1390). A vent'anni, spinto dal padre Giacomo, Capitano dell'Esercito dello Stato Pontificio, entrò come Cadetto nella Fanteria e servì in quell'Arma per tutta la sua carriera militare, fino a raggiungere il grado di Maggiore. La sua carriera militare fu relativamente rapida ed incrociò i maggiori eventi politici del periodo: dalla Repubblica Romana del 1849 (cui Friggeri partecipò direttamente in qualità di militare) alla seconda guerra d'indipendenza italiana italiana, di cui vide direttamente gli effetti sullo Stato pontificio (Stragi di Perugia e battaglia di Castelfidardo).

Cronologia della vita militare

La svolta valdese

Il conte Alessandro Friggeri aderì alla Chiesa Evangelica Valdese, seguendo l'esempio del suo commilitone ed amico fraterno marchese Giulio Especo y Vera e della di lui moglie Geltrude Especo, insieme alla quale entrò formalmente nella Chiesa Valdese a Pentecoste del 1872 (19 maggio). Grazie alla sua formazione, diventò rapidamente un membro importante della Comunità valdese, in cui profuse molto impegno, prendendo a cuore in particolare il gruppo di Poggio Mirteto, per il quale riuscì a trovare (ed a finanziare, parzialmente, di tasca sua) una sede stabile nel 1879.

Nel settembre 1879 fu eletto membro del Comitato (nazionale) di Evangelizzazione del Sinodo valdese, in sostituzione di Giulio Especo y Vera, divenuto ormai troppo anziano. Il 17 maggio del 1880, gravemente ammalato, morì a Roma e venne sepolto nella tomba di famiglia, a Perugia.

Note

  1. ↑ Comandante la piazza e la guarnigione di San Leo nel Montefeltro
  2. ↑ La Repubblica romana del '49 preferì, in molte occasioni, utilizzare Ufficiali superiori provenienti dall'Esercito pontificio in ruoli di comando perché riteneva che sarebbero stati meglio accetti da parte dell'esercito regolare, essendo militari regolari pontifici, di sentimenti moderati ed inoltre a conoscenza della logistica locale, adatti cioè a superare un certo spirito di insofferenza per quegli "stranieri" che venivano a comandare un esercito che non conoscevano.
  3. ↑ Ufficiale pontificio, già con Giovanni Durando in Veneto, nominato Comandante in Capo dalla Repubblica romana, per volere di Mazzini, al posto del politicamente poco affidabile Garibaldi
  4. ↑ Volontari stranieri inquadrati nell'Esercito, accorsi a difesa del Santo Padre contro i miscredenti che volevano attentare ai privilegi del potere temporale della Chiesa. Erano chiamati "svizzeri" perché per la grande maggioranza erano svizzeri, ma tra di loro erano presenti molte nazionalità. Erano anche chiamati "tedeschi", per disprezzo e per ricordare la loro vicinanza agli Austriaci, ma anche perché molti di loro parlavano tedesco
  5. ↑ Henry Nelson Gay, Uno screzio diplomatico fra il governo pontificio e il governo americano e la condotta degli Svizzeri a Perugia il 20 giugno 1859, Perugia, Unione tip. cooperativa. Estratto dai Fascicolo II-III (Anno III) dell'Archivio storico del Risorgimento Umbro, 1907.
  6. ↑ Alessandro Friggeri è stato un amico di famiglia degli Especo per buona parte della sua vita. Tra l'altro, nel 1856, fu uno dei due testimoni di nozze del matrimonio tra la figlia degli Especo Maria Cleofe con l'allora Tenente dell'Artiglieria pontificia Francesco Oberholtzer

Bibliografia

Libri specifici sull'argomento trattato

cioè testi che contengono descrizioni esplicite di fatti inerenti alla vita e alle opere del Maggiore Alessandro Friggeri.

Libri di inquadramento generale

Collegamenti esterni