Alexander Goehr

Alexander Goehr (Gerusalemme, 2007)

Peter Alexander Goehr (ɡøːɐ̯; Berlino, 10 agosto 1932 – Cambridgeshire, 26 agosto 2024) è stato un compositore britannico.

Biografia

Alexander Goehr nacque a Berlino il 10 agosto 1932, figlio del direttore d'orchestra e compositore Walter Goehr, allievo di Arnold Schönberg. A vent'anni emerse come una figura centrale nella Scuola di Manchester dei compositori britannici del dopoguerra. Nel biennio 1955-1956 entrò a far parte del masterclass di Olivier Messiaen a Parigi. Sebbene nei primi anni Sessanta Goehr fosse considerato un leader dell'avanguardia, il suo atteggiamento obliquo nei confronti del modernismo e di qualsiasi movimento o scuola, divenne presto evidente. In una sequenza di lavori tra cui il Piano Trio (1966), l'opera Arden Must Die (1966), il brano teatrale Triptych (1968-1970), il pezzo orchestrale Metamorphosis/Dance (1974) e il Quartetto d'archi n. 3 (1975-1976), si rivelò la voce personale di Goehr, derivante da un uso altamente individuale del metodo seriale e da una fusione di elementi tratti dalla sua doppia eredità di Schönberg e Messiaen. Fin dal momento del luminoso Salmo IV ambientato nel 1976, Goehr sentì l'urgenza di ritornare a modi di composizione più tradizionali, usando materiali familiari come oggetti di speculazione musicale, in contrasto con le priorità tecnologiche della ricerca musicale dell'epoca.

Vita e opere

Gioventù e studi

Pochi mesi dopo la sua nascita, la sua famiglia si trasferì in Gran Bretagna. Alexander nacque in un contesto familiare già estremamente votato alla musica: sua madre Laelia fu infatti una pianista di formazione classica e suo padre fu allievo di Schönberg nonché direttore pionieristico della musica di Schönberg, Messiaen (diresse la première britannica della Sinfonia Turangalîla nel 1953) e Monteverdi. Crebbe quindi in una famiglia permanentemente popolata da compositori, tra cui Mátyás Seiber e Michael Tippett.

Sebbene queste premesse indicassero fin troppo chiaramente il futuro di Goehr come compositore, i suoi sforzi in tal senso non furono molto incoraggiati da suo padre. Inizialmente propenso a studiare i classici all'Università di Oxford, andò invece a studiare composizione al Royal Manchester College of Music, con Richard Hall.

Nelle sue lezioni di composizione Goehr diventò amico dei giovani compositori Peter Maxwell Davies e Harrison Birtwistle e del pianista John Ogdon, con i quali fondò il New Music Manchester Group. Un evento fondamentale nello sviluppo di Goehr fu ascoltare la première britannica della Sinfonia Turangalîla di Messiaen, diretta da suo padre. L'interesse per la musica non occidentale (ad esempio i raga indiani) esaltato dall'incontro con la musica di Messiaen, insieme con l'interesse per i modi medievali condivisi con Peter Maxwell Davies e Harrison Birtwistle, influenzarono in gran parte le prime immaginazioni musicali di Goehr. Proprio in questo periodo scrisse le sue prime composizioni riconosciute: Songs for Babel (1951) e Sonata per pianoforte, op. 2, dedicata alla memoria di Prokofiev, morto quello stesso anno.

Nel 1955 Goehr lasciò Manchester per andare a Parigi e studiare con Messiaen e rimase a Parigi fino all'ottobre del 1956. La scena musicale di Parigi avrebbe lasciato una grande impressione su Goehr, che divenne buon amico di Pierre Boulez e fu coinvolto nel movimento serialista d'avanguardia di quegli anni. Goehr sperimentò la tecnica di Boulez del bloc sonore, in particolare nel suo primo quartetto d'archi del 1956-1957. Boulez divenne una sorta di mentore per Goehr alla fine degli anni Cinquanta, programmando le sue nuove composizioni nei suoi concerti al Théâtre Marigny di Parigi.

Tale sodalizio tuttavia non durò a lungo, in quanto alla fine la sensibilità di Goehr lo portò a separarsi dal serialismo di Boulez. Verso la metà degli anni Cinquanta, Goehr percepì infatti come il serialismo si stesse conformando in un culto della purezza stilistica, modellandosi sulle opere dodecafoniche di Anton Webern, proibendo e disprezzando ogni riferimento a qualsiasi altra musica e svilendo la scelta spontanea, sostituita con le leggi combinatorie del serialismo:

«Scelta, gusto e stile erano parole sporche; lo stile personale, si potrebbe sostenere, è necessariamente un prodotto della ripetizione e la rimozione della ripetizione è, o si credeva che fosse, una pietra miliare del serialismo classico come definito dalle opere tardive di Webern [...] Tutto ciò può ben essere visto come una sorta di precetto di stile negativo: un'eliminazione consapevole di elementi sensuali, drammatici o espressivi, anzi di tutto ciò che nella visione popolare costituisce la musica.»

Ritorno nel Regno Unito, 1956-1976

Al suo ritorno in Gran Bretagna, Goehr conobbe una svolta come compositore con l'esecuzione della sua cantata The Deluge nel 1957 sotto la direzione di suo padre. Si trattò di un'opera grande e ambiziosa ispirata agli scritti di Ėjzenštejn, una delle molte fonti di ispirazione extra-musicali di Goehr. In tale opera, Goehr mostrò come il mondo del suono fosse stato fatto derivare dalle cantate dodecafoniche di Webern, ma palesò anche il modo in cui utilizzò la maestosa tensione armonica e la piena sonorità delle cantate Ėjzenštejn di Prokof'ev imponendole implicitamente. La cantata fu il genere maggiormente esplorato da Goehr nel corso della sua carriera.

In effetti dopo il successo di The Deluge, a Goehr fu commissionata una nuova cantata, Sutter's Gold per coro, baritono e orchestra. Tuttavia il nuovo lavoro si rivelò altamente impopolare, in particolare per i cantanti, che trovarono incredibilmente difficile da eseguire. In effetti la difficoltà dell'esecuzione fu uno dei motivi per cui Sutter's Gold fu respinto dalla critica per la sua esibizione al festival di Leeds nel 1961. Questa débacle, tuttavia, ebbe un impatto costruttivo su Goehr: piuttosto che respingere le critiche come il semplice risultato dell'incompetenza da parte della critica e degli attori, affrontò sinceramente le domande sulla posizione del compositore di avanguardia e sulla sua musica:

«Se si vuole si può semplicemente dire che la musica deve essere autonoma e autosufficiente; ma come sostenere tale visione quando le persone che cantano per piacere sono private della vera soddisfazione nell'esecuzione di nuovi lavori? [...] Possiamo parlare di musica in termini di idee che la informano; possiamo parlare di struttura e tecniche; possiamo parlare di estetica, etica o politica. Ma dobbiamo ricordare che mentre tutto questo, realistico o no, è di grande importanza per i compositori e per chiunque ami seguire ciò che i compositori stanno facendo, ciò di cui si sta discutendo non è la musica stessa ma la posizione della musica, il luogo dove esiste.»

Nonostante ciò Goehr continuò a comporre opere corali. Incoraggiato dalla sua amicizia con il direttore di coro John Alldis, all'epoca fortemente impegnato nella nuova musica, Goehr compose i suoi Two Choruses nel 1962, utilizzando per la prima volta la combinazione di modalità e serialismo, divenuta in seguito la sua principale risorsa tecnica per i successivi 14 anni. La sua ricerca di un modello di serialismo che potesse consentire la libertà espressiva lo portò alla sua famosa Little Symphony, op. 15 (1963). Quest'opera fu un monumento a suo padre, grande direttore d'orchestra/compositore, inaspettatamente morto a 57 anni, basata su una sequenza di accordi modellata sottilmente (ma non citandolo) sul movimento "Catacombe" dai Quadri di un'esposizione di Mussorgsky (Goehr senior fece una stretta analisi armonica di questo insolito movimento).

Questo approccio flessibile al serialismo, un'integrazione dello sfondo armonico con il bloc sonore e la modalità, divenne molto rappresentativo del tipo di scrittura che Goehr sviluppò come alternativa alle restrizioni del serialismo totale. Non a caso Boulez, che in precedenza facilitò spesso le esecuzioni della musica di Goehr, prese a rifiutarsi di programmare Little Symphony: già prima del 1963, Goehr si discostò fortemente dallo stile dei suoi giorni parigini.

Gli anni Sessanta videro Goehr fondare la Wardour Castle Summer School con Peter Maxwell Davies e Harrison Birtwistle nel 1964 e, soprattutto, l'inizio del coinvolgimento di Goehr con l'opera e il teatro musicale. Nel 1966 scrisse la sua prima opera, Arden Must Die (Arden Muss Sterben), un'ambientazione completamente brechtiana di un dramma morale giacobino con risonanze politiche e sociali scomodamente contemporanee. Con la suggestiva cornice di Goehr di un testo composto da Erich Fried in rime baciate, egli sfruttò al massimo l'idea di semplici idee musicali continuamente distorte in un effetto sinistro e sarcastico.

Nel 1967 fondò il Music Theater Ensemble e nel 1971 completò un ciclo in tre parti per il teatro musicale - Tryptich - composto da tre opere: Naboth's Vineyard (1968) e Shadowplay (1970) furono entrambe esplicitamente scritte per il Music Theater Ensemble mentre la successiva Sonata su Gerusalemme (1971) fu commissionata da Testimonium, Gerusalemme ed eseguita dall'Israel Chamber Orchestra e Gary Bertini.

La fine degli anni Sessanta vide anche l'inizio di una serie di prestigiosi appuntamenti accademici per Goehr. Nel 1968–1969 fu compositore residente al New England Conservatory, Boston e insegnò all'Università Yale come professore associato di musica. Goehr tornò in Gran Bretagna come professore ospite all'Università di Southampton (1970-1971). Nel 1971 fu nominato West Riding Professor of Music all'Università di Leeds. Goehr lasciò Leeds nel 1976 quando fu nominato professore di musica all'Università di Cambridge dove insegnò fino al suo pensionamento nel 1999. A Cambridge divenne membro della Trinity Hall.

1976–1996

L'anno della nomina di Goehr a Cambridge coincise con una svolta nella sua produzione. Nel 1976 Goehr scrisse un'ambientazione "in bianco" del Salmo IV. La sonorità modale semplice e brillante di questo pezzo segnò un finale distacco dal serialismo del dopoguerra e un impegno per un mondo dei suoni più trasparente. Goehr trovò un modo per controllare il ritmo armonico fondendo il suo idioma armonico modale con la pratica a lungo abbandonata del basso figurato, ottenendo così una fusione altamente idiosincratica di passato e presente.

La produzione dei successivi vent'anni testimoniò il desiderio di Goehr di usare questo nuovo linguaggio per approfondire idee e generi già divenuti elementi costanti del suo lavoro, come l'esplorazione della forma sinfonica: Goehr tornò alla forma sinfonica nella sua Sinfonia (1979) e Symphony with Chaconne (1987). Tuttavia la produzione di questi anni fu disseminata soprattutto di un gran numero di spartiti vocali ambiziosi.

Una caratteristica comune di molte delle composizioni vocali di questi anni fu la scelta dei soggetti in funzione di allegorie per la riflessione su temi sociopolitici. In The Death of Moses (1992) usò il rabbioso rifiuto di Mosè di morire come un'allegoria per il destino delle vittime dell'Olocausto; mentre nella cantata Babylon the Great is Fallen (1979) e nell'opera Behold the Sun (1985), considerabile un abbozzo di studio di Babylon the Great, esplorò i temi della rivoluzione violenta attraverso i testi della rivolta anabattista di Münster del 1543. Vi fu spazio però anche per opere non politiche come Sing, Ariel, strutturata in modo da richiamare il canto stilizzato degli uccelli di Messiaen e basata su un caleidoscopio di poesia inglese e l'opera Arianna (1995), scritta su un libretto di Rinuccini per l'L'Arianna, un'opera perduta di Monteverdi, un'esplorazione tipicamente peculiare del mondo sonoro del Rinascimento italiano. In effetti il coinvolgimento di Goehr con la musica di Monteverdi iniziò già con la cantata The Death of Moses, che descrisse come "Monteverdi ascoltato attraverso Varèse". Arianna fu anche il pezzo dove Goehr mostrò apertamente l'intenzione di trasformare la sua reinvenzione del passato in un processo musicale per l'ascolto e l'identificazione del pubblico:

«L'impressione che intendo creare è quella della trasparenza: l'ascoltatore dovrebbe percepire, sia nelle dimensioni successive che simultanee della partitura, il vecchio sotto il nuovo e il nuovo derivante dal vecchio. Vedremo un'azione mitologica e antica, interpretata da un poeta del XVII secolo in un teatro moderno.»

Nella primavera del 1999 l'Università di Siena, su proposta della Facoltà di lettere e filosofia di Arezzo, conferì a Goehr una laurea honoris causa in lettere moderne per la composizione dell'Arianna di Rinuccini.

1996–2014

Sebbene gli ultimi quindici anni della produzione di Goehr non avessero ricevuto la generosa copertura (sia in termini di scrittura accademica che di frequenza delle esecuzioni) dei suoi lavori precedenti, essi rappresentarono probabilmente la più interessante delle fasi compositive di Goehr. La produzione dell'ultimo decennio fu annunciata dalla sorprendente opera Kantan e Damask Drum del 1999, presentata al Teatro dell'Opera di Dortmund. Egli infatti compose quest'opera in due spettacoli della tradizione teatrale giapponese Nō, separati da un breve interludio umoristico kyōgen. Nel tipico stile di Goehr, i testi giapponesi, risalenti al XV secolo, vennero adattati dal compositore per l'ambientazione moderna. Egli non lasciò scivolare il linguaggio deliziosamente tonale verso l'orientalismo, ma piuttosto riuscì ad intessere un rapporto tra musica e teatro del Nō, animando l'intero lavoro. Ancora una volta, con Kantan e Damask Drum continuò la ricerca per una sintesi espressiva; in questo caso combinò l'occidentale e l'orientale, il passato e il presente in una cosa sola.

Negli anni seguenti Goehr si dedicò quasi esclusivamente alla musica da camera. Questa fu forse una risposta alle difficoltà incontrate nella messa in scena delle sue opere: i limitati finanziamenti necessari per un'esibizione di musica da camera consentirono di ascoltare musica in locali cdiscostati dai sentieri battuti, consentendo al compositore un maggiore controllo sulla qualità della performance. Attraverso il mezzo della musica da camera Goehr acquisì un'immediatezza ritmica e armonica senza precedenti, permettendo alla sua musica di rimanere sempre permeabile alla musica e all'immaginario di altri tempi e luoghi: il Piano Quintet (2000) e la Fantasie for cello and piano (2005) furono infatti un esempio di tale permeabilità di sonorità ricche di qualità assolutamente simile a quella di Ravel.

Il set di pezzi per pianoforte Symmetries Disorder Reach (2007) fu una suite barocca appena velatamente camuffata, impregnata dallo spirito del primo Berg e in Marching to Carcassonne (2003) creò un intrecciò tra il neoclassicismo e Stravinsky, mentre Manere per violino e clarinetto (2008), basato su un frammento del canto gregoriano medievale, fu una tipica incursione nell'arte dell'abbellimento musicale. Sempre nel 2008 fu scritto Since Brass nor Stone per quartetto d'archi e percussioni (2008), un monumento a Pavel Haas. Ispirato a un sonetto di Shakespeare, dal quale prese a prestito il titolo, quest'opera divenne una rappresentazione dell'inventiva del recente lavoro da camera di Goehr. Un recensore descrisse il mondo sonoro di questo lavoro come "singhiozzanti schemi fugali sovrapposti a intricate, delicate percussioni [...] un magico giardino di trame variegate".

Dopo una pausa di quasi dieci anni dal mezzo operistico, Goehr tornò a scrivere un'opera lirica con Promised End (2008-2009), eseguita per la prima volta dall'English Touring Opera nel 2010 e basato sul Re Lear di Shakespeare. Nello stesso anno arrivò When Adam Fell, una commissione della BBC per orchestra basata sul basso cromatico della corale di Bach "Durch Adam's Fall is alles Verderbt", presentata per la prima volta a Goehr dal suo insegnante Olivier Messiaen. Basò poi To These Dark Steps/The Fathers are Watching (2011-2012), scritto per tenore, coro di bambini e gruppo, su testi del poeta israeliano Gabriel Levin relativi all'attentato di Gaza durante la guerra in Iraq e fu presentato in anteprima in un concerto in occasione dell'80º compleanno di Goehr.

Per il trio Largo Siciliano (2012) venne elogiato per la sua padronanza dell'equilibrio auditivo tra l'insolita combinazione di violino, corno e pianoforte, "dall'apertura della malinconia crepuscolare a un finale che sembra svanire nell'oblio". La sinfonia da camera ...between the lines... (2013), l'ultima commissione in una relazione di lunga data con il gruppo di musica contemporanea di Birmingham, fu invece un'opera monotematica in quattro movimenti suonati senza interruzioni, come un riconoscimento diretto della Sinfonia da Camera op. 9 di Arnold Schönberg.

Nel 2004 Goehr ricevette un dottorato onorario di musica dalla Plymouth University.

Stile musicale

Eclettismo e sintesi

Alexander Goehr in tutte le opere di Goehr manifestò, in un modo o nell'altro, i suoi studi sulla sintesi di diversi elementi diversi. Questo fu particolarmente evidente nel suo pezzo rivoluzionario, The Deluge (1957-1958), ispirato alle note di Ėjzenštejn per un film basato su uno scritto di Leonardo da Vinci; in altre parole Goehr scrisse musica sugli appunti di un regista per un film basato sugli scritti di un pittore! Allo stesso modo, egli trasse la sua ispirazione per nuove composizioni dalle fonti più disparate, dalle proporzioni formali di una sonata per pianoforte di Beethoven (Metamorphosis/Dance, 1973-4) a un dipinto di Goya (The Colossus o Panic, 1990), al sinistro umorismo di Bertolt Brecht (Arden Must Die, 1966) o al teatro giapponese Nō (Kantan e Damask Drum, 1999).

Un altro elemento del filo rosso di The Deluge fu che egli prese spunto da un progetto Ėjzenštejn incompiuto e mai realizzato. Goehr tornò infatti più volte all'idea di realizzare una sintesi di frammenti o progetti incompiuti lasciati da altri artisti, anche se in modo metaforico: esempi furono la cantata The Death of Moses in risonanza con il lavoro Moses und Aron incompiuto di Schönberg; l'opera Arianna (1995) fece da cornice al libretto di un'opera perduta di Monteverdi e i frammenti di prosa pubblicati postumi di Franz Kafka fecero da sfondo a Das Gesetz der Quadrille (1979), Sur terre en l'air (1997) e Schlussgesang (1990).

Per un livello musicale strettamente tecnico, lo sforzo di Goehr fu a lungo quello di unificare il rigore contrappuntistico e i meccanismi motivanti della Prima scuola viennese e Seconda scuola viennese con un forte senso di ritmo armonico e sonorità. Indicativo in tal senso fu il fatto che Goehr dovesse andare a Parigi non solo per frequentare le lezioni di Messiaen al Conservatorio di Parigi, ma anche per studiare contrappunto e serialismo con lo studioso di Schönberg e compositore Max Deutsch; ancora più indicativo fu l'aneddoto che Deutsch avrebbe buttato Goehr fuori di casa dopo aver appreso delle intenzioni del giovane di studiare con Messiaen e con lui. L'indebitamento di Goehr nei confronti di Messiaen fu molto forte, come dimostrato infatti dall'impegno permanente di Goehr per la modalità come integrazione sia al serialismo che alla tonalità, così come la sua scrittura melodica spesso ispirata al canto degli uccelli, in particolare nella cantata Sing, Ariel.

Coinvolgimento con il passato

Goehr ebbe sempre un interesse per il passato della musica ben lungi dall'essere un manierismo vuoto o un segno di conservatorismo musicale, ma piuttosto un'esplorazione seria e costantemente rinnovata delle sue radici musicali. Egli infatti non considerò mai la musica del passato come un ostacolo, ma anzi fu solito attribuirle la matrice della ricerca di un linguaggio musicale innovativo:

«Nella mente del compositore vaghi ricordi si fondono e diventano un'idea nuova, consapevole e creativa. Un artista è consapevole della tradizione da cui proviene e questo legame ha poco a che fare con il tempo o il progresso.»

Questo atteggiamento lo espresse sinteticamente nella sorprendente affermazione secondo cui "tutta l'arte è nuova e tutta l'arte è conservatrice". Intesa in questo modo, egli ricondusse la sua immaginazione musicale del passato a tre fonti fondamentali:

Walter Goehr

Sebbene il rapporto personale di Goehr con suo padre non fosse privo di problemi, Walter Goehr ebbe un'influenza determinante su suo figlio attraverso il suo lavoro come direttore: i compositori di cui Walter sostenne il lavoro - Arnold Schönberg, Claudio Monteverdi, Modest Petrovič Musorgskij, Olivier Messiaen - funsero da "filo rosso" in tutta la produzione di Alexander. Ad esempio, in Arianna usò il libretto di un'opera perduta di Monteverdi, Arianna abbandonata evocando delle sonorità rimandanti al Rinascimento italiano. Il quintetto Five Objects Darkly (il cui titolo fu preso in prestito da un'opera del pittore Giorgio Morandi) fu una serie di variazioni basate su un frammento musicale di Mussorgsky e nella precedente Little Symphony usò la struttura cordale delle Catacombe di Mussorgsky da Quadri di un'esposizione come una spina dorsale armonica.

I compositori modernisti del primo Novecento

Walter Goehr studiò con Schönberg e fu costantemente circondato da compositori di alto livello come Mátyás Seiber, Michael Tippett ed altri. Il forte senso di indebitamento di Goehr nei confronti di questa generazione, in particolare nei confronti di Schönberg, ebbe molto a che fare con la sua ambivalente reazione alla scuola avanguardista di Darmstadt degli anni '50 (in cui il suo amico e mentore Pierre Boulez fu fortemente coinvolto).

La musica della tradizione barocca e classica

L'interesse di Goehr per queste musiche fece sicuramente parte della sua eredità schönberghiana. Proprio come Schönberg, Goehr rifiutò di considerare la composizione a lui contemporanea come una pratica indipendente da qualsiasi tradizione musicale, ma piuttosto cercò nella tradizione gli elementi per l'innovazione del linguaggio musicale. La ricerca di Alexander di un mezzo per controllare la struttura e l'armonia nella musica lo portò alla fine degli anni Settanta a un'interpretazione innovativa della pratica del tardo barocco del basso figurato in combinazione con la sua miscela personale di modalità e serialismo. Ciò venne esemplificato dalla sua impostazione del Salmo IV e dalle conseguenti opere correlate: Fuga e Romanza sulle note del quarto Salmo (rispettivamente 1976 e 1977). Goehr si impegnò anche nella reinvenzione di forme classiche come la sinfonia, il Concerto classico e la Suite barocca (dalla sua Suite Op. 11 del 1961 fino a Symmeteries Disorder Reach del 2007). Ulteriori sue fonti di ispirazione furono i trattati sull'ornamento musicale di Carl Philipp Emanuel Bach e Monteverdi, la cui sintesi della polifonia rinascimentale con il primo barocco spostata verso l'omofonia e il controllo dell'armonia, rispecchiò chiaramente l'impegno di Goehr verso una pratica serialista armoniosamente espressiva.

Elenco lavori

In ordine cronologico:

Scritti

Media

Nel 1987 la BBC invitò Goehr a presentare le Reith Lectures. In una serie di sei lezioni, intitolate The Survival of the Symphony, egli ripercorse l'importanza della sinfonia e la sua apparente caduta in disgrazia nel XX secolo.

Note

  1. ↑ (EN) A leading British composer died today, su slippedisc.com, 26 agosto 2024. URL consultato il 26 agosto 2024.
  2. ↑ Dal profilo di Alexander Goehr della Facoltà di musica dell'Università di Cambridge, su mus.cam.ac.uk.
  3. 1 2 Alexander Goehr, "A Letter to Pierre Boulez", in Finding the Key: Selected Writings of Alexander Goehr, edited by Derrick Puffett (London and Boston: Faber and Faber, 1998), 5.
  4. ↑ Alexander Goehr, "Finding the Key", in Finding the Key: Selected Writings of Alexander Goehr (London: Faber and Faber, 1998), 291–292.
  5. ↑ Alexander Goehr, Programme note for The Death of Moses, BBC Proms 1992, Sunday 2 August 1992, p. 8.
  6. ↑ Alexander Goehr, Programme note for Arianna, The Royal Opera House September/October 1995.
  7. ↑ Interview given on 3 November 2007 for the BBC Music Matters Series.
  8. ↑ Geoff Brown, review of the premiere of Since Brass Nor Stone on 10 July 2008 in St Andrew Holborn, London; published in The Times, 16.07.08
  9. ↑ English Touring Opera's website, su englishtouringopera.org.uk.
  10. ↑ Christopher Morley, review of the premiere of Largo Siciliano on 5 July 2012 as part of Cheltenham Music Festival; published in Birmingham Post, 13 July 2012
  11. ↑ Robin Holloway, 'Alexander Goehr at 70', in: Latham, Alison (ed.). 2003. Sing, Ariel: Essays and Thoughts for Alexander Goehr's Seventieth Birthday. With compact disc. Aldershot, England; Burlington, VT: Ashgate, pp. 3–4
  12. 1 2 Alexander Goehr, "A Letter to Pierre Boulez", in Finding the Key: Selected Writings of Alexander Goehr (London: Faber and Faber, 1998), 21.
  13. ↑ Williams, Nicholas. 2001. "Goehr (2): (Peter) Alexander Goehr". The New Grove Dictionary of Music and Musicians, ed. S. Sadie and J. Tyrrell. London: Macmillan.
  14. ↑ Alexander Goehr, 'Finding the Key' in Finding the Key: Selected Writings of Alexander Goehr(London: Faber and Faber, 1998), 291–292
  15. ↑ Cf. "Inizialmente ero attratto dal serialismo [...] Ma anche da studente sentivo una serie di riserve. Non potevo condividere l'atteggiamento di [Boulez] nei confronti di Webern [...]. Essendo stato allevato in una famiglia molto Schönberghiana, preferivo vedere i risultati di Webern come un'estensione degli ideali di Schönberg". Alexander Goehr, "A Letter to Pierre Boulez", in Finding the Key: Selected Writings of Alexander Goehr (London: Faber and Faber, 1998).
  16. ↑ Discografia di Goehr, su schott-music.com. URL consultato il 12 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 22 febbraio 2012).

Bibliografia

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