Alfonso Noce

Alfonso Noce

Commissario del Governo
nella Regione Molise
Durata mandato15 maggio 1997 –
17 ottobre 1999
PredecessoreGiulio de Luca
SuccessoreRoberto Fusco

Componente della commissione straordinaria per la gestione del comune di Frattamaggiore
Durata mandato5 novembre 2002 –
17 maggio 2005
PredecessoreMaria Elena Stasi
SuccessoreFrancesco Russo

Componente della commissione straordinaria per la gestione del comune di Afragola
Durata mandato25 ottobre 2005 –
30 aprile 2008
PredecessoreGaetano Piccolella
SuccessoreVincenzo Nespoli

Commissario straordinario
del comune di Battipaglia
Durata mandato11 settembre 2008 –
7 giugno 2009
PredecessoreGennaro Barlotti
SuccessoreGiovanni Santomauro

Alfonso Noce (Marcedusa, 13 febbraio 1933) è un funzionario e prefetto italiano. Nel corso della carriera nell'amministrazione della pubblica sicurezza fu impegnato soprattutto nell'antiterrorismo durante gli anni di piombo e il 14 dicembre 1976 sopravvisse a un attentato dei Nuclei Armati Proletari, nel quale rimase ucciso l'agente della sua scorta Prisco Palumbo; fu successivamente questore di Cosenza, prefetto di Taranto e commissario del Governo nella Regione Molise.

Biografia

Carriera nella pubblica sicurezza

Nel 1959 frequentò a Roma il corso per allievi vicecommissari della pubblica sicurezza insieme, tra gli altri, a Vincenzo Sucato e Sergio Castellari. Dal 1959 al 1973 prestò servizio presso l'Ufficio politico della Questura di Roma, quindi passò a Milano, dove nel luglio dello stesso anno ricopriva l'incarico di capo della squadra politica.

Passò successivamente ai nuclei antiterrorismo, assumendo la direzione di quelli del Lazio e dell'Abruzzo e, nel dicembre 1976, era da circa due anni alla guida dell'antiterrorismo nel Lazio, impegnato nelle indagini sui Nuclei Armati Proletari e nelle attività investigative collegate all'omicidio del magistrato Vittorio Occorsio; nel marzo 1977 passò quindi al Ministero dell'interno, presso l'Ispettorato generale per l'azione contro il terrorismo.

L'attentato del 1976

Il 14 dicembre 1976, mentre usciva dalla propria abitazione a Roma, Noce, allora vicequestore impegnato nell'antiterrorismo, fu bersaglio di un attentato compiuto da un commando dei Nuclei Armati Proletari: nello scontro a fuoco rimase ferito, mentre l'agente della scorta Prisco Palumbo, ventiquattrenne, venne ucciso insieme al militante dei NAP Martino Zicchitella e un altro agente della scorta rimase ferito.

Noce era all'epoca «responsabile dei Servizi di sicurezza per il Lazio (il nucleo regionale dell'antiterrorismo)» e tra i responsabili dell'attentato successivamente identificati e condannati figuravano Raffaele Piccinino, Ernesto Grasso, Sebastiano Cerullo e Giovanni Gentile Schiavone; il procedimento giudiziario nei confronti degli appartenenti ai NAP coinvolti nell'azione si concluse con pesanti condanne.

Le indagini durante il caso Moro

Durante il periodo nell'antiterrorismo Noce gestì una fonte confidenziale conosciuta con il soprannome di «il cardinale», le cui informazioni, sviluppate attraverso accertamenti, pedinamenti e intercettazioni, contribuirono alle indagini che portarono all'individuazione della tipografia clandestina di via Pio Foà, collegata alle Brigate Rosse e utilizzata per la produzione di materiale relativo al sequestro di Aldo Moro.

Nel luglio 1978, dopo l'uccisione di Aldo Moro, venne incaricato dal direttore dell'UCIGOS Gaspare De Francisci di svolgere accertamenti su una Renault 4 rossa segnalata in via Camillo Montalcini; affidati i primi riscontri al maresciallo Leonardo Scarlino, nel corso degli accertamenti emerse anche il nome di Anna Laura Braghetti. Partecipò inoltre agli accertamenti relativi alla mancata individuazione del covo brigatista di via Gradoli, senza essere stato il funzionario responsabile della perquisizione originaria del 18 marzo 1978.

Questore e incarichi ministeriali

Dopo l'esperienza nell'antiterrorismo fu trasferito al Viminale, dove operò in una divisione incaricata di informazioni generali prima di ottenere la promozione a questore e l'assegnazione di una questura.

Fu questore di Cosenza almeno tra il 1982 e il 1983, risultando nominativamente titolare della questura nel marzo 1982 e ancora in carica nei primi giorni di marzo dell'anno successivo; entro il febbraio 1984 aveva lasciato l'incarico, passato a Umberto Improta.

Il 18 maggio 1988 risultava già prefetto in servizio presso il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno e, pochi giorni dopo, ricopriva l'incarico di capo divisione della segreteria di coordinamento dell'UCIGOS, mentre Improta vi era capo sezione.

Carriera prefettizia

Dal 13 settembre 1993 al 14 maggio 1997 fu prefetto di Taranto, succedendo a Gaetano Spirito e venendo a sua volta sostituito da Mario Licciardello, entrato in carica il 15 maggio 1997.

Durante il mandato tarantino il suo operato fu al centro di una controversia politico-amministrativa con Giancarlo Cito, che nell'ottobre 1996 presentò l'interrogazione parlamentare 5-00731 chiedendone la sospensione o il trasferimento e formulando accuse relative all'esercizio delle funzioni prefettizie; la risposta governativa del 7 maggio 1997 giudicò immotivata la richiesta e definì l'operato del prefetto «costantemente ed esclusivamente» rivolto a garantire il rispetto della legalità, mentre Cito, pur dichiarandosi insoddisfatto, osservò che Noce era stato «ugualmente trasferito anche se per altri motivi».

Incarichi commissariali

Concluso l'incarico tarantino, ricoprì quello di commissario del Governo nella Regione Molise dal 15 maggio 1997 al 17 ottobre 1999, risultando nominativamente documentato almeno al 3 giugno 1998, quando alcuni consiglieri regionali si rivolsero al «dottor Alfonso Noce, commissario del Governo nella Regione Molise»; con decreto del Presidente della Repubblica del 26 ottobre 1999 Roberto Fusco venne quindi nominato commissario del Governo nella Regione Molise con decorrenza dal 18 ottobre dello stesso anno.

Dopo il collocamento in quiescenza fu chiamato a svolgere diversi incarichi nella gestione straordinaria di enti locali e, con decreto del Presidente della Repubblica del 5 novembre 2002, venne nominato, insieme al viceprefetto Sante Frantellizzi e al funzionario Raffaele Barbato, componente della commissione straordinaria cui fu affidata la gestione del comune di Frattamaggiore, sciolto per infiltrazioni della criminalità organizzata, rimanendovi fino al 17 maggio 2005.

Il 25 ottobre 2005 venne quindi nominato componente della commissione straordinaria per la gestione del comune di Afragola, insieme al viceprefetto Michele Mazza e al direttore amministrativo contabile Raffaele Barbato, con la qualifica di «prefetto in quiescenza»; la gestione commissariale terminò con l'insediamento degli organi ordinari successivi alle elezioni amministrative del 2008, con la proclamazione del nuovo sindaco Vincenzo Nespoli il 30 aprile dello stesso anno.

Con decreto del Presidente della Repubblica dell'11 settembre 2008 Noce fu infine nominato commissario straordinario del comune di Battipaglia, con i poteri spettanti al consiglio comunale, alla giunta e al sindaco, fino all'insediamento degli organi ordinari, concludendo l'incarico nel 2009 dopo le successive elezioni amministrative.

Nella cultura di massa

L'attentato del 1976 ha ispirato il film Padrenostro del 2020, diretto dal figlio Claudio Noce, nel quale la vicenda viene narrata dal punto di vista di un bambino e il personaggio ispirato ad Alfonso Noce è interpretato da Pierfrancesco Favino.

Onorificenze

Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria
Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 2 giugno 1982
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 2 giugno 1989

Note

Annotazioni

  1. 1 2 La decorrenza dal 15 maggio 1997 non è stata finora riscontrata in un provvedimento nominativo relativo ad Alfonso Noce. La data è ricostruita sulla base della successione degli incarichi: la Prefettura di Taranto documenta Noce in carica fino al 14 maggio 1997 e il suo successore Mario Licciardello dal 15 maggio; inoltre, nel resoconto della I Commissione della Camera dei deputati del 7 maggio 1997, Giancarlo Cito si riferiva al trasferimento di Noce come a un fatto già avvenuto o comunque deciso. La documentazione parlamentare successiva attesta nominativamente Noce quale commissario del Governo nella Regione Molise almeno al 3 giugno 1998. Cfr. Albo dei prefetti – Prefettura di Taranto, su prefettura.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 6 settembre 2026.; I Commissione – Resoconto di mercoledì 7 maggio 1997, su leg13.camera.it, Camera dei deputati, 7 maggio 1997. URL consultato il 6 settembre 2026.; Atti parlamentari – Camera dei deputati, seduta del 12 giugno 1998 (PDF), su documenti.camera.it, Camera dei deputati, 12 giugno 1998. URL consultato il 6 settembre 2026..
  2. 1 2 La cessazione al 17 ottobre 1999 non è stata finora riscontrata in un provvedimento nominativo relativo ad Alfonso Noce. La data è ricostruita sulla base della nomina del successore Roberto Fusco, disposta con decreto del Presidente della Repubblica del 26 ottobre 1999 con decorrenza dal 18 ottobre dello stesso anno; il 17 ottobre rappresenta pertanto l'ultimo giorno possibile dell'incarico di Noce, salvo un'eventuale cessazione anteriore che, allo stato delle fonti reperite, non risulta documentata. Cfr. Nomina del commissario del Governo nella regione Molise (PDF), su Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 11 febbraio 2000, p. 61. URL consultato il 6 settembre 2026..
  3. ↑ Giulio de Luca è l'ultimo titolare nominativamente documentato quale commissario del Governo nella Regione Molise prima dell'incarico di Alfonso Noce: il 10 ottobre 1994 è attestato in tale funzione dalla documentazione della Presidenza della Repubblica. Fonti successive documentano l'esistenza dell'ufficio e la presenza di un commissario del Governo in Molise il 22 novembre 1996 e ancora nel marzo-aprile 1997, senza tuttavia indicarne il nominativo. Non è stato finora reperito un provvedimento che attesti espressamente la cessazione di De Luca o la successione diretta De Luca–Noce; l'indicazione come predecessore deve pertanto intendersi come ricostruzione sulla base dell'ultimo titolare nominativamente documentato prima di Noce. Cfr. Diario storico della Presidenza della Repubblica, su archivio.quirinale.it, Presidenza della Repubblica, 10 ottobre 1994. URL consultato il 6 settembre 2026..

Fonti

  1. ↑ Anna Tarquini, «Quel giorno Castellari incontrò un giudice». Un altro mistero, parla il questore di Verona (PDF), su l'Unità, 8 marzo 1993, p. 4. URL consultato il 6 settembre 2026.
  2. 1 2 3 4 5 Audizione di Alfonso Noce (PDF), su gerograssi.it, Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro, 16 marzo 2016. URL consultato il 6 settembre 2026.
  3. ↑ Il Giorno, 3 luglio 1973.
  4. 1 2 Gianni Palma, Sapevo che prima o poi ci avrebbero provato (PDF), su l'Unità, 15 dicembre 1976, p. 4. URL consultato il 6 settembre 2026.
  5. 1 2 Roma. La Questura commemora la Guardia di P.S. Prisco Palumbo, vittima del terrorismo, su questure.poliziadistato.it, Polizia di Stato – Questura di Roma. URL consultato il 6 settembre 2026.
  6. ↑ Attentato dei NAP al vicequestore Noce, condanne, su la Repubblica, 9 maggio 1985. URL consultato il 6 settembre 2026.
  7. 1 2 Doc. XXIII, n. 23 – Relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro, su camera.it, Camera dei deputati. URL consultato il 6 settembre 2026.
  8. 1 2 Verbale del Tribunale di Roma del 18 maggio 1988 (PDF), su gerograssi.it, 18 maggio 1988. URL consultato il 6 settembre 2026.
  9. ↑ Pagina 10 (PDF), su l'Unità, 3 marzo 1983, p. 10. URL consultato il 6 settembre 2026.
  10. ↑ La Repubblica: «Così fu pedinata la carceriera BR», su Gero Grassi, 29 maggio 1988. URL consultato il 6 settembre 2026.
  11. ↑ Albo dei prefetti – Prefettura di Taranto, su prefettura.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 6 settembre 2026.
  12. ↑ Interrogazione a risposta in commissione 5/00731 presentata da Cito Giancarlo, su dati.camera.it, Camera dei deputati, 10 ottobre 1996. URL consultato il 6 settembre 2026.
  13. ↑ I Commissione – Resoconto di mercoledì 7 maggio 1997, su leg13.camera.it, Camera dei deputati, 7 maggio 1997. URL consultato il 6 settembre 2026.
  14. ↑ Atti parlamentari – Camera dei deputati, seduta del 12 giugno 1998 (PDF), su documenti.camera.it, Camera dei deputati, 12 giugno 1998. URL consultato il 6 settembre 2026.
  15. ↑ Nomina del commissario del Governo nella regione Molise (PDF), su Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 11 febbraio 2000, p. 61. URL consultato il 6 settembre 2026.
  16. ↑ Affidamento della gestione del comune di Frattamaggiore ad una commissione straordinaria (PDF), su Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 20 novembre 2002. URL consultato il 6 settembre 2026.
  17. ↑ Atti parlamentari (PDF), su senato.it, Senato della Repubblica. URL consultato il 6 settembre 2026.
  18. ↑ Affidamento della gestione del comune di Afragola ad una commissione straordinaria (PDF), su Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 15 novembre 2005. URL consultato il 6 settembre 2026.
  19. ↑ Ordinanza (Atto di promovimento), su Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 28 novembre 2012. URL consultato il 6 settembre 2026.
  20. ↑ Scioglimento del consiglio comunale di Battipaglia e nomina del commissario straordinario (PDF), su Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 30 settembre 2008. URL consultato il 6 settembre 2026.
  21. ↑ Cristina Piccino, Gli anni di piombo negli occhi di un ragazzo, su ilmanifesto.it, il manifesto, 5 settembre 2020. URL consultato il 6 settembre 2026.
  22. ↑ Noce Dott. Alfonso – Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana, su quirinale.it, Presidenza della Repubblica, 2 giugno 1982. URL consultato il 6 settembre 2026.
  23. ↑ Noce Dott. Alfonso – Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana, su quirinale.it, Presidenza della Repubblica, 2 giugno 1989. URL consultato il 6 settembre 2026.

Predecessore Prefetto di Taranto Successore
Gaetano Spirito 13 settembre 1993 – 14 maggio 1997 Mario Licciardello