Alfred Flechtheim

Alfred Flechtheim circa 1910 (ritratto di Jacob Hilsdorf)

Alfred Flechtheim (Münster, 1º aprile 1878 – Londra, 9 marzo 1937) è stato un artista, collezionista d'arte, editore e mercante d'arte tedesco.

Biografia

Alfred Flechtheim nacque in una famiglia di mercanti ebrei. Divenne socio nell'attività del padre, Emil Flechtheim, commerciante di cereali, e sviluppò rapporti commerciali a Londra e Parigi.

Mercante d'arte, ma anche editore e promotore dell'Arte moderna, Alfred Flechtheim fu commissario della Sonderbund di 1912 (Sonderbund westdeutscher Kunstfreunde und Künstler) a Colonia, mostra che ha avuto un impatto significativo sull'Arte moderna. Incontrò inoltre Walt Kuhn durante l'estate e gli diede consigli per il suo futuro Armory Show.

Nel gennaio 1921, con Hermann von Wedderkop incontrato a Parigi nel 1907, fondò la rivista Der Querschnitt, che rivendette nel novembre 1924 a Hermann Ullricht (Ullstein-Verlag). Continuò tuttavia a scrivere per la rivista, la cui diventerebbe poi un'importante pubblicazione culturale.

Quando i nazisti salirono al potere, nel 1933, Flechtheim fu perseguitato e la sua attività aggredita. Nel 1933 uomini delle Sturmabteilung (SA) naziste interruppero con la forza un'asta dei quadri di Flechtheim. Nel marzo 1933 un mercante d'arte di nome Alexander Vömel, membro delle camicie brune, confiscò la galleria di Flechtheim a Düsseldorf. I nazisti sottoposero ad "arianizzazione" la galleria di Flechtheim, come fecero con molte altre imprese ebraiche. L'ex assistente di Flechtheim, Curt Valentin, lasciò la galleria di Flechtheim nel 1934 e iniziò a lavorare nella galleria berlinese di Karl Buchholz, autorizzato da Hitler e Göring a vendere l'arte confiscata per raccogliere fondi per i nazisti. I nazisti sequestrarono e svendettero la collezione privata di Flechtheim, così come il contenuto della sua galleria. Infine sei mesi dopo l'ascesa al potere dei nazisti nel 1933, Flechtheim, ridotto sul lastrico, fuggì come esule prima a Parigi e poi a Londra dove morì nel 1937.

Nel 2026 la Baviera ha deciso di restituire agli eredi di Alfred Flechtheim il bronzo Tête de femme (1906) di Pablo Picasso, raffigurante Fernande Olivier, dopo anni di una contesa giudiziaria internazionale. Altre opere appartenute a Flechtheim, tra cui lavori di Paul Klee, si ritiene che siano conservate in musei tedeschi.

I falsi del 2011

Quattro truffatori, tra cui il famoso falsaro Wolfgang Beltracchi, fabbricarono e rivendettero numerose tele false per parecchi milioni di euro, sostenendo che provenivano dalla collezione della celebre ex galleria di Alfred Flechtheim a Düsseldorf, i cui archivi erano stati devastati dai nazisti. Lo scandalo è scoperto nella primavera del 2011, dopo che alcune tele del pittore Heinrich Campendonk, che non è stato uno dei più noti pittori dell'espressionismo tedesco, abbiano visto il loro valore salire alle stelle grazie a questa illustre provenienza asserita dai falsari.

Galleria d'immagini

Note

  1. ↑ (EN) Malcolm Gee, Dealers, critics, and collectors of modern painting: aspects of the Parisian art market between 1910 and 1930, London, Garland, 1981 ISBN 0-8240-3931-9
  2. ↑ (EN) Exh.: Alfred Flechtheim. Modernism's Art Dealer, Berlin, May-Sept 2017, su The International Art Market Studies Association, 24 maggio 2017. URL consultato il 15 aprile 2021.
  3. ↑ (EN) Two Expressionist Masterworks Restituted to the Heirs of Collector, Dealer and Bon Vivant Alfred Flechtheim, su sothebys.com, 29 ottobre 2018. URL consultato il 15 luglio 2026.
  4. 1 2 (EN) William D. Cohan, MoMA's Problematic Provenances, su artnews.com, ARTnews, 17 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 18 novembre 2019).
  5. ↑ Steven Lehrer, Wannsee House and the Holocaust, Jefferson, NC, McFarland, 2000, pp. 36–47, ISBN 0-7864-4092-9.
  6. ↑ (EN) The unfinished art business of World War Two, in BBC News, 4 novembre 2013. URL consultato il 15 aprile 2021.
  7. ↑ OTFW Berlin, Deutsch: Berliner Gedenktafel, Alfred Flechtheim, Bleibtreustraße 15, Berlin-Charlottenburg, Deutschland (JPG), 18 luglio 2007. URL consultato il 15 luglio 2026.
  8. ↑ Lara Cirinò, “Restituiamo il Picasso”: la Baviera dice sì agli eredi del gallerista perseguitato dai nazisti, su repubblica.it, 15 luglio 2026. URL consultato il 15 luglio 2026.
  9. ↑ (IT) Samantha de Martin, « I sei falsari più famosi della storia dell'arte », Arte.it, 21 dicembre 2025.
  10. ↑ (FR) « Vaste escroquerie aux faux tableaux en Allemagne », Le Monde, 1° luglio 2011.

Bibliografia

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