Alfred Sully

Alfred Sully
NascitaFiladelfia (Pennsylvania), 22 maggio 1820 o 1821
MorteFort Vancouver (Territorio di Washington), 27 aprile 1879
Luogo di sepolturaCimitero di Laurel Hill (Filadelfia)
Dati militari
Forza armata Union Army
United States Army
Anni di servizio1841 - 1879
Grado
Guerre
Comandante di
Studi militariUnited States Military Academy
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Alfred Sully (Filadelfia, 22 maggio 1820 o 1821 – Fort Vancouver, 27 aprile 1879) è stato un ufficiale statunitense dell'Unione durante la guerra di secessione americana e, successivamente, un ufficiale dell'esercito degli Stati Uniti durante le guerre indiane. Il suo grado più alto è stato quello di brevetto di brigadier generale durante la guerra civile, mentre nell'esercito regolare raggiunse il grado di colonnello.

Biografia

Primi anni

Figlio di Thomas Sully (1783-1872), famoso ritrattista britannico naturalizzato statunitense, Alfred Sully nacque a Filadelfia il 22 maggio 1820 o 1821. Dal padre ereditò l'amore per la pittura e già a tredici anni realizzò degli schizzi interessanti della prigione di Walnut Street della sua città. Nel 1837 entrò nell'Accademia mlitare di West Point dove, a conferma della sua passione per la pittura, poco dopo dipinse ad acquerello una veduta delle caserme e del piazzale d'armi. Sully lasciò l'Accademia con il grado di sottotenente nel 1841.

Carriera militare

Nell'autunno del 1842 Sully combatté nella seconda guerra Seminole in Florida e, nel 1847 durante la guerra messico-americana, prese parte all'assedio di Veracruz. Tra il 1849 e il 1853, dopo che la California era caduta sotto la giurisdizione americana, Sully prestò servizio come quartiermastro capo a Monterey dove, nel 1850, sposò Manuela Antonia Jimeno, una ragazza quindicenne figlia di un'importante famiglia locale. L'anno successivo la coppia ebbe un figlio, Thomas, ma sia Manuela che il neonato morirono probabilmente di colera quello stesso anno. Durante il periodo vissuto a Monterey, Sully realizzò diversi dipinti a olio e ad acquerello che raffiguravano la vita sociale di quella città.

Nel 1852 Sully fu promosso capitano e, dal 1854 al 1856, comandò la Compagnia F del 2º Reggimento di fanteria a Fort Ridgely, in Minnesota. In quegli anni sotto il generale di brigata William S. Harney partecipò alle spedizioni contro gli indiani del fiume Rogue e combatté nella battaglia di Ash Hollow.

Fort Pierre - Dipinto di Alfred Sully del 1857

Fu poi di stanza a Fort Pierre, nel Territorio del Dakota, dal 1856 al 1857 e a Fort Kearny, nel Nebraska, dal 1859 al 1860. Nel 1857 Sully si sposò con Susan Pehandutawin, una donna Yankton sioux che aveva conosciuto mentre era di stanza a Fort Pierre. Ebbero una figlia, Mary Sully (nata intorno al 1858), che in seguito sposò Philip Deloria, leader politico e capo della chiesa episcopale della riserva di Standing Rock. Dalla loro unione nacque Ella Cara Deloria, nota scrittrice, etnografa e antropologa impegnata nella ricerca e nella valorizzazione della cultura e delle tradizioni dei Teton Sioux. Nel 1858 Sully si recò in missione in Europa per approfondire le sue conoscenze sulle tecniche e le strategia militari del Vecchio Continente.

La guerra civile

Allo scoppio della guerra civile americana, Sully continuò a operare come volontario nell'esercito dell'Unione e, con il suo reggimento, nel 1861 occupò la città di Saint Joseph, in Missouri, dove si erano verificati movimenti secessionisti. Dopo la battaglia di Seven Pines, durante la quale un proiettile lo ferì a un orecchio, ricevette il brevetto di tenente colonnello. Successivamente prese parte a battaglie importanti come quelle di Yorktown, Malvern Hill, South Mountain e Antietam. Il 26 settembre 1862 fu promosso brigadier generale dei volontari e come tale guidò una brigata di fanteria sia nella battaglia di Fredericksburg che in quella di Chancellorsville. A maggio 1863, il generale John Gibbon, suo diretto superiore, lo sospese dal comando in quanto lo ritenne responsabile per non essere riuscito a reprimere un ammutinamento di alcune compagnie del suo reggimento. Sully fu però scagionato da ogni accusa da una commissione d'inchiesta e fu assegnato al comando del distretto dell'Iowa per combattere le tribù di Sioux ostili che operavano nel territorio del Dakota.

Le campagne contro gli indiani

Nel 1863, in risposta alla guerra Dakota del 1862, Alfred Sully fu incaricato di comandare spedizioni punitive contro i responsabili della rivolta. Lo scopo di queste operazioni era di scovare e punire le varie tribù di Sioux che dal Minnesota si erano dirette verso ovest. Sully comandava una forza di circa 2.000 soldati che si spostarono inizialmente con quattro battelli a vapore lungo il Missouri e poi via terra per raggiungere la loro destinazione nel territorio del Dakota.

La spedizione culminò nella battaglia di Whitestone Hill, dove le truppe di Sully attaccarono un grande accampamento di circa 500 tende di Piedi Neri, Dakota, Hunkpapa e Lakota. Fu una vera strage. L'intero villaggio fu bruciato con tutto il suo contenuto di provviste. I morti tra gli indiani furono tra 150 e 200, mentre per i soldati i morti furono 20. Nel suo rapporto sulla battaglia, Sully scrisse: «Posso affermare con certezza di aver inflitto loro una delle punizioni più severe che gli indiani abbiano mai ricevuto». Al termine della battaglia, Sully costruì un forte, che porta il suo nome, sulla riva sinistra del Missouri nei pressi di Fort Pierre per trascorrervi l'inverno prima di riprendere le operazioni contro i Sioux.

La campagna riprese nel 1864 quando il generale John Pope ordinò a Sully di iniziare un'operazione militare, denominata Northwestern Indian Expedition, per «annientare gli accampamenti degli indiani delle praterie». All'inizio di luglio, Sully costruì Fort Rice alla foce del fiume Cannonball, nell'allora territorio del Dakota, come avamposto di frontiera e base per le operazioni contro i Sioux. Il 28 luglio, nella battaglia della Killdeer Mountain, Sully alla testa di due brigate di soldati, circa 2.200 uomini, attaccò un grande villaggio di nativi americani appartenenti a diverse tribù, tra cui Hunkpapa, Piedi Neri, Yankton, Sans Arc e Minneconjou. I combattimenti durarono per tutto il giorno fino a quando i soldati si impadronirono del villaggio e costrinsero gli indiani a disperdersi fra i monti. La mattina seguente Sully fece distruggere l'intero villaggio comprese le scorte di alimenti, gli utensili e le pelli che gli indiani vi avevano abbandonato. Nel rapporto Sully indicò in 150 i morti tra gli indiani e in 5 le perdite subite dai soldati.

La regione delle Badlands nel Dakota del Sud

Dopo la battaglia, avendo quasi del tutto esaurito le scorte, Sully con i suoi uomini attraversò le Badlands e si diresse verso la regione dello Yellowstone dove sperava di poter trovare i rifornimenti necessari. Durante la marcia, tra il 7 e il 9 agosto, ci furono vari scontri con i Sioux in quella che è ricordata come la "battaglia delle Badlands". Si trattò di episodi di minore importanza rispetto agli eventi precedenti che, tuttavia, nei tre giorni di combattimento provocarono un centinaio di morti tra gli indiani e 9 morti tra i soldati. Nel rapporto inviato al generale Pope, Sully non mancò di esprimere la sua soddisfazione per i risultati ottenuti: «La spedizione indiana è stata un successo sotto ogni aspetto, per quanto fosse in potere di chiunque o di qualsiasi corpo di truppe renderla tale».

Al termine della guerra civile, Sully, congedato dal servizio volontario, entrò nei ranghi dell'esercito degli Stati Uniti con il grado di tenente colonnello. Nel 1866 contrasse il terzo matrimonio. Sposò Sophia Henrietta Webster dalla quale ebbe due figli: Albert Walter che, come il padre, intraprese la carriera militare e Blanche Rosalie.

Agli inizi di settembre del 1868, Sully partì da Fort Dodge alla testa di un contingente di 500 uomini per punire gli indiani "ostili" che si erano resi responsabili di varie incursioni nel territorio del Kansas. Il 12 settembre i soldati si scontrarono con alcune bande di Cheyenne, Kiowa e Comanche, ma furono costretti ad arretrare in quanto gli indiani sfruttarono a loro vantaggio la migliore conoscenza del territorio. Alla fine, viste le difficoltà incontrate in quella spedizione, Sully decise di tornare a Fort Dodge nonostante il parere contrario dei suoi ufficiali che lo criticarono ulteriormente per aver saputo contrastare in maniera efficace gli attacchi degli indiani.

Due mesi dopo, Sully e George Armstrong Custer ricevettero l'incarico di costruire un avamposto militare sul fiume Beaver, nel nord-ovest dell'attuale Oklahoma, avamposto che fu chiamato Camp Supply e che doveva servire come base operativa per la campagna invernale contro gli indiani delle Grandi Pianure meridionali. I rapporti tra Sully e Custer, però, erano tutt'altro che buoni. Sully detestava Custer: lo riteneva arrogante, impulsivo e indisciplinato. Custer, dal canto suo, derideva Sully in quanto comandante che esercitava la sua funzione dall'interno di un carro adibito al trasporto dei feriti. Sully, infatti, per le sue condizioni fisiche era impossibilitato ad andare a cavallo e, quindi, di prendere parte attiva ai combattimenti. Inoltre tra i due si era acceso un duro contrasto sulla strategia militare da seguire e soprattutto su chi dovesse avere il comando in quella spedizione. A risolvere la disputa intervenne il generale Philip Sheridan che scelse il suo protetto, Custer, come capo della spedizione e fece rientrare Sully a Fort Leavenworth dove il malcapitato rimase a disposizione per alcuni mesi senza che gli venisse affidato un incarico preciso.

Ultimi incarichi e morte

Capo Giuseppe

Nel 1869, Sully fu nominato sovrintendente agli affari indiani per il Territorio del Montana. Fu promosso colonnello nel 1873 e comandò il 21º Reggimento di fanteria degli Stati Uniti. Dal 1874 al 1876 fu di stanza a Fort Vancouver, nella parte settentrionale della costa del Pacifico, dove i suoi compiti includevano operazioni di guarnigione e di mantenimento dell'ordine nel territorio intorno a quel remoto avamposto. Nel 1877, partecipò alla campagna del generale Oliver O. Howard contro i Nez Perce. La campagna portò alla resa della banda di Capo Giuseppe che, non avendo accettato l'ordine di trasferirsi in una riserva, era in fuga verso il Canada. Questi incarichi minori di fine carriera sono l'evidenza di come fosse enormemente diminuito il coinvolgimento diretto di Sully nei combattimenti rispetto a quello degli anni precedenti.

Finita la campagna contro i Nez Perce, a settembre di quello stesso anno Sully riprese il comando di Fort Vancouver e mantenne l'incarico fino alla morte avvenuta il 27 aprile 1879. Fu sepolto nel cimitero di Laurel Hill a Filadelfia, cimitero che conserva anche le spoglie dei suoi genitori.

Note

  1. ↑ John H. Eicher, Civil War High Commands, Stanford University Press, 2001, p. 518
  2. 1 2 Jayne E. Blair, The Essential Civil War: A Handbook to the Battles, Armies, Navies and Commanders, McFarland & Company, 2014, p. 287
  3. ↑ Langdon Sully, No Tears for the General: The Life of Alfred Sully, 1821-1879, American West Pub. Co., 1974, p. 19
  4. ↑ Langdon Sully, op. cit., p. 22
  5. 1 2 3 Micheal Clodfelter, The Dakota War - The United States Army Versus the Sioux, 1862-1865, McFarland & Company, Inc., 1998, pp. 118-120
  6. ↑ Langdon Sully, op. cit., p. 36
  7. ↑ Stephen G. Hyslop, Alfred Sully's Intimate Intrusion at Monterey, su California History, vol. 90, n. 1, 2012, p. 11
  8. ↑ About Alfred Sully, su askart.com.
  9. ↑ Frank Myers, Soldiering in Dakota Among the Indians in 1863-4-5, Books for Libraries Press, 1971, p. 34
  10. ↑ Deloria, Ella Cara, su encyclopedia.com.
  11. ↑ Ezra J. Warner Jr., Generals in Blue: Lives of the Union Commanders, Louisiana State University Press, 2002, p. 488
  12. ↑ Sibley and Sully, su ndstudies.gov.
  13. ↑ Paul R. Wylie, Blood on the Marias. The Baker Massacre, University of Oklahoma Press, 2016, pp. 134-135
  14. ↑ Langdon Sully, op. cit., p. 175
  15. ↑ Micheal Clodfelter, op. cit., p. 157
  16. ↑ Gregory F. Michino, Encyclopedia of Indian Wars: Western Battles and Skirmishes, 1850-1890, Mountain Press Publishing Company, 2003, p. 145
  17. ↑ Robert M. Utley, Frontiersmen in Blue: the United States Army and the Indian, 1848-1865, Macmillan, 1967, p. 278
  18. ↑ Gregory F. Michino, op. cit., p. 146
  19. ↑ Louis Pfaller, Sully's Expedition od 1864, North Dakota History, vol. 31, n. 1, 1964, p. 32
  20. ↑ Micheal Clodfelter, op. cit., p. 187
  21. ↑ Louis Pfaller, op. cit., p. 52
  22. ↑ Langdon Sully, op. cit., p. 214
  23. 1 2 Langdon Sully, op. cit., p. 217
  24. ↑ Lt. Col. Alfred H. Sully (1821-1879), su nps.gov.
  25. ↑ Fort Supply History, su okhistory.org.
  26. ↑ Robert M. Utley, Frontier Regulars: The United States Army and the Indian, 1866-1891, Indiana University Press, 1977, p. 150
  27. ↑ Stephen Ambrose, Crazy Horse and Custe, Purnell Book Services Ltd., 1975, p. 288
  28. ↑ Langdon Sully, op. cit., p. 218
  29. ↑ Langdon Sully, op. cit., p. 219
  30. ↑ Langdon Sully, op. cit., p. 221
  31. ↑ Mark Herbert Brown, The Flight of the Nez Perce, G. P. Putnam's Sons, 1967, p. 309-407

Bibliografia

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