| Allora balliamo | |
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| Titolo originale | Partir un jour |
| Lingua originale | francese |
| Paese di produzione | Francia |
| Anno | 2025 |
| Durata | 98 min |
| Rapporto | 1,85:1 |
| Genere | musicale, commedia, sentimentale |
| Regia | Amélie Bonnin |
| Soggetto | Partir un jour di Amélie Bonnin |
| Sceneggiatura | Amélie Bonnin, Dimitri Lucas |
| Produttore | Bastian Daret, Arthur Goisset, Robin Robles, Sylvie Pialat, Benoît Quainon |
| Casa di produzione | Topshot Films, Les Films du Worso, Pathé, France 3 Cinéma |
| Distribuzione in italiano | Fandango |
| Fotografia | David Cailley |
| Montaggio | Héloïse Pelloquet |
| Scenografia | Chloé Cambournac |
| Costumi | Julie Miel |
| Trucco | Virginie Seffar |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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Allora balliamo (Partir un jour) è un film del 2025 diretto da Amélie Bonnin, al suo esordio alla regia di un lungometraggio, basato sul cortometraggio omonimo del 2021 della stessa Bonnin.
Cécile si è fatta conoscere come chef partecipando al programma televisivo Top Chef e sta preparando, insieme al suo compagno e assistente in cucina, l'apertura di un ristorante gourmet. Ma dopo l'infarto del padre è costretta a lasciare Parigi e a tornare temporaneamente nel villaggio della sua infanzia e al ristorante di strada gestito dai suoi genitori. Durante il suo soggiorno nel paese natale incontra Raphaël, il suo amore d'infanzia, che metterà in crisi le sue certezze.
Il film è stato presentato in anteprima, fuori concorso, come film d'apertura del Festival di Cannes 2025 il 13 maggio, venendo distribuito a partire dallo stesso giorno nelle sale cinematografiche francesi. Nelle sale italiane è uscito il 18 giugno 2026 distribuito da Fandango.
Il film ha ricevuto recensioni generalmente positive. Il critico cinematografico Simone Emiliani su Sentieri selvaggi scrive che la regista "resta però chiusa nella sua sicura medietà, non trova il cambio di marcia (e forse, non lo vuole trovare) e lascia che il suo film possa galleggiare in acque sicure", mentre Enrico Azzano su Quinlan descrive il film come "gradevole, innocuo, decisamente troppo esile per reggere il peso della Croisette".