Ambrogio Preda (Milano, 25 dicembre 1839 – Davesco, 5 giugno 1906) è stato un pittore italiano.


Figlio di Agilulfo e di Maddalena Trezzini (proveniente da Astano), tra il 1853 e il 1858 studiò all'Accademia di Brera a Milano. Dopo gli studi, tra il 1859 e il 1862 insieme allo zio materno Angelo Trezzini (cognato di Domenico Induno) partecipò attivamente a diverse campagne risorgimentali tra cui la Seconda guerra d'indipendenza italiana. Nel 1862 dopo aver disertato si rifugiò in Svizzera dove soggiornò dapprima ad Astano, poi dal 1864 a Ginevra, e dal 1866 a Davesco, dove trascorse il resto della sua vita. Nel corso della sua carriera partecipò con opere (prevalentemente paesaggi en plein air) a diverse esposizioni pubbliche italiane.
Nel 1869 ricevette una medaglia all'Esposizione artistico‑industriale di Asti, e nel 1872 espose a Milano l'opera Veduta della Svizzera Italiana. Nel 1875, sempre nella città natale, gli venne conferito il Premio Mylius (che aveva lo scopo promuovere la pittura paesaggistica) per Il cortile di una fattoria. Nel 1880 espose a Torino una Veduta di Davesco (anche citata come Davesio), seguita l'anno dopo da una seconda esposizione a Milano (dopo quella del 1872) con Lago di Lugano e nel 1884 tornò a Torino con Ottobre.
Nonostante i problemi economici strinse amicizia con il pittore ticinese Luigi Monteverde, con il quale convisse e con cui nel 1888 passò un'estate sul Monte Boglia.
Morì a Davesco il 5 giugno 1906.
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