Aminta Milani (Segni, 11 giugno 1877 – Roma, 11 febbraio 1944) è stato un medico italiano, archiatra pontificio di papa Pio XI dal 1928 al 1939.
Nacque l'11 giugno 1877 a Segni, in provincia di Roma nel Regno d'Italia, da Francesco Milani e Teresa Valenzi. Compiuti gli studi ginnasiali nel Seminario vescovile della città natale, si trasferì a Roma presso la zia Maria Claudillia e si laureò in medicina presso l'Università La Sapienza, presso cui divenne professore di patologia clinica e, successivamente, primario del Pio Istituto di Santo Spirito e Ospedali Riuniti, passando poi al policlinico Umberto I. Proficuo benefattore, fu tra i principali fautori dell'Istituto di Santa Maria della Provvidenza, fondato nel 1923 a Roma da don Luigi Guanella, e nel 1938 fu tra i primi a intervenire nella cura dei feriti dall'esplosione dello stabilimento produttivo di Bombrini Parodi-Delfino (BPD) di Colleferro.
Nel 1928 papa Pio XI lo nominò quale suo archiatra nonché direttore dei servizi sanitari del Vaticano, succedendo al dottor Andrea Amici; al pontefice fu legato da un rapporto di reciproca stima e amicizia, testimoniato sia dalle onorificenze ricevute (commendatore con placca dell'Ordine di San Gregorio Magno e cavaliere di gran croce dell'Ordine di San Silvestro papa) che dalle frequenti passeggiate estive nelle residenze pontificie di Castel Gandolfo. Alcuni aneddoti, circolati nella sua città natale, sostengono che alla richiesta del pontefice di fornirgli un compenso per le sue prestazioni, Milani avrebbe osservato: "quando mai, Santità, un figlio si fa pagare dal proprio padre?", rispondendo con rispetto alle insistenze del Santo Padre dicendogli: "se proprio vuole, faccia del bene alla mia diocesi". Conservò brevemente i suoi incarichi in Vaticano anche dopo la morte del pontefice nel 1939 fino all'elezione di Pio XII, che nominò in sua sostituzione il professor Riccardo Galeazzi Lisi.
Morì a Roma l'11 febbraio 1944, venendo sepolto inizialmente nella chiesa di Sant'Anna dei Palafrenieri in Vaticano; nel secondo dopoguerra la salma fu traslata a Segni per essere tumulata nella tomba di famiglia. Il comune di Segni gli ha successivamente dedicato un viale e lo annovera tra i suoi cittadini illustri.