Ananthura pteropoda
Etimologia
Il nome della specie (Ananthura pteropoda) deriva dai particolari piccioli delle foglie, lunghi e alati.
Il nome scientifico della specie è stato definito per la prima volta dai botanici Daniel Oliver (1830-1916), William Philip Hiern (1839-1925), Harold Ernest Robinson (1932-2020) e John Jerome Skvarla (1935-2014) nella pubblicazione "Novon; a Journal for Botanical Nomenclature. St. Louis, MO" (Novon 21(2): 254) del 2011. Il nome scientifico del genere è stato definito per la prima volta dai botanici Harold Ernest Robinson (1932-2020) e John Jerome Skvarla (1935-2014) nella pubblicazione "Novon; a Journal for Botanical Nomenclature. St. Louis, MO" (Novon 21(2): 253) del 2011.
Descrizione
Le piante di questa voce hanno un habitus erbaceo o debolmente arbustivo. Altezza massima 0,9 - 2,5 metri. Gli steli sono affusolati e striati. Sulla superficie di queste piante sono presenti peli multicellulari uniseriati e peli asimmetrici a forma di "T".
Le foglie sono disposte in modo alterno e sono subpicciolate (i piccioli sono alati fino al fusto e quindi le foglie sono considerate anche sessili). La lamina in genere è intera con forme variabili da ovate (oblanceolata) a ellittiche con base attenuata nel picciolo e apici lungamente acuti. La consistenza è membranosa. Le venature normalmente sono pennate e ricoperte da punti ghiandolosi. I margini sono irregolari o dentati. La superficie di entrambe le facce è pubescente. Dimensione delle foglie: larghezza 1,8 - 8,5 cm; lunghezza delle foglie 7,5 – 25 cm.
L'infiorescenza, terminali o alle ascelle delle foglie superiori, è formata da capolini peduncolati (i peduncoli sono filiformi) in formazioni corimbose sottese da brattee filiformi. La struttura dei capolini è quella tipica delle Asteracee: un peduncolo sorregge un involucro con forme cilindriche composto da diverse brattee disposte su 4 - 5 serie embricate e scalate che fanno da protezione al ricettacolo sul quale s'inseriscono i fiori di tipo tubuloso. Le brattee dell'involucro, persistenti fino alla fruttificazione o decidue (quelle più interne), hanno delle forme più o meno da ovate a oblunghe con apici scariosi arrotondati o smussati. Il ricettacolo alveolato è privo di pagliette (ricettacolo nudo). Lunghezza dei peduncoli: 1 – 15 mm. Dimensione dell'involucro: ampiezza 5 – 6 mm; altezza 6 – 11 mm. Altezza delle brattee: 8 mm.
I fiori, 15 per capolino, sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (ogni verticillo ha in genere 5 elementi). I fiori sono inoltre ermafroditi e actinomorfi (raramente possono essere zigomorfi).
- */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio
- Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
- Corolla: la corolla, formata da uno stretto tubo imbutiforme terminanti in 5 stretti lobi riflessi, è glabra. Il colore è biancastro con tinte color malva. Lunghezza della corolla: 9 mm (tubo di 4 mm; gola di 2 mm; lobi di 3 mm).
- Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi e distinti, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo. Le antere, prive di ghiandole, sono calcarate (speronate) ma prive di coda. Le appendici delle antere, oblunghe-ovate, hanno una consistenza soda e sono glabre. Il polline è di tipo tricolporato, ossia con tre aperture sia a fessura che a poro; può essere inoltre echinato (con punte); è anche "lophato". Lunghezza delle teche: 2 mm.
- Gineceo: lo stilo è filiforme con alla base un anello. Gli stigmi dello stilo sono due lunghi e divergenti; sono sottili, snelli, pelosi e con apice acuto. L'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Gli stigmi hanno la superficie stigmatica interna (vicino alla base).
I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni, con forma prismatica, hanno 8 coste con superficie ispida o sericea. All'interno si può trovare del tessuto di tipo idioblasto e rafidi di tipo subquadrato da corti a moderatamente allungati; non è presente il tessuto tipo fitomelanina. Il pappo interno è formato da setole capillari, snelle, fragili e minutamente barbate (lunghe 5 mm); quello esterno è formato da una riga di denti ravvicinati, minuti e persistenti (lunghi 0,2 mm). Dimensione degli acheni: 2,2 - 2,5 mm.
Biologia
- Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
- Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
- Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecorica). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: la zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.
Distribuzione e habitat
La distribuzione delle piante di questa voce è relativa al Vecchio mondo: foreste sempreverdi con quote da 850 a 1 600 metri in Tanzania e quote da 1 950 a 2 600 metri in Kenya.
Tassonomia
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum), originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23 000 specie distribuite su 1 535 generi, oppure 22 750 specie e 1 530 generi secondo altre fonti (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1 679 generi). La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie.
Filogenesi
Le specie di questo gruppo appartengono alla sottotribù Gymnantheminae descritta all'interno della tribù Vernonieae Cass. della sottofamiglia Vernonioideae Lindl.. Questa classificazione è stata ottenuta ultimamente con le analisi del DNA delle varie specie del gruppo. Da un punto di vista filogenetico in base alle ultime analisi sul DNA la tribù Vernonieae è risultata divisa in due grandi cladi: Nuovo Mondo e Vecchio Mondo. I generi della sottotribù Gymnantheminae appartengono al subclade relativo all'Africa tropicale comprese le Hawaii (l'altro subclade africano comprende soprattutto specie meridionali).
La sottotribù, e quindi i suoi generi, si distingue per i seguenti caratteri:
- l'habitus è soprattutto arbustivo o arboreo
- le brattee interne dell'involucro talvolta sono decidue
- il polline non è di tipo triporato
- le antere sono prive di ghiandole
- le piante sono in prevalenza paleotropicali (avventizie in America)
In precedenza la tribù Vernonieae, e quindi la sottotribù (Gymnantheminae) di questo genere, era descritta all'interno della sottofamiglia Cichorioideae.
Sinonimi
Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:
- Cacalia pteropoda Kuntze
- Vernonia pteropoda Oliv. & Hiern
- Vernonia urophylla Muschl.
Note
- ↑ (EN) Ananthura pteropoda (Oliv. & Hiern in Oliv.) H.Rob. & Skvarla, su The International Compositae Alliance (TICA), 1877. URL consultato il 4 novembre 2026 (archiviato il 4 novembre 2026).
- 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
- 1 2 3 4 (EN) Ananthura pteropoda (Oliv. & Hiern) H.Rob. & Skvarla, su Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato l'8 ottobre 2021.
- ↑ (EN) Ananthura H.Rob. & Skvarla, su Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato l'8 ottobre 2021.
- 1 2 Robinson et al. 2011.
- ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato l'8 ottobre 2021.
- ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato l'8 ottobre 2021.
- 1 2 Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
- ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
- ↑ Judd 2007, pag. 517.
- 1 2 3 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 173.
- 1 2 3 4 Funk & Susanna 2009, pag. 450.
- 1 2 Judd 2007, pag. 520.
- ↑ Strasburger 2007, vol. 2, pag. 760.
- ↑ "lophato": la parte più esterna dell'esina è sollevata a forma di creste e depressioni. Strasburger 2007, vol. 2, pag. 760.
- ↑ Judd 2007, pag. 523.
- ↑ Strasburger 2007, pag. 858.
- ↑ (EN) World Checklist, su Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 18 marzo 2021.
- ↑ Susanna et al. 2020.
- ↑ (EN) Cacalia pteropoda Kuntze, su The International Compositae Alliance (TICA), 1891. URL consultato il 4 novembre 2026 (archiviato il 4 novembre 2026).
- ↑ (EN) Vernonia pteropoda Oliv. & Hiern, su The International Compositae Alliance (TICA), 1877. URL consultato il 5 novembre 2026 (archiviato il 4 novembre 2026).
- ↑ (EN) Vernonia urophylla Muschl., su The International Compositae Alliance (TICA), 1911. URL consultato il 5 novembre 2026 (archiviato il 4 novembre 2026).
Bibliografia
- (EN) Joachim Walter Kadereit e Charles Jeffrey, The Families and Genera of Vascular Plants, Asterales, volume VIII, Berlin, Heidelberg, Springer-Verlag, 2007.
- (EN) Victoria "Vicki" Ann Funk, Alfonso Susanna, Tod Falor Stuessy e Randall James Bayer, Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae (PDF), Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, ISBN 978-3-9501754-3-1 (archiviato il 17 agosto 2025).
- Walter Stephen Judd, Christopher S. Campbell, Elizabeth Anne Kellogg, Peter Francis Stevens e Michael John Donoghue, Botanica sistematica. Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
- Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
- (EN) Fabio Conti, Giovanna Abbate, Alessandro Alessandrini e Carlo Blasi, An annotated checklist of the Italian vascular flora, Roma, Palombi Editore, 2005, ISBN 88-7621-458-5 (archiviato il 24 febbraio 2022).
- (EN) Alfonso Susanna, Bruce Gregg Baldwin, Randall James Bayer, José Mauricio Bonifacino, Núria Garcia-Jacas, Sterling C. Keeley, Jennifer Rhea Mandel, Santiago Ortiz, Harold Robinson e Tod Falor Stuessy, The classification of the Compositae: A tribute to Vicki Ann Funk (1947–2019), in Taxon, vol. 69, n. 4, 2020, pp. 807-814 (archiviato il 26 febbraio 2025).
- (EN) Harold Robinson, Generic and Subtribal Classification of American Vernonieae (PDF), in Smithsonian Contributions to Botany, vol. 89, JSTOR, 1999, pp. 1-116. URL consultato il 27 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale il 19 luglio 2018).
- (EN) Harold Robinson, John J. Skvarla e Victoria "Vicki" Ann Funk, Vernonieae (Asteraceae) of southern Africa: A generic disposition of the species and a study of their pollen, in PhytoKeys, vol. 60, 2016, pp. 49-126.
- (EN) Harold E. Robinson e Victoria "Vicki" Ann Funk, A new genus, Nothovernonia, from tropical Africa (Asteraceae or Compositae, Vernonieae), in PhytoKeys, vol. 3, Pensoft Publishers, 30 maggio 2011, pp. 21-34. URL consultato il 2 maggio 2026 (archiviato il 17 gennaio 2026).