Androclo

Androclo
Briton Rivière, Androcle e il leone, 1908, Auckland Art Gallery, Nuova Zelanda.
UniversoMitologia romana
Nome orig.
  • Androclus
  • Ἀνδροκλῆς
AutoreAulo Gellio (da un racconto perduto di Apione)
Caratteristiche immaginarie
SpecieUmano
SessoMaschio
ProfessioneSchiavo

Androclo o Androcle è un personaggio di una leggenda della mitologia romana. Giovane schiavo condannato al supplizio ad bestias, riuscì a salvarsi perché il leone che doveva combattere gli si prostrò ai piedi, leccandogli le mani in segno di riconoscenza per averlo curato in passato.

La leggenda

La leggenda vuole che lo schiavo Androclo, fuggito dalla proprietà del suo padrone (un governatore dell'Africa proconsolare) si nascose in una grotta e lì venne a contatto con un leone. Questi, sofferente ad una zampa per causa di una spina di rovo, trovò sollievo nelle cure dello schiavo che riuscì ad estrarla dall'arto ferito. Vissero insieme da quell'episodio, aiutandosi a vicenda per tre anni, finché Androclo, stanco della vita selvaggia, abbandonò la grotta e finì per essere catturato da alcuni soldati, che lo rimpatriarono a Roma condannandolo al supplizio ad bestias. Una volta entrato nel Circo Massimo si trovò di fronte il suo amico leone, che era stato a sua volta catturato dai romani per essere utilizzato come strumento di morte nelle esecuzioni: il felino, riconosciuto Androclo, non gli fece alcun male. Giulio Cesare, commosso dal gesto d'amicizia e spinto dal clamore degli spettatori nell'arena, graziò Androclo liberandolo dal supplizio. La fine del mito vuole i due protagonisti passeggiare insieme per le taverne di Roma, amati e rispettati da tutto il popolo.

Origine e diffusione

La testimonianza più antica di questa storia si trova nelle Noctes Atticae di Aulo Gellio: in esse l'autore riporta di averla presa da un'opera perduta di Apione nota come "Sull'Egitto" (in greco antico Αἰγυπτιακά?), a cui lo stesso Apione sosteneva di aver assistito durante il suo soggiorno a Roma.

La storia ebbe grande successo nella cultura popolare: riapparve circa un secolo dopo nell'opera principale di Claudio Eliano ("Sulla natura degli animali") e fu frequente in tutto il Medioevo con diverse varianti attribuite ad autori classici diversi.

Androclo nella cultura di massa

Note

  1. ↑ Aulo Gellio, 14, v.1-4, in Noctes Atticae, vol. 5.
    «Nelle opere [di Apione], riconosciute come di non poca fama, è contenuto un resoconto di quasi tutte le cose degne di nota che si possono vedere e udire in Egitto. [...] ma questo episodio, che descrive nel quinto libro delle sue Meraviglie d'Egitto,⁠ dichiara di non averlo né sentito né letto, ma di averlo visto con i propri occhi nella città di Roma.»
  2. ↑ Claudio Eliano, 48, in Sulla natura degli animali, vol. 7.
    «Che la memoria sia una facoltà propria anche degli animali, e che si tratti di una caratteristica acquisita senza ricorrere al sistema e alla scienza della mnemonica che alcuni maghi sostengono di aver inventato, lo dimostrano i seguenti fatti. Un certo Androcle, che era schiavo nella casa di un senatore romano, fuggì dal suo padrone dopo aver commesso un reato [...]»
  3. ↑ Si veda, ad esempio, il racconto Yvain, il cavaliere del leone di Chrétien de Troyes.

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