«Valoroso, distinto ufficiale, decorato di medaglia d’argento sul campo nella grande guerra e ferito. Durante la campagna di Africa Orientale, quale comandante di squadroni carri veloci, partecipò a tutte le operazioni di guerra, con entusiasmo, grande slancio, abnegazione, coraggio, contribuendo largamente, mediante la sua eminente azione di comando, anche con unità superiori a quelle devolute al suo grado, alla buona riuscita delle operazioni e alla realizzazione delle aspirazioni nazionali. Africa Orientale, 3 ottobre 1935-5 maggio 1936.» —Regio decreto 18 febbraio 1937.
«Comandante di battaglione sosteneva vittoriosamente e per più giorni consecutivi il peso di una dura offensiva sferrata dal nemico preponderante, respingendolo con gravi perdite sulle posizioni di partenza. Durante il corso di una seconda e più potente offensiva con la quale l’avversario a malgrado la strenua difesa dei reparti era riuscito a porre piede nell’interno delle nostre posizioni, visti ripiegare i reparti coloniali, sopraffatti da concentramenti dell’artiglieria nemica, ed il crearsi di una situazione delicata per l’intero sistema difensivo, postosi alla testa di un gruppo di granatieri e coloniali si lanciava verso il nemico a colpi di bombe a mano. Cadeva colpito da pallottola in fronte, consacrando con la sua morte tutta una vita di esemplare dedizione alla Patria. A.O., 2 febbraio -16 marzo 1941.» —Decreto del Capo Provvisorio dello Stato del 31 dicembre 1947
«Alla testa del proprio plotone, sotto l'incessante fuoco di fucileria e mitragliatrici, si slanciava, pel primo, all'assalto della posizione nemica; ferito, non cessava di rincorare i propri dipendenti, restando sulla posizione raggiunta per tutta la giornata. Croda dell'Ancona, 15 giugno 1916.»
«Comandante di reparto carri veloci, dopo aver messo in fuga nuclei nemici annidati nella fitta boscaglia, infliggendo loro gravi perdite, attaccava con audacia e perizia una posizione avversaria, saldamente fortificata, tentando ripetutamente di aprire una breccia nel muro di cinta, malgrado la violenta reazione dei difensori. Costretto ad abbandonare il suo carro precipitato in un fiume, avuto un sottufficiale e un soldato uccisi e un ufficiale ferito, traeva in salvo quest'ultimo sotto il fuoco avversario. Unitosi in seguito a una compagnia di eritrei, con audacia e ardimento tentava di isolare e soccorrere due carri rimasti bloccati, riuscendo nell'intento a tarda sera. Addis Abeba, 29 luglio 1936.»
«Comandante di squadrone carri veloci, dopo aver partecipato durante l'intero svolgimento della campagna e a più fatti d'arme, distinguendosi per valore, slancio e coraggio, nella zioni repressive della ribellione scioana coordinando e dirigendo personalmente con singolare perizia l'azione dei suoi carri, dava efficace contributo affrontando e battendo più volte forti nuclei ribelli, confermando così le sue belle doti di comandante intelligente, appassionato e sprezzante del pericolo. Già decorato e ferito nella grande guerra europea. Addis Abeba, 5 maggio-30 novembre 1936.» —Regio decreto 4 giugno 1938