
Antoine Rivalz (Tolosa, 12 marzo 1667 – Tolosa, 11 dicembre 1735) è stato un pittore francese.
Antoine Rivalz iniziò la sua formazione negli studi di suo padre Jean-Pierre, dello scultore Marc Arcis e dell'artista Raymond Lafage. Durante la sua formazione, si interessò in particolare allo studio delle opere classiche e dei maestri barocchi italiani. Dal 1685 al 1687 studiò all'Académie royale de peinture et de sculpture di Parigi, mentre al suo ritorno nella nativa Tolosa ricevette le sue prime due commissioni. Nel 1687 partì per Roma, rimanendovi per più di dieci anni, dove nel 1694 vinse il secondo premio all'Accademia di san Luca con un disegno intitolato La caduta dei giganti, mentre il primo premio andò ad Antonio Balestra e Felice Nardi. A Roma strinse amicizia con altri artisti come Carlo Maratta, Luigi Garzi e Benedetto Luti, e fu sempre più richiesto per commissioni da parte di famiglie sia a Roma che a Tolosa.
Nel 1703 tornò a Tolosa e fu nominato pittore del municipio della città, carica che mantenne fino alla morte. Supportato da un importante studio, ricevette un gran numero di commissioni: dipinti commemorativi, dipinti di ordinanze e armature, progetti architettonici, restauri. Questa carica, inoltre, gli permise soprattutto di stringere relazioni proficue con le classi superiori della città e di beneficiare di un quasi monopolio sulle commissioni pubbliche, religiose e private della città.
Sposò la cugina di primo grado Louise Rivalz, dalla quale ebbe sei figli, tra cui il futuro artista Pierre Rivalz, noto come il “cavaliere Rivalz”. Nel 1726 fondò la prima scuola d'arte di Tolosa e nel 1750 una lettera patente di Luigi XV la trasformò nell'Académie royale de peinture et de sculpture de Toulouse, l'unica in Francia (dopo quella di Parigi) a poter fregiarsi di tale titolo.
Arricchitosi dalla variegata formazione ricevuta a Tolosa, Parigi e Roma, Rivalz creò uno stile originale e variegato influenzato dalla pittura barocca, dall'arte classica, dagli stili pittorici del XVII secolo e dall'eredità dei maestri italiani. Ad esempio, la sua opera sulla porta di una farmacia presenta lo stesso soggetto dell'italiano del “Pestapepe”, solitamente attribuito a Melozzo da Forlì. Ne realizzò una sintesi personale e rilanciò la vita artistica di Tolosa, scegliendo un'estetica decisamente orientata verso il XVII secolo e resistendo alle innovazioni della pittura parigina. La sua influenza e la sua posizione ufficiale gli permisero di influenzare un'intera generazione di artisti del XVIII secolo, creando un'unità artistica che lasciò un segno nella scuola di pittura di Tolosa. Dopo la sua morte, il suo lavoro e il suo stile furono perpetuati da allievi come Guillaume Cammas e Pierre Subleyras, ma all'inizio del XIX secolo la sua opera cadde in disuso per più di cento anni, per poi essere riscoperta solo a partire dagli anni '40 del Novecento.
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